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Scuole venete bocciate in risparmio energetico

29.05.2009


Legambiente Veneto ha presentato i risultati dello screening degli edifici pubblici del Veneto, eseguito nel 2008, allo scopo di monitorarne l’efficienza energetica e sottolinearne gli sprechi.


Si tratta del primo progetto pilota in Italia, in grado di definire sprechi ed efficienza energetica di oltre 50 edifici pubblici in Italia.
I tecnici di Legambiente, coordinati da docenti delle Facoltà di Architettura di Venezia hanno monitorato oltre 50 edifici pubblici ubicati nelle 7 province venete (40 comuni).
Alcuni risultati: il 95% degli edifici scolastici rientrano nella classe energetica G, la peggiore; il 70% degli scolari dispone di un ricambio d’aria inferiore al dovuto. La campagna ha evidenziato le possibili soluzioni da adottare che comporterebbero risparmi fino al 70%.
Le analisi dei 52 edifici esaminati hanno evidenziato, in particolare, una forte dispersione di energia e uno scarso ricambio d'aria. Dallo screening è emerso che le principali fonti di dispersione e di spreco economico sono di natura “strutturale” perché gli edifici hanno ormai fatto il loro tempo: scarsità di isolamento delle pareti, serramenti in vetro da sostituire, impianti di riscaldamento da riadattare, tetti non isolati. L’attenzione dei tecnici è caduta sul ricambio d’aria poiché la ventilazione risulta poco corretta nel 97% delle aule, prive di un sistema di ventilazione meccanico. Inoltre, i serramenti in vetro semplice che sono presenti nel 50% degli edifici, pone sia un problema di sicurezza per i ragazzi sia un problema di consumo perché solo un vetro doppio può ridurre le dispersioni di calore.
Si deve, tuttavia, precisare che, pur senza essere risparmiose, tutte le strutture sono mantenute nella migliore efficienza e nel più attento rispetto delle norme di sicurezza.
Valutando poi lo stato degli impianti, si rileva che il 20% degli edifici ha caldaie con oltre 20 anni di servizio e che il 30% dei radiatori non è in efficienza a causa della presenza di aria nell’impianto.
I dati devono far riflettere su quali interventi sono possibili. Per esempio sarebbe opportuno intervenire isolando le coperture (tetti isolati mantengono più costanti le temperature interne), realizzando cappotti termici (isolanti alle parenti) e la copertura dei ponti termici con materiali isolanti, sostituendo le vecchie caldaie con impianti più moderni ed efficienti, garantendo il ricambio d’aria con un sistema meccanico di ventilazione, sostituendo i serramenti vecchi con nuovi isolanti.
“La Regione Veneto ha fatto da apripista - ha spiegato Michele Bertucci, presidente Legambiente Veneto- si possono fare investimenti e muovere le imprese”.

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