È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale europea del 23 dicembre scorso il “Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della decisione n. 1672/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma comunitario per l'occupazione e la solidarietà sociale – Progress”.
La proposta è partita dalla Commissione europea che, in cooperazione con istituzioni finanziarie internazionali, ha proposto l’avvio di uno strumento di microfinanza destinato alle piccole imprese, a professionisti in difficoltà ed ai lavoratori che hanno perso il lavoro e intendono avviare in proprio una piccola impresa.
L’obiettivo di “Progress” (“Progress Microfinance Facilità”) è quello di ridurre il gap economico, sociale e imprenditoriale. Infatti, saranno particolarmente favorite le microimprese, soprattutto quelle sociali o che occupano persone svantaggiate.
Potranno beneficiarne le Pmi ed i professionisti con partita IVA, soprattutto se rimasti senza lavoro per la crisi. Infatti, dal 2010 al 2013 l’UE garantirà a questi soggetti l’accesso agevolato al microcredito, con un fondo iniziale da 100milioni di euro (che dovrebbe mobilitare finanziamenti per un importo di 500milioni di euro) per la creazione e lo sviluppo di piccole imprese e l’avvio di attività autonome.
Il microfinanziamento prevede prestiti entro i 25mila euro a condizione che le Pmi devono avere un fatturato non superiore ai 2 milioni di euro.
Come è efficacemente descritto nelle finalità del progetto, l’obiettivo non è, quindi, solo quello di facilitare l’accesso al credito, ma anche quello di promuovere imprenditorialità, microimpresa ed occupazione, integrazione sociale e pari opportunità.
Per permettere l’avvio dal 1° gennaio 2010, è stato proposto uno stanziamento iniziale di 25milioni di euro nel Bilancio UE 2010, mentre è resta da decidere il finanziamento dei successivi tre anni.