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Innovazione? Gli utenti dicono “si”, i professionisti dicono “ni”

fonte: 'Elettricoplus'
30.05.2010
In occasione dei suoi quarant’anni, per capire gli orientamenti di utenti e addetti ai lavori nei confronti dell’innovazione, Gewiss ha commissionato ad Astra Ricerche due indagini: una che ha coinvolto circa 600 utenti italiani tra i 18 ei 65 anni e una seconda che ha coinvolto gli addetti ai lavori (150 architetti, 159 progettisti, 350 installatori, più di un centinaio di imprese edili).
Una decina di anni fa in un’indagine simile, grossisti e installatori avevano affermato che l’innovazione era scarsa perché gli utenti italiani erano poco propensi all’avvento della tecnologia. In sostanza risultava che gli italiani erano tecnofobi e quindi gli installatori tendevano a non offrire prodotti innovativi.
Alla luce dei risultati attuali l’impressione è che installatori e grossisti sottovalutassero le capacità e le conoscenze dell’utilizzatore.
“Oggi ne sono convinto – dice Enrico Finzi, responsabile di Astra - poiché gli Italiani sono diventati tecnofili. Agli inizi degli anni ’90 solo il 39% era favorevole alle nuove tecnologie. Negli anni 2000 la percentuale si è rovesciata e ben il 61% è favorevole ai cambiamenti tecnologici. E’ stato l’avvento del telefonino, con tutte le sue funzioni a convertire il paese”.
Da questa nuova indagine è emerso che solo il 25% è ancora restio alla tecnologia, tutti gli altri sono più o meno favorevoli. Il 48% degli italiani preferisce aspettare un po’ prima di acquistare nuove tecnologie per essere sicuri che funzionino bene, invece tra gli addetti ai lavori c’è una notevole resistenza all’acquisto delle nuove tecnologie.
Il succo di tutto questo è che gli Italiani sono in generale più orientati a provare cose nuove.
Tra gli addetti ai lavori i grossisti sono i più avanzati mentre le imprese di edilizia le più arretrate.
Gli anticipatori delle innovazioni sono le nuove coppie con un buon reddito che mettono su casa per la prima volta e comprano tutto quello che c’è di meglio, quindi non parliamo di un mercato di sostituzione ma di un mercato di nuovi acquisti.
Parliamo degli impianti elettrici: quali sono gli elementi distintivi per definire un prodotto innovativo? Qui gli addetti ai lavori sono più evoluti della popolazione.
L’innovazione tecnologica non deve complicare la vita: secondo gli intervistati i prodotti devono essere fruibili e facili da installare, ma emerge che gli addetti ai lavori sottovalutino la voglia degli utenti finali di spendere di più per avere un prodotto migliore. Questo sottolinea il fatto che gli addetti ai lavori conoscono le possibilità delle nuove tecnologie più degli Italiani ma non sono in grado di spiegarli e di proporli evidenziando i benefici che possono apportare. Quindi importante che all’evangelizzazione degli utenti finali dipende anche dagli addetti ai lavori e non solo ed esclusivamente dalle aziende produttrici. Progettisti, installatori e grossisti non devono solo progettare, installare, vendere ma devono istruire: sono dei missionari culturali. Infatti chi ha la capacità di spiegare è in grado di vendere di più, meglio e guadagnare di più.
L’indagine ha anche analizzato i sentimenti che hanno le persone nei confronti dell’innovazione e risulta che gli italiani sono molto curiosi e interessati: il 70% è spinto a saperne sempre di più.
Gli italiani sono molto più fiduciosi degli addetti ai lavori sul fatto che ogni innovazione tecnologica sia un reale miglioramento e che non sia solo un modo per far spendere più soldi.
Per quanto riguarda, invece, la domotica le cose non sono cambiate da dieci anni fa: è un termine troppo difficile che l’utente finale non riesce a capire. Infatti più del 40% degli italiani non l’ha mai sentita nominare e quando gli si spiega che è un sistema tecnologico che permette di fare tantissime cose l’utente pensa che sia il futuro e non il presente. Anche tra gli addetti ai lavori non è un termine molto diffuso: solo i grossisti pensano che sia futuribile mentre tra le imprese edili non viene nemmeno considerata. Questo implica che il mercato della domotica non si sta sviluppando perché non si è capaci a spingerlo.
Secondo l’indagine commissionata da Gewiss l’azienda più innovativa nel settore elettrico è Bticino: al secondo posto Gewiss stessa, poi Vimar, Siemens, Abb, Schneider e Ave.
Un risultato non male per l’azienda di Cenate, viste le dimensioni di forza tra questi grandi gruppi.
L'indagine è scaricabile cliccando sul link "ALLEGATI" a destra.

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