Il decreto del cosiddetto “Quarto Conto Energia” resta nel cassetto dei Ministeri competenti e non se ne conoscono ancora i contenuti. Il problema di fondo è la necessità, per i conti pubblici, di tagliare il capitolo di spesa sugli incentivi mentre le imprese sono preoccupate per il futuro di un settore che nell’ultimo anno è cresciuto del 53%.
La situazione è complessa ed è veramente difficile riassumerla. Ci prova un articolo del supplemento "Sole Aria Terra Acqua" della rivista Impianti&Rinnovabili, che sarà pubblicato in occasione della manifestazione Solarexpo del prossimo maggio a Verona.
Dopo l’approvazione, il cosiddetto “decreto rinnovabili” o “decreto Romani” è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 71 del 28 marzo 2011) ed è entrato in vigore dallo scorso 29 marzo.
Il decreto definisce strumenti, meccanismi e incentivi necessari per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nel cosiddetto “pacchetto 20/20/20” relativamente alla quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia.
Il decreto ha prodotto un’alzata di scudi da parte degli operatori del settore, soprattutto per quanto riguarda il taglio degli incentivi sul fotovoltaico, che, secondo gli operatori, porterà un’inevitabile contrazione del mercato e dell'occupazione.
Il nuovo piano d’incentivi introdurrà il Quarto Conto Energia che entrerà in vigore a partire dal 1° giugno prossimo prevedendo, in un primo tempo, tagli contenuti delle tariffe.
All’indomani della pubblicazione in Gazzetta, il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, presente a un incontro in Regione Lombardia, ha cercato di tranquillizzare gli animi dichiarando all’Ansa “Credo che entro la prima decade di aprile concluderemo i lavori di consultazione ed emaneremo il decreto ministeriale, che dovrà rispettare quanto votato all'unanimità sia dalla Camera sia dal Senato; e cioè che gli investimenti in corso devono essere salvaguardati, intendendo per impianti messi in esercizio quelli posati e non allacciati.
Stesse dichiarazioni, il 6 aprile scorso, anche da parte del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia che ha ribadito l’emanazione del decreto da parte del Consiglio dei Ministri entro il 15 aprile.
Dal Terzo al Quarto Conto Energia …
L’articolo 23 che al comma 9-bis, del Decreto stabilisce che “Le disposizioni del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 agosto 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 2010 (cd. “Terzo Conto Energia”), si applicano alla produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici per i quali l’allacciamento alla rete elettrica abbia luogo entro il 31 maggio 2011”.
Per gli impianti il cui allacciamento alla rete elettrica avverrà dopo il 31 maggio 2011, il comma 9-ter dell’articolo 23 dispone che il Ministro dello Sviluppo economico adotterà un decreto ad hoc “di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della tutela del mare, sentita la Conferenza unificata entro il 30 aprile 2011”.
In buona sostanza il Terzo Conto Energia (DM 6 agosto 2010) non ha più valenza triennale (2011/2013) ma, al contrario, scadrà il 31 maggio 2011. Quindi, la pianificazione triennale degli investimenti dovrebbe saltare dopo soli quattro mesi (il condizionale è d’obbligo, tale e tanta è l’incertezza del momento). Questo è il passaggio legislativo che, obiettivamente, lascia maggiormente interdetti perché l’unica “certezza” è la fissazione del termine del 30 aprile 2011 per l’emanazione del decreto ministeriale che fisserà le modalità di incentivazione e sostegno agli impianti allacciati alla rete dopo il 31 maggio 2011.
Di fatto, è questa la questione più delicata perché, se è comprensibile la necessità del Governo di contenere i costi degli incentivi, non è assolutamente comprensibile l’intervento su un quadro normativo certo (il triennio 2011/2013) senza prevedere contestualmente alcuna regolamentazione per gli investimenti che sconfinano dal termine del 31 maggio 2011.
Si prospettano situazioni incredibili, ampiamente descritti nell'articolo, soparttutto a causa della retroattività del decreto.
Le associazioni, ovviamente, non hanno smesso di cercare il dialogo con i Ministri competenti al fine di trovare delle soluzioni alle parti più contestate del provvedimento.
Anie/Gifi propone di prevedere un regime transitorio, fino alla fine del 2011, durante il quale applicare un decremento mensile delle tariffe a partire dal mese di ottobre. A partire dal 2012, Anie/Gifi propone una riduzione annuale delle tariffe fino al 2016 affiancata a un meccanismo di autoregolazione che colleghi in maniera inversamente proporzionale il livello delle tariffe al livello della potenza installata. La corretta registrazione degli impianti sarà garantita dal “fine lavori certificata”.
Aper, Assoenergie future e Ises Italia contemplano lo stralcio dell'introduzione di tetti annuali alla potenza installabile e incentivabile. Inoltre, le associazioni si preoccupano dell’esposizione già in essere e chiedono di inserire dei correttivi che assicurino almeno il rientro degli investimenti già effettuati. Per prima cosa si chiede di garantire per tutto il 2011 l'applicazione delle tariffe del Terzo Conto Energia. Per gli anni successivi, le associazioni chiedono di tagliare gradualmente gli incentivi, in maniera proporzionale alla nuova potenza installata.
Ance e Ancpl-Legacoop - associazioni dell’edilizia - hanno sottolineato che la riduzione degli incentivi è positiva nell’obiettivo evidente di scongiurare le speculazioni, ma senza danneggiare gli operatori e gli investitori internazionali. Le imprese di costruzione sono nettamente a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili e ritengono che la quota destinata “verde”, all'interno del piano energetico nazionale con obiettivi 2030, andrebbe incrementata. Le imprese di costruzione chiedono quindi, che sia garantita in maniera assoluta la tutela dei diritti acquisiti, eliminando il termine del 31 maggio per l'entrata in esercizio dei soli impianti in possesso di Autorizzazioni Uniche ottenute prima dell`entrata in vigore del decreto.
Non resta che attendere il contenuto del decreto attuativo, il cosiddetto Quarto Conto Energia, che potrà risolvere una serie di situazioni di stallo: dai finanziamenti “sospesi” in via precauzionale da parte delle Banche all’allacciamento alla rete dopo il 31 maggio prossimo.