Risparmiare energia è corretto e vantaggiososia da un punto di vista ambientale sia economico. Perseguire tale obiettivo consentirà alle generazioni future di gestire responsabilmente il “bene energia”
La vera sfida è quella di lavorare sugli edifici già esistenti, che rappresentano un segmento di mercato enorme.
Per Anie, la strada dell’efficienza energetica per l’edificio si concretizza nell’integrazione di prodotti e sistemi attraverso l’innovazione elettrotecnica ed elettronica
Come possono le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche contribuire a rendere l’edificio sempre più efficiente, sicuro e confortevole? Una domanda che è fondamentale per lo sviluppo dei settori rappresentati da Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche) in un mercato, quello dell’edilizia, che vale oltre 30 miliardi di euro, ma che negli ultimi anni ha espresso un forte interesse per i temi della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica.
Evidente come la strada per garantire una riduzione dei consumi a parità di servizi passi però attraverso un’innovazione tecnologica che realizzi l’integrazione fra i sistemi e gli apparati contenuti in un edificio in una logica di sistema.
Un compito che le aziende elettrotecniche ed elettroniche si stanno impegnando a portare avanti, investendo in ricerca e innovazione oltre 2300 milioni di euro (elaborazioni Anie su base Istat) nel solo 2009.
Proprio per dare visibilità a questo importante impegno, Anie ha scelto di declinare intorno al “sistema edificio” la IX edizione della Giornata della Ricerca, che si è tenuta a Milano il 19 novembre presso la Sala Consiglio della sede di Confindustria Anie. Dall’impiantistica per reti elettriche ai sistemi fotovoltaici, dalle tecnologie per la sicurezza fino all’illuminotecnica e all’automazione l’innovazione si è concretizzata, anche grazie all’abile moderazione del presidente della commissione Ricerca, Sviluppo e Innovazione Anie Angelo Airaghi, in stimoli per diffondere tra progettisti, committenti e produttori l’attenzione all’uso di componentistica e soluzioni adeguate in termini di qualità, sicurezza ed efficienza energetica.
La sfida del rinnovo
“Quando si parla di soluzioni per migliorare l’efficienza energetica - ha ricordato il presidente Airaghi in apertura del convegno - siamo tutti portati a pensare alle nuove costruzioni. Invece la vera sfida, anche in termini commerciali, è quella di lavorare sugli edifici già esistenti che rappresentano un segmento di mercato enorme, ben più attraente rispetto al nuovo”. Se prendiamo in considerazione il parco edifici esistente vediamo come siano inoltre particolarmente interessanti le applicazioni di soluzioni di building automation in strutture dedicate al terziario.
Il comportamento proattivo degli utenti, cioè l’impegno diretto nella riduzione degli sprechi, è infatti più facile da ottenere all’interno di un’abitazione piuttosto che sul luogo di lavoro. Evidente che quindi crescano di rilevanza gli altri ambiti di intervento come l’ottimizzazione dell’utilizzo dell’impianto, l’efficienza stessa dell’impianto e il monitoraggio.
Per testimoniare quali risultati si possono ottenere agendo su queste leve attraverso sistemi di automazione Miki Roberto Gardoni, di Abb, ha presentato l’intervento sull’impianto della nuova sede della Regione Molise. “Vista l’esigenza del committente di intervenire su un immobile in disuso da 5mila m2 per adibirlo a edificio pubblico si è scelto di installare un sistema di Hbes che utilizza il protocollo a standard europeo Knx con funzioni di: controllo e regolazione delle luci in funzione della presenza delle persone e del livello di illuminazione naturale; controllo della climatizzazione in base alla presenza di persone, all’apertura delle finestre e all’irraggiamento solare; possibilità di controllo, comando e supervisione centralizzata di tutte le utenze gestite dal sistema anche per motivi di sicurezza”.
Da un’analisi dei consumi delle diverse modalità di gestione dell’illuminazione di luce dei circa 100 uffici a postazione doppia che compongono la struttura secondo la norma EN 15232, i tecnici Abb hanno certificato come fosse possibile ridurre l’indice Leni di circa il 70%, passando da 11,7 a 3,4 kWh/m2 anno, sostituendo il comando unico per ufficio con un doppio comando con sensore di presenza per postazione e installando un sensore di luminosità per l’intero edificio. “Per quanto riguarda solo l’illuminazione - ha sintetizzato Gardoni - con un costo di circa 50mila euro si è realizzata una riduzione dei consumi di energia elettrica annuale di circa 50-60 MWh, pari al 38% secondo la norma EN 15232, per un risparmio annuo di 10mila euro con un ritorno quindi in circa 5 anni dell’investimento”.
