I quadri definiti “bordo macchina” sono i contenitori destinati a raccogliere al loro interno tutte le apparecchiature elettriche finalizzate al comando e controllo di una macchina: trasformatori, plc, contattori, moduli di sicurezza, dispositivi di segnalazione, dispositivi di protezione, sezionatori, interruttori di manovra, eccetera.
Il quadro elettrico di una macchina è in genere anche il luogo che segna la separazione tra l’impianto elettrico, sul quale regna sovrano l’impiantista elettrico affiancato legislativamente dal DM 37/08, e l’equipaggiamento elettrico della macchina sul quale invece ha dominio assoluto il costruttore della macchina affiancato stavolta dal Dlgs 17/10 (recente recepimento della Direttiva Macchine 2006/42/CE). Il passaggio di consegne tra impianto elettrico e macchina avviene ai morsetti del dispositivo di sezionamento generale della macchina. Parlando di direttive subito si pensa alla marcatura CE; al proposito ricordiamo che il quadro è solo una parte della macchina e come tale non deve essere marcato CE si sensi della direttiva macchina, poiché è la macchina nel suo complesso che avrà la marcatura CE. Ciò non toglie che il quadro possa essere realizzato a parte e successivamente assemblato al resto della macchina: in tal caso, se il quadro è completo e funzionante, dovrà essere marcato CE per dimostrare la rispondenza ai requisiti essenziali di sicurezza richiesti dalle direttive BT (2006/95/CE) e dalla direttiva Emc (2004/108/CE), mentre se il quadro è assemblato solo parzialmente e verrà poi completato dal costruttore della macchina, il quadro non necessita di alcuna marcatura CE.
Ogni volta che ci si trova a rispondere alla domanda: “a quale norma sono sottoposti i quadri elettrici a bordo macchina ?” è impossibile rispondere in modo chiaro e sintetico. Ci si deve infilare in una giungla di finezze interpretative che abbiamo cercato di riassumere in tabella 1. (cfr. articolo in pdf).
La norma Cei En 60204-1 richiede che gli involucri dei quadri contenenti apparecchiature di comando e controllo abbiano un grado di protezione pari almeno a IP22. In realtà, in una nota viene precisato che per i quadri di uso industriale generale il grado di protezione debba essere IP32, IP43 e IP54 (tabella 1) sicuramente protezioni più consone per ambienti quali gli stabilimenti di produzione nei quali sono posizionate le macchine e i quadri e ad esse collegati. Chiaramente non stiamo ragionando solo in termini di protezione dai contatti diretti (per la quale sarebbero sufficienti protezioni inferiori ossia le solite IPXXB per l’involucro e IPXXD per le superfici superiori orizzontali), ma anche nell’ottica di impedire che liquidi e polveri, presenti normalmente in un ambiente produttivo, vadano ad intaccare le funzionalità delle apparecchiature poste all’interno del quadro.
Se si parte da un involucro con un grado di protezione elevato e lo si vuole mantenere anche dopo l’assemblaggio delle parti elettriche del quadro è necessario che gli elementi installati sulla porta del quadro (interruttori di manovra, segnalatori luminosi, eccetera), quelli che entrano ed escono dal quadro (cavi) e quelli piazzati sulle superfici laterali o posteriori (griglie di ventilazione) abbiano un grado di protezione non inferiore a quello dell’involucro, siano connessi all’involucro seguendo le indicazioni del costruttore e si usino guarnizioni e pressacavi con caratteristiche di protezione adeguate.
Se l’involucro ha un grado di protezione IP 65 ed un interruttore di manovra-sezionatore da montare sulla porta del quadro ne ha uno inferiore (es. IP55) tutto il quadro subisce un declassamento al grado di protezione inferiore, ossia passa da IP65 a IP55. Eventuali fori anticondensa praticati nella parte sottostante l’involucro non compromettono il grado di protezione.
Fin qui abbiamo parlato del quadro chiuso, ma è evidente che per motivi di regolazione, manutenzione, verifica, sostituzione e ricerca guasti, il portello del quadro verrà aperto con una certa frequenza durante il funzionamento ordinario e si pone il problema di garantire la protezione dai contatti diretti anche in tale situazione.
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