La casa ecologica
fonte: 'Elettricoplus'
06.06.2008
Questo primi anni del 21° secolo sono caratterizzati da una consapevolezza diffusa sul rapporto tra risparmio energetico e preservazione dell'ambiente. Il termine "casa ecologica" non deve essere inteso solo come edificio costruito con materiali compatibili con l'ambiente, ma deve comprendere anche concetti quali, ad esempio, l'efficienza energetica e la sintonia con l'uomo. Quindi, nel progettare e costruire la casa ecologica per il 2000, dobbiamo fissare alcune regole fondamentali che sono: • gli impianti della casa devono garantire un ambiente salubre dal punto di vista dell'inquinamento elettromagnetico; • gli impianti devono garantire un'elevata efficienza energetica; • la componentistica degli impianti deve essere compatibile con l'ambiente, in particolar modo nelle fasi di realizzazione dei componenti e nella fase di smantellamento degli impianti a fine vita. La casa non si presenta più solo come elemento "piacevole architettonicamente", ma acquisisce una nuova valenza, quella di "efficiente energeticamente". Pensare a un ambiente residenziale senza la presenza di impianti elettrici e dei comfort minimi è anacronistico; è possibile però pensare una struttura impiantistica dove efficienza energetica, qualità ambientale e comfort possano convivere.
Le sinergie progettuali Per poter avere un edificio che garantisca le massime performance energetiche e prestazionali, è necessario che la progettazione architettonica e quella impiantistica crescano in sinergia profonda. La casa efficiente energeticamente la si crea dalle fondamenta; infatti, per ottenere le massime performance è necessario che la struttura impiantistica collabori all'efficienza energetica e alla qualità ambientale e non sopperisca, come purtroppo molte volte accade, alle carenze del progetto architettonico. In tal senso la progettazione edile non può non tenere conto di alcuni fattori, quali ad esempio: • integrazione tra luce naturale e artificiale; • corretto orientamento dell'edificio e delle falde della copertura; • sistemi di captazione luminosa; • sfruttamento passivo della radiazione solare invernale; • ventilazione naturale per il raffrescamento estivo; • recupero del calore; • conservazione del caldo/freddo; • salubrità ambientale.
Il rapporto uomo-impianti Se gli impianti elettrici e complementari (telecomunicazione, citofonici, eccetera) nelle moderne abitazioni sono sempre più complessi ed estesi, è necessario prendere in adeguata considerazione l'interazione che questi hanno con chi li utilizza. L'avvento delle moderne tecnologie di comunicazione ha portato l'uomo ad essere sempre più esposto ai campi elettromagnetici artificiali (ad esempio linee elettriche alta tensione, antenne per telecomunicazioni, eccetera). In tal senso, l'abitazione, come luogo "protetto" per definizione, deve essere un ambiente salubre, dal punto di vista dell'inquinamento elettromagnetico. Per garantire questa salubrità bastano pochi accorgimenti nella progettazione e costruzione degli impianti elettrici di forza motrice e di illuminazione. Vediamo quali.
Scarica in PDF le immagini relative all'articolo
• Definire quali sono gli ambienti in cui il corpo è maggiormente esposto e dove si può limitare la presenza di sorgenti elettromagnetiche: o le camere da letto, perché durante il sonno il corpo abbassa le difese immunitarie e perché l'esposizione potrebbe essere cronica (dalle 6 alle 8 ore continue); o il bagno, perché spesso si è esposti in maniera integrale senza nessun elemento di difesa, come possono essere per esempio i vestiti; o negli altri locali ove la permanenza è ridotta in termini di tempo di esposizione o per la presenza di altri elementi che ne caratterizzano la funzione (come la sala dove si vede la tv), è inutile eseguire azioni di riduzione dei campi elettromagnetici; o evitare sistemi di comunicazione delle informazioni su tecnologia wireless, si possono invece usare telecomandi con sistemi di trasmissione a infrarosso. • Nei locali definiti "a maggior esposizione" si possono attuare i seguenti accorgimenti, che elenchiamo in ordine crescente di difficoltà e quindi di costo realizzativo: o evitare di chiudere ad anello (quindi di creare spire con ovvi problemi di effetto antenna) le linee di distribuzione di forza motrice; o non installare nei locali cassette di derivazione; o limitare al minimo indispensabile la dotazione elettrica; o le linee di alimentazione degli ambienti "protetti" dovrebbero essere equipaggiate di bio-switch per disalimentare gli impianti in assenza di carico; in questo modo si esclude anche il campo elettrico; o utilizzare cassette portafrutti schermate con vernice alla grafite; o utilizzare cavi per la distribuzione di tipo schermato, con la calza della schermatura dotata di un collegamento franco a terra; o equipaggiare la casa con un sistema Bus, in quanto la componentistica degli attuatori di comando e lo stesso Bus di comunicazione funzionano in bassissima tensione, con correnti di funzionamento modeste); o evitare sistemi di comunicazione delle informazioni su tecnologia wireless, si possono invece usare telecomandi con sistemi di trasmissione a infrarosso. • Gli accorgimenti sopra descritti sono applicabili anche ad altre parti della casa con ottimi risultati; ovviamente si può omettere il bio-switch, perché ad esempio in un ambiente come la cucina non funzionerebbe mai, per la presenza di frigoriferi e congelatori. Il rapporto con le fonti energetiche rinnovabili Gli orientamenti legislativi in materia di risparmio ed efficienza energetica hanno oramai aperto la strada agli edifici dotati di sistemi di trasformazione delle energie rinnovabili, in particolare il sole, in energia elettrica. È ovvio che in fase di realizzazione di un impianto va predisposta una serie di passaggi, vani, spazi e vie cavi per l'installazione della componentistica per la trasformazione, misurazione e controllo delle energie. La normativa attuale, in particolar modo quella termica, si orienta verso la costruzione di edifici e di impianti con elevata efficienza energetica.
