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Decreto 37/2008: vincolo od opportunità

Cesare Ferretti
Cesare Ferretti
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03.06.2008 09.25Il legislatore con il decreto 37/2008 ha inteso:
• superare tutte le circolari transitorie che disciplinavano il tema dell’attività di installazione impianti
• inasprire i requisiti per il Responsabile tecnico
• cristallizzare alcune posizioni
Purtroppo l’iter legislativo è stato molto variegato e avviatosi con la costituzione di apposita commissione (ampia e articolata) nel 2005 si è concluso con l’emanazione di un decreto che transitando anche dalla Corte dei Conti è stato presentato al pubblico nella sua veste attuale senza verifiche preliminari.
Il decreto contiene novità importanti e criticità irrisolte, il lavoro a più mani sembra aver prodotto un sistema che dovrà essere seguito, diversamente dall’obiettivo che si era assunto, da circolari attuative.
Alcune questioni aperte:
Il riordino degli ambiti di applicazione presenta alcune novità importanti. Nel nuovo decreto si parla di uso civile e non civile: per tutti gli impianti posti al servizio degli edifici indipendentemente dalla destinazione d’uso collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze (questa estensione era prevista solo per gli impianti elettrici (comma2 art 1 DPR 447/91). L’impiantista industriale potrà operare nel civile e viceversa? Che cosa dovrà fare l’uno e che cosa dovrà fare l’altro?

Nella classificazione degli impianti le lettere si confondono: nella lettera b) vengono stralciati gli impianti di protezione da scariche atmosferiche mentre nella lettera c) vengono introdotti ex novo gli impianti di refrigerazione e le condense etc etc; alla lettera d) scompaiono le specifiche di impianto idrico e viene introdotta la definizione di “qualsiasi specie”. Chi appartiene alla vecchia lettera prende tutto ciò che c’è nella nuova indipendentemente dalle capacità professionali? Che cosa occorre fare per essere correttamente inscritto ad una lettera o a parti di essa?

Il Responsabile tecnico che potrà svolgere la sua funzione per una sola impresa e la qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa. In passato un Responsabile tecnico poteva seguire molte imprese contemporaneamente. Quali problematiche introduce? Quali ruoli professionali coinvolge e quali effetti induce? Le imprese che utilizzano Responsabili tecnici condivisi dovranno cessare l’attività o ?

L’abilitazione all’esercizio dell’attività è della persona e non dell’impresa e per acquisirla occorrono specifici requisiti (ma permangono elevate ambiguità). La moglie del titolare avendo operato in amministrazione per oltre 6 anni può aprire una nuova attività imprenditoriale impiantistica?
Gli organismi preposti a governare il nuovo processo nella fattispecie le CCIA debbono occupare gli spazi lasciati aperti dal decreto con proprie interpretazioni che potranno differenziarsi da provincia a provincia. Riuscirà il buon senso a superare tutte le indeterminazioni presenti nel decreto?

Rispondere alle domande contribuirà a scoprire le caratteristiche (e le dimensioni) del nuovo mercato determinato giuridicamente ed i comportamenti più opportuni per affrontarlo





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