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20 aprile 2017

Energia elettrica: stop alla liberalizzazione fino al 2019

La riforma per la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, prevista per il 2018, è slittata a luglio 2019. A confermarlo il Ministro Calenda



Secondo l’Ufficio Studi Confartigianato, l’Italia è il paese del G7 con la più bassa emissione di CO2 procapite e il secondo, dopo il Canada, per percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili. Un risultato importante, che giunge in un momento delicato per il futuro energetico italiano.

 

Per la riforma che dovrebbe archiviare il mercato elettrico tutelato, infatti, si dovrà aspettare luglio 2019; è quanto annunciato in questi giorni da Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo economico, in seguito alla riunione governo-maggioranza sul Ddl Concorrenza.

Il Governo aveva fissato inizialmente al 2018 la data della liberalizzazione, ma la perplessità circa i rischi di un possibile innalzamento dei costi, rischi connessi al fatto di far passare in blocco tutte le famiglie italiane al libero mercato, ha fatto slittare la riforma.

 

Dunque per la maggior parte delle famiglie italiane, grazie al mercato tutelato, il prezzo dell’energia verrà ancora fissato ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia, che stabilisce le condizioni tra il produttore e il cliente finale.

Vi è comunque la possibilità di passare volontariamente al libero mercato, e molte persone lo hanno già fatto – convinte con tutta probabilità dalle politiche di marketing delle utility – ma in molti casi si sono ritrovate a pagare di più.

 

Lo slittamento di un anno per l’abolizione della maggior tutela per ora non sembra preoccupare molto le utility, soprattutto quelle come Enel, A2A, Acea, che continueranno a mantenere i clienti nella fascia protetta.

Con l’avvento del libero mercato, invece, questi grandi player rischieranno che gli utenti vengano “aggrediti” dalla concorrenza. Inizialmente, durante la fase di passaggio, quando sarà necessario abbandonare la tutela, i vari operatori non avranno infatti interesse ad abbassare i prezzi, con la consapevolezza che i clienti dovranno necessariamente affrontare la liberalizzazione delle tariffe. Solo in una fase successiva assisteremo con tutta probabilità a un mercato vivo dominato da una reale concorrenza.

Dunque il rinvio al 2019 deciso dal Governo sembra voler evitare proprio un aumento indiscriminato delle bollette per i clienti, permettendo di arrivare a questa svolta con maggiore consapevolezza e cautela, offrendo al consumatore la garanzia del miglior prezzo.