Un tema, quello degli interventi negli edifici esistenti non residenziali, al centro anche della relazione di Fabio Pedrazzi di Beghelli, dedicata proprio alla luce come driver per l’efficienza energetica. Consapevole dei considerevoli margini di risparmio possibili, circa il 40% semplicemente facendo un uso delle attuali tecnologie e di tecniche di illuminazione efficiente secondo l’ultimo studio pubblicato dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea-2006), Beghelli ha infatti lanciato un servizio di Esco, cioè Energy Services Company. L’intervento prevede la riqualificazione tecnologica dell’impianto di illuminazione del privato (mediante la sostituzione degli apparecchi di illuminazione convenzionali installati presso l’edificio con nuovi apparecchi ad elevata efficienza), con l’impegno per la manutenzione e il monitoraggio dello stesso in cambio della cessione da parte del cliente di una quota del risparmio economico conseguito in virtù della riduzione dei costi energetici e dell’erogazione. “Nel caso di un sito industriale da 4400 m2 - ha spiegato Pedrazzi - attraverso l’installazione di apparecchi ad elevata efficienza e di un sistema di integrazione luce naturale-luce artificiale abbiamo realizzato una riduzione dei consumi di energia elettrica pari a 107000 kWh/anno, con un risparmio di circa 14000 euro all’anno (dati certificati Aeeg) e un ritorno di investimento in 4,5 anni”.
Il contributo della domotica
Se consideriamo come un uso razionale dell’energia significhi anche una riduzione degli sprechi e, quindi, una maggiore efficienza energetica, appare evidente come la domotica possa dare un contributo fondamentale all’interno del sistema edificio. Una testimonianza diretta arriva dalla partecipazione di Gewiss all’esperienza di CasaKyoto, un progetto patrocinato da Anit (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico ed Acustico) per migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti grazie a un catalogo di soluzioni tecniche immediatamente disponibili, tra cui sono stati inseriti anche i sistemi di domotica. Per testare l’efficacia di questo vademecum energetico si è deciso di applicare tali tecnologie a un edificio esistente a Gavirate (VA).
Concentrandosi sulle applicazioni legate alla domotica, nella casa è stato installato un sistema Chorus di Gewiss con funzioni di gestione intelligente dell’illuminazione in funzione della presenza e dell’illuminazione esterna nell’ambiente, di monitoraggio delle condizioni meteorologiche, di termoregolazione multizona in base alla presenza e di distacco dei carichi non prioritari per evitare blackout e consumi eccessivi.
Valutando l’intervento di riqualificazione da un punto di vista economico, arrivano importanti indicazioni: l’applicazione del decalogo di intervento di CasaKyoto ha permesso di realizzare un risparmio annuo di 3100 euro a fronte di una spesa di 1406 euro al m2. Concentrandosi sull’home automation si scopre che il sistema di domotica di classe B secondo la Uni EN 15232 ha richiesto il 6% della spesa complessiva, permettendo però di realizzare un risparmio del 19% sulle spese di riscaldamento e raffrescamento e del 8% sull’energia elettrica rispetto a un edificio senza alcuna automazione (classe D). Per Gewiss, la diffusione della domotica può avere anche un’importante valenza sociale facilitando la quotidianità per persone con disabilità grazie a soluzioni tecnologiche per la sicurezza, la comunicazione e l’autonomia.
Home&building automation al centro anche della relazione a cura di STMicroelectronics, in cui è stato posto in evidenza il ruolo dell’elettronica nello sviluppo dell’automazione degli edifici. Un apporto fondamentale, soprattutto nel portare innovazione a livello tecnologico e funzionale, ben riassunto in Smart Plug. Si tratta di un reference design ST che può essere utilizzato come dimostratore per la misurazione della potenza consumata, per il monitoraggio e disconnessione dei carichi e la trasmissione di informazioni attraverso ZigBee.
(In allegato l'articolo completo)