Nonostante la levata di scudi delle associazioni professonali e di cittadini il presidente della Repubblica ha firmato ieri in serata il decreto legislativo sulle energie rinnovabili varato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo. Tanti ancora i nodi da sciogliere soprattutto per quanto riguarda i nuovi limiti degli incentivi e i finanziamenti in corso. Dal Ministro dello Sviluppo Sostenibile, Paolo Romani, sarebbero già partite le convocazioni per banche e associazioni imprenditoriali.
I punti contestati – che farebbero pensare a un’incostituzionalità del decreto – sarebbero la riduzione da tre anni a tre mesi dei tempi per poter ricevere gli incentivi, la violazione di un'intesa con le Regioni raggiunta su un testo diverso da quello approvato nel Consiglio dei Ministri, un eccesso di delega, con riferimento all'articolo 76 della Costituzione, e la retroattività del provvedimento, che smentirebbe quanto sancito dalla Carta dei diritti europei relativa alle aspettative delle persone, .
Il decreto approvato ieri proroga il regime di incentivi attuale solo fino al 31 maggio 2011. Da giugno scatterà il nuovo meccanismo di incentivazione. In pratica gli impianti solari fotovoltaici che saranno allacciati entro fine maggio saranno incentivati secondo il vecchio sistema. Tutti gli altri dovranno attendere la definizione di un nuovo regime – atteso per aprile – per il quale già si ipotizza una riduzione degli incentivi. Di fatto da questo decreto nasce una situazione che comporterà il blocco di tutti i progetti sia nuovi sia in parte già avviati, con ovvie conseguenze su ordinativi e occupazione.