Luce nuova nel cuore antico
fonte: 'Elettricoplus'
09.04.2008
Villa Cusani Tittoni Traversi è una delle costruzioni più monumentali e importanti dell'intera Brianza e si presenta ai visitatori con imponenza e maestosità. La facciata a Nord si ispira ai canoni di equilibrio e semplicità propri dell'arte classica ed è divisa in tre ordini con un elegante colonnato sovrastato da un austero timpano che ne completa la struttura. Le particolari sale del piano terra sono state oggetto di intervento progettuale e installativo, per la riqualificazione impiantistica e illuminotecnica. L'intervento rientra in un programma più complesso di recupero della villa che sarà trasformata in un polo culturale per Desio e la Brianza e richiederà una spesa complessiva di 8 milioni di euro.
Il volere della committente Il desiderio specifico della committente era quello di poter fruire in sicurezza delle sale del piano terra, corredandole di tutte le possibili dotazioni tecnologiche e di ogni comfort. Obiettivo dell'intervento era quello di permettere un utilizzo degli ambienti della villa esistenti e di quelli futuri per una destinazione d'uso ad ampio respiro. Questa decisione, presa dal primo cittadino Giampiero Mariani, è stata dettata dalla convinzione che la cultura sia il presupposto fondamentale, dal quale partire per lo sviluppo di una città e dei suoi abitanti. Villa Tittoni Traversi vuole offrirsi come un contenitore che possa accogliere eventi e manifestazioni, ma anche che possa offrire spazi a chi è impegnato nel "fare cultura".
I problemi incontrati Le difficoltà progettuali in questo lavoro sono state particolarmente rilevanti, dovute principalmente all'imprecisione delle piante e sezioni esistenti e sulle difficoltà di azione installativa in relazione alla presenza di affreschi, pitture, stucchi, marmi... Il progetto illuminotecnico e impiantistico - curato dall'architetto Alessandro Rogora del Politecnico di Milano e da Alessandro Prati dello studio Csp - è fortemente orientato su alcuni punti cardine: • minima invasività impiantistica; • intervento tecnologico impiantistico fortemente orientato alla conservazione del bene; • riqualificazione illuminotecnica non invasiva, coordinata e armoniosa per ambiente. Una delle reali difficoltà è stata quella di relazionarsi con ambienti disomogenei come contesto artistico architettonico, ma omogenei come destinazione e funzione d'uso; ovvero: pur richiedendo la polifunzionalità di tutte le sale, queste non presentavano la medesima fattura, anzi mostravano volutamente (per scelta progettuale e costruttiva originale) differenze artistico-architettoniche fortemente marcate. Riutilizzare quanto di preesistente era presente (anche se successivo alla costruzione iniziale del 1700) è stato uno dei must progettuali. Sono stati recuperati i lampadari in cristallo e le plafoniere in stile liberty della sala delle colonne. Purtroppo non è stato possibile il recupero degli apparecchi di illuminazione nella sala dei putti, non solo per la vetustà e la pessima conservazione dei componenti, ma anche perché durante i vari lavori restaurativi che si sono realizzati nel corso degli anni, l'alimentazione e i passaggi a questi apparecchi di illuminazione sono stati rimossi.
