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Eurispes: Rapporto Italia 2010

08.02.2010
Eurispes: Rapporto Italia 2010

Il Rapporto Italia è un appuntamento importante poiché, dal 1989 ad oggi conta 21 edizioni con l’unica eccezione del 1993, anno che ha segnato la nascita del Mercato unico europeo e la trasformazione del nome dell’Istituto da ISPES in EURISPES. Da allora, dato il particolare momento storico e politico, l’analisi del Rapporto è stata ampliata al contesto europeo attraverso le pagine del Rapporto Europa.

Alcuni dati colpiscono più di altri, come quello che il disavanzo della spesa sanitaria nazionale del Lazio nel 2008, pari a 1,67 miliardi di euro, rappresenta da solo il 49,5% di tutto il disavanzo nazionale. Esaminando i dati relativi l’indebitamento totale degli enti del Servizio sanitario nazionale da parte della Corte dei Conti, si evidenzia “l’esplosione” dei debiti del Lazio (+62,5%): da 8,4 miliardi di euro del 2004 a 13,7 miliardi di euro nel 2007, ossia poco più di un quarto (27,8%) dell’indebitamento totale nazionale del servizio sanitario nazionale nel 2007. Il debito verso fornitori della Regione Lazio è cresciuto considerevolmente nel periodo 2004-2006 (+66%), per stabilizzarsi negli anni 2006 e 2007 intorno al valore di circa 11miliardi di euro, pari al 34,1% del totale nazionale dei debiti verso fornitori del servizio sanitario nazionale nel 2007.

Inoltre ci sono troppi “soldi nel cassetto”, risorse che ogni anno non si riescono a spendere per il Ministero dei beni culturali.
Sono 106 gli omicidi compiuti dalle organizzazioni criminali nel 2008, il 17,6% del totale degli omicidi volontari in Italia. Il Rapporto dell’Eurispes sottolinea che più della metà dei crimini (59 omicidi, pari al 55,7%) si sono verificati in Campania.
Il nostro Paese si attesta nei posti bassi della graduatoria tra i Paesi dell'Ocse per salari percepiti e nella top ten per il cuneo fiscale. Secondo il rapporto, ogni Italiano guadagna circa 14.700 euro netti l'anno - drammaticamente sotto ma la media OCSE (circa 18mila euro) - piazzandosi così agli ultimi posti in classifica. La laurea, oltre ad essere un miraggio per molti, non è più garanzia di impiego stabile o adeguatamente retribuito ed ha, invece, conseguenze negative sull'occupazione. Peggio di noi solo poche nazioni, in particolare quelle con economie più arretrate, come Repubblica Ceca, Turchia, Polonia, Slovacchia, Ungheria e Messico. Vanno molto bene, al contrario, la Germania, la Francia e la Spagna.

Come si diceva, resta grave situazione del cuneo fiscale, cioè la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta.
Fari puntati anche sulla pressione fiscale, altra bestia nera per gli italiani. Infatti, un italiano su due, arriva con difficoltà a fine mese, tagliando in modo drastico tutte le spese per beni secondari o superflui, a volte anche beni primari.
La crisi continua ad influire negativamente sugli italiani, per i quali la situazione economica del Paese è di molto peggiorata, ma allo stesso tempo le prospettive di ripresa spingono verso una maggiore fiducia per il futuro. Infatti, secondo l’Eurispes, è cresciuta la percentuale di cittadini che esprimono una visione ottimistica circa il futuro (dal 10,9% del 2008 al 18,3%).

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