È auspicabile, ma anche prevedibile, un riassetto del quadro normativo, verso l'efficienza energetica legata al settore della distribuzione e utilizzazione dell'elettricità. Attualmente il costo impiantistico delle energie rinnovabili (fotovoltaico) è relativamente ancora alto, per cui prima di definire la corretta quantità di potenza di picco necessaria a coprire il fabbisogno energetico annuo sarebbe opportuno lavorare sull'ottimizzazione e razionalizzazione dei consumi energetici.Sistemi per il contenimento degli sprechi energetici Il continuo aumento del costo dell'energia elettrica, principalmente trascinato dall'aumento del greggio, ha portato in auge tutti i sistemi automatici per il contenimento degli sprechi. Come in altri ambiti, anche qui esistono accorgimenti più o meno costosi, ma che garantiscono eccellenti risultati; possono essere elencati come in precedenza in valore crescente per complessità e costo: • sistemi a programmazione oraria (timer) per lo spegnimento e accensione di circuiti di illuminazione e pompe; • eliminazione di boiler elettrici, con altri sistemi di accumulo inerziale di energia termica (solare); • eliminazione di stufette elettriche, con un uso più razionale ed efficiente di altri sistemi di riscaldamento degli ambienti; • eliminare tramite circuito dedicato lo stato di stand-by degli elettrodomestici e dell'elettronica di consumo (dvd, tv, sat, microonde); • dotare l'edificio di un sistema di controllo dei carichi per evitare le contemporaneità e le punte e permettere l'alimentazione e l'uso di alcuni dispositivi solo in fasce protette (ad esempio di notte con tariffa bioraria); • suggerire e consigliare e proporre solo apparecchiature efficienti (in classe A o classe A+); • dotare l'impianto di un sistema Bus che permetta lo spegnimento delle utenze nei periodi di non occupazione degli ambienti; • dotare l'impianto di riscaldamento di un sistema di termoregolazione a punto mobile (regolatore, sonda mandata, sonda esterna, sonda ambiente, valvola tre vie); • utilizzo di sorgenti luminose a elevata efficienza quali fluorescenti per gli interni e sodio alta pressione per gli esterni; • utilizzo delle nuove tecnologie (i led ad esempio) per l'illuminazione degli interni. Le attività dei comuni L'attenzione all'efficienza energetica e alla casa ecologica - nella sua accezione più ampia, comprendente anche il concetto di ambiente sano - desta sempre maggiore interesse nelle amministrazioni comunali. Per esempio, l'amministrazione comunale di Morazzone, in provincia di Varese, si è data come obiettivo, quello di certificare le abitazioni e garantire livelli di efficienza energetica ben definita. Un altro esempio è il comune di Carugate, in provincia di Milano, che ha rivisto il regolamento edilizio improntandolo fortemente verso concetti di efficienza energetica, passività degli edifici e comfort ambientale. Il caso studio Costruire edifici efficienti energicamente, dotati di tutti i confort, è possibile; il caso è quello di un'abitazione residenziale a Legnano dell'architetto Alessandro Rogora, docente del Politecnico di Milano e ricercatore del dipartimento Best, che ha voluto un'abitazione efficiente e costruita con materiali ecologici e tecnologie sostenibili.
Il progetto architettonico è dello studio Tme-The Missing Element di Legnano (Milano), mentre il progetto degli impianti elettrici è dello studio Csp - Consulenze servizi progetti di Mornago (Varese). Ancora più interessante la sfida progettuale e che le figure tecniche coinvolte nella progettazione hanno creato impianti non in un edificio in costruzione ma in un ambiente in ristrutturazione. La precedente destinazione d'uso dell'ambiente era quella di insediamento produttivo dismesso; in tal senso non solo si è realizzato qualcosa di efficiente e sostenibile dal punto di vista ambientale, ma si è dimostrato che è possibile cementificare di meno e sottrarre meno spazi verdi alla città, riqualificando aree dismesse. L'impianto elettrico è dotato di un sistema Bus per il comando degli utilizzatori e dei circuiti di illuminazione. Il sistema è realizzato in modo tale da permettere il totale spegnimento degli impianti elettrici quando si esce dalla casa, utilizzando un pulsante di reset; restano alimentati, ovviamente, solo la caldaia e le pompe, il frigorifero e il congelatore. L'utilizzo del sistema Bus Domino della Duemmegi ha permesso di ridurre al minimo gli interventi edili e di realizzare una infrastruttura di distribuzione leggera, riuscendo persino ad avere le solette in legno. L'installazione degli impianti è stata curata dall'installatore Fagnoni Flavio di Somma Lombardo (Varese).
|
|