In occasione di Ecomondo - Fiera Internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile – è stata presentata Ekò, la lampadina ecologica realizzata con materiali riciclati, un prodotto innovativo nato dall'attività di ricerca e sviluppo di Wiva Group: una lampada a risparmio energetico, fluorescente compatta ed elettronica, che utilizza la metà del mercurio attualmente usato per il funzionamento di questa tipologia di sorgenti luminose, senza peraltro diminuire il livello delle prestazioni.
Anche il packaging è composto al 100% di materia riciclata.
Il primo passo realizzato dal laboratorio di ricerca Wiva Group nello sviluppo di Ekò consiste nel recupero di mercurio e fosfori dalle lampadine giunte al termine del loro ciclo di vita. Successivamente, la rigenerazione è completata con gli altri materiali: vetro, plastica, metalli...
Il debutto di Ekò si è arricchito di prestigio anche grazie alla collaborazione con il Fai-Fondo ambiente italiano, che utilizzerà la lampadina nelle sue proprietà in tutta Italia. L'obiettivo comune è la protezione dell'ambiente e la sensibilizzazione alla riduzione dei materiali inquinanti.
Ha detto Costanza Pratesi, responsabile Ufficio paesaggio e territorio del Fai: "Abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa per dare un segno concreto della nostra attenzione alla tutela ambientale. L'ecosostenibilità è uno dei valori che da sempre ci contraddistinguono, di pari passo con la protezione del patrimonio artistico e naturalistico. La luce che illuminerà i luoghi del Fai sarà così una luce "verde", proprio perché originata dal riutilizzo di materiali, tra cui alcuni inquinanti".
Giuseppe Ranieri, amministratore delegato e fondatore di Wiva Group, ha affermato: "Ekò dimezza la potenzialità di inquinamento delle sorgenti a basso consumo, ma soprattutto risolve il problema dello stoccaggio delle merci riciclate attraverso il loro riutilizzo. In questo modo si instaura un circolo virtuoso, che auspichiamo sia preso in considerazione e seguito anche da altre aziende. Per questo motivo abbiamo deciso di non brevettare Ekò".