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Germania: con la crisi non si abbassano le tasse

Germania: con la crisi non si abbassano le tasse inserito il: 27.01.2010



I contribuenti tedeschi bocciano il taglio delle aliquote. La stragrande maggioranza dei cittadini tedeschi, a differenza dal resto d'Europa e con tutta probabilità del Pianeta, hanno affermato un no secco all'eventuale taglio delle aliquote e agli sconti fiscali, all'incirca 24miliardi di euro, prospettato dalla cancelliera Merkel nel biennio 2010-2011.

Nel dettaglio, il 58% di chi compila e trasmette al fisco annualmente la dichiarazione dei redditi si è detto contrario, in via esplicita, a eventuali ulteriori riduzioni e agevolazioni fiscali. Il motivo? Semplice, i conti del Paese non lo consentono, quindi, niente da fare, i 24 miliardi di sconti dovranno mettersi in coda ad attendere tempi migliori. In pratica, è la volontà d'una sensibilità contabile e fiscalmente rilevante piuttosto insolita se non addirittura rara.

?D'altra parte i contribuenti tedeschi tasse e imposte ne pagano in quantità rilevanti. Nel 2008, per esempio, il gettito delle entrate tributarie è stato pari a ben 605 miliardi di euro, una cifra record rispetto agli altri Paesi dell'Unione. E non parliamo dell'Iva, che ha quasi raggiunto la soglia dei 180 miliardi di euro. Per restare poi strettamente vicini alla figura del contribuente tipo, ecco l'imposta sui redditi delle persone, riferita all'annualità più recente, ha finito per assicurare all'agenzia federale delle Entrate di Bonn un tesoretto pari a 240 miliardi di euro.
Difficile ricostruire le ragioni che hanno spinto una quota così ampia di contribuenti tedeschi a dire, e a ribadire, un secco "no" allo stimolo fiscale, per la verità non il primo. Osservando la composizione delle interviste e delle opinioni espresse ciò che risulta evidente è che la bocciatura e il disappunto ai tagli e ai nuovi benefici è in gran parte concentrato tra i contribuenti che percepiscono stipendi, salari, o comunque guadagni, superiori ai 3mila euro al mese. Al contrario, tra l'ampia fetta di percettori d'una busta paga al di sotto dei 1500 euro al mese i dubbi sono maggiori, visto che in questa area, diciamo franca, della contabilità nazionale e familiare gli individui coinvolti si sono in pratica radicalmente divisi in due. Insomma, al termine dell'analisi delle risposte degli intervistati ciò che emerge, in via piuttosto evidente, è che il risultato è stato di gran lunga condizionato dai redditi medio alti, mentre i redditi medio bassi, per scelta o meno, dovranno adeguarsi. Chissà se la Merkel anche desisterà.

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