La nuova distribuzione tecnologica ha avuto il piano interrato come via preferenziale per le componenti di impianto: un ambiente nel quale era già presente un impianto di trasmissione e trattamento dell'aria e altre componenti impiantistiche, quali quadri elettrici, locali ascensori... Sulla filosofia di questa situazione, essendo la struttura impiantistica di queste sale già definita in modo marcato e non essendoci elementi rilevanti presenti dal punto di vista decorativo e architetturale, si è provveduto a utilizzare questi ambienti "meno nobili" per la distribuzione elettrica e tecnologica degli impianti. Da un punto di vista meramente impiantisco, si voleva dotare la villa di un sistema di controllo e supervisione basato su sistema Bus, e questo per almeno quattro motivi: • la collocazione dei moduli in campo permetteva una distribuzione delle accensioni e dei comandi remota, richiedendo meno invasività nella creazione di nuovi passaggi per la distribuzione elettrica; • il sistema Bus è in grado di offrire scenari programmabili per i vari eventi (convegni, mostre, meeting, matrimoni...) governati da touch screen; • un sistema Bus è sicuro, in quanto l'uso della bassa tensione permette di limitare le energie di innesco degli incendi e garantisce una migliore protezione contro i contatti indiretti e diretti per le persone; • in assenza di personale, di notte o di sabato e domenica, la villa si "mette a riposo", disalimentando le utenze elettriche e prevenendo l'insorgere di incendi dovuti a corto circuiti. La cappella - con pianta rettangolare, a navata unica - è stata un vero motivo di orgoglio delle famiglie che hanno abitato la villa. Uno spazio tipicamente rinascimentale, consono alla funzione di intimo raccoglimento dell'edificio, affrescato con la tecnica etrusca dell'encausto, che prevede un trattamento del gesso a caldo. Anche la riqualificazione illuminotecnica di questo ambiente ha richiesto un notevole sforzo progettuale, proprio per le caratteristiche delle pitture murali. In tale senso si è lavorato utilizzando i seguenti criteri: • utilizzo di sorgenti luminose schermate ai raggi UV; • utilizzo di sorgenti ad elevata resa cromatica per una migliore valorizzazione dei colori degli affreschi; • limitazione delle luminanze sui piani verticali (dipinti e affreschi); • definizione dei punti da valorizzare: altare, statue e sole nel cielino sopra l'altare. • limitazione delle temperature di emissione delle sorgenti luminose. La fase installativa L'impresa che ha realizzato i lavori ha operato con precisione chirurgica, distinguendosi per capacità di coordinamento di cantiere e alla realizzazione delle assistenze edili e restaurative. Il principale problema, con il quale ha dovuto relazionarsi l'appaltatore, è stato quello relativo ai fissaggi degli elementi di sostegno (staffe delle passerelle, elementi di fissaggio dei binari luminosi, attacchi dei conduttori elettrificati per le lampade...). Questa fase ha richiesto l'intervento di un impresa specializzata nel restauro, rallentando notevolmente la fase iniziale dei lavori.
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La difficoltà di creare nuovi passaggi e di riutilizzare quelli esistenti è stata particolarmente rilevante; la mancanza di condotti già disponibili è stata in parte sopperita grazie all'impiego del sistema Bus, che ha permesso attraverso cavo a una coppia di distribuire il segnale di controllo e comando, ai dispositivi vari presenti in campo. Anche la fase di smantellamento dei vecchi impianti, ove presenti, ha richiesto un notevole impegno e grande difficoltà, questo perché la maggior parte dei cavi erano murati sottointonaco, mentre nel caso in cui erano posticci, essi erano oramai completamente adesi ad affreschi e altri elementi decorativi. Per questi motivi la rimozione è stata particolarmente delicata e ha richiesto un notevole tempo e grande perizia da parte dell'impresa appaltatrice. L'impresa è stata particolarmente capace nel rispettare tutte le indicazioni progettuali e nell'esaudire tutte le richieste della direzione lavori, in maniera puntuale. Il miglior momento per l'impresa e per la direzione lavori è stato quando si è alimentato il nuovo impianto di illuminazione delle sale, che ha messo in evidenza una serie di dettagli e particolari degli affreschi e dei decori assolutamente non percepibili con l'illuminazione precedente. Nella cappella gli apparecchi di illuminazione sono stati posati al di sopra del cornicione, utilizzando un binario con attacco a tecnologia omnitrack; poiché l'altezza e le dimensioni del cornicione non consentivano di nascondere completamente gli apparati, sono stati scelti degli apparecchi di illuminazione poco invasivi e di piacevole gusto estetico.
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