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“Fisco-Bancomat”: evasione da 2 milione per un’impresa edile di Ravenna

01.09.2010
“Fisco-Bancomat”: evasione da 2 milione per un’impresa edile di Ravenna

L’indagine è partita dalla dichiarazione dei redditi 2007 presentata dalla ditta, in cui gli 007 del Fisco hanno riscontrato dei crediti Iva inesistenti. L’escamotage utilizzato per evadere le imposte è quello del cosiddetto Fisco-Bancomat, diffuso soprattutto nel settore edile.

Il datore di lavoro non versa le ritenute sui debiti da lavoro dipendente in quanto utilizza in compensazione crediti Iva inesistenti. Un doppio danno per l’Erario, che da un lato non incassa le ritenute, dall’altro deve riversare agli enti previdenziali le somme risultanti dalle illecite compensazioni.

Grazie a questo espediente l’impresa ha accumulato dal 2007 al 2010 un “tesoretto” da 1 milione di euro, completamente nascosto al Fisco: 176mila euro nel 2007, 304mila nel 2008, ben 392mila nel 2009 e 67mila nel 2010. A questo importo si somma un altro milione di euro tra sanzioni e interessi, per un totale di 2.046.826 euro. Nel frattempo, i funzionari della Direzione Provinciale di Ravenna sono già al lavoro per individuare eventuali altri soggetti coinvolti nella truffa.

Per arginare il fenomeno delle compensazioni indebite, il “Decreto anti-crisi” (DL 78/2009) ha stabilito, per i contribuenti che intendono utilizzare crediti Iva per un importo superiore al tetto dei 10mila euro annui, l’obbligo di presentare preventivamente la dichiarazione o l’istanza da cui risulta il credito. Sugli importi superiori a 15mila euro annui scatta invece l’obbligo del visto di conformità nella dichiarazione annuale o, in alternativa, della sottoscrizione dei soggetti incaricati del controllo contabile.

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