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Smart Grid: la tecnologia non basta

10.02.2012
Smart Grid: la tecnologia non basta

"Non basta la tecnologia perché le smart grid possano dare i benefici economici e ambientali che promettono: il primo requisito è l’esistenza di un mercato dell’energia più flessibile, con un’offerta tariffaria veramente differenziata; l’attuale bioraria deve essere soltanto il primo passo“. Queste le conclusioni dell’intervento di Marco Signa, Energy strategy senior manager di Whirlpool, che, per conto di Ceced, è intervenuto al workshop “Le Smart Grid per la gestione flessibile della domanda elettrica”, organizzato a Milano da Confindustria e Ceced Italia (Associazione nazionale produttori di apparecchi domestici e professionali).

“Una regolamentazione adeguata è l’elemento chiave per implementare la demand response, ossia tariffe d’uso dell’energia elettrica variabili durante il giorno e incentivi e disincentivi al consumo in certe fasce orarie“, dice ancora Signa. Provando, poi, a quantificare i vantaggi energetici su scala italiana e stabilendo un consumo giornaliero medio familiare di 8,5 kW (dato 2005), uno spostamento di soli 100 W per abitazione dalla fascia di picco della domanda darebbe un risparmio di 3 GW, che equivale al funzionamento di 5 centrali a carbone, con conseguente mancata immissione di CO2 e diminuzione nelle perdite sulla rete .

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