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La riprogettazione di una villa d'arte

di: Raffaella Quadri fonte: 'Elettricoplus'
Villa_Necchi_Campiglio.JPG
06.11.2008
Non sembrerebbe, ma ci troviamo nel cuore di Milano, al 12 di via Mozart, poco distante dal Duomo, dove sorge Villa Necchi Campiglio, immersa in un parco di quasi 5.000 m2. Costruita negli anni Trenta dall’architetto Piero Portaluppi, su commissione delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di quest’ultima, la villa è passata al Fai - Fondo per l’ambiente italiano - per lascito testamentario dei proprietari. Ricca di storia e del gusto di chi l’ha abitata, la villa è stata ulteriormente impreziosita dalla collezione d’arte della gallerista Claudia Gianferrari, che ne ha fatto prestito permanente al Fai.
Dopo oltre tre anni di restauro e con un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro, anche grazie al patrocinio del Comune di Milano e alla collaborazione di preziosi partner, il Fai l’ha restituita al suo antico splendore e l’ha aperta al pubblico.

La centrale sottoterra
Ma la villa non stupisce solo per le sue bellezze architettoniche e artistiche, ma anche per la tecnologia che nasconde. I lavori di ristrutturazione, infatti, hanno riguardato tutti gli impianti tecnici della proprietà, che sono stati completamente rifatti e adeguati alle nuove esigenze della villa-museo.
Abbiamo incontrato Enrico Avalli di Avalli project, progettista e D.L. degli impianti meccanici, che ci ha accompagnato alla scoperta di ciò che non si vede.
“Abbiamo iniziato a progettare questo lavoro nel 2003” racconta “con una serie di studi di fattibilità e di valutazione delle molte soluzioni possibili. I lavori veri e propri, invece, sono iniziati nel 2006 e ci sono voluti oltre due anni per la realizzazione dell’intero progetto, anche in base alle tempistiche del cantiere. Dei 6 milioni di euro spesi per la ristrutturazione, circa 1,3 milioni sono stati dedicati proprio agli impianti; si è trattato quindi di un intervento impiantistico complesso e veramente notevole”.
Due i vincoli che il progetto nel suo insieme ha dovuto rispettare: il contenimento del rumore e l’impatto visivo. “Per la questione del rumore, si è proceduto all’insonorizzazione delle macchine, all’uso di muri molto spessi, alla realizzazione di impianti scollegati dalle strutture attraverso molle o prodotti analoghi, per evitare la trasmissione di rumore per via strutturale, e infine al ricorso a serramenti pesanti e adeguatamente dimensionati. Mentre la problematica estetica, che ha influito maggiormente nel progetto, ci ha costretti a trasferire sottoterra impianti, canali e varie unità”.
L’impegno maggiore ha riguardato, dunque, la realizzazione di uno scavo sotto il campo da tennis per la realizzazione di uno spazio di circa 130 m2 dove sono state posizionate le centrali dell’impianto meccanico. “Sono state rifatte completamente e spostate rispetto all’ubicazione originale, che era sotto la casa del custode” spiega Avalli. “Nel nuovo spazio sono stati posizionati un gruppo frigo, due unità di trattamento aria, la caldaia, il gruppo elettrogeno, tutto l’impianto di trattamento dell’acqua della piscina oltre a collettori e quanto fa parte di una centrale di termoventilazione”.

Gestire l’aria
Alla centrale fanno quindi riferimento tutti gli impianti della villa.
“All’interno sono stati rifatti gli impianti di riscaldamento, sostituendo tutti gli apparecchi, talvolta con radiatori o con ventilconvettori, per i locali che necessitavano di un trattamento migliore. Le linee sono state ricostruite completamente, in quanto le esistenti avevano perdite che ne hanno reso rischioso il riutilizzo”.
Il condizionamento estivo, invece, è stato previsto solo per le aree adibite a un’occupazione fissa di persone.
“Le zone del sottotetto e le sale del piano interrato possono essere destinate, infatti, a uso conferenze e per questo sono state dotate di impianti di trattamento aria. Canali posti sottoterra portano aria alle stanze del piano interrato, mentre per il recuperato sottotetto è stata posizionata un’unità di trattamento aria e una fitta rete di canalizzazioni nei sottotetti non agibili. Impossibile invece intervenire, in tal senso, nella parte storica adibita a museo, a causa di vincoli strutturali. Unica eccezione la sala da pranzo, dove il rivestimento in pergamena ha reso necessario il controllo dell’umidità con l’installazione di un apposito umidificatore”.

L’impianto elettrico
L’impianto elettrico, invece, è stato progettato e curato da Elio Tettamanti, progettista e D.L. degli impianti elettrici.
“Visti i notevoli consumi della villa” spiega Avalli “l’Aem ha richiesto la realizzazione di una cabina nella ex centrale termica, posta sotto l’appartamento del custode. A questa sono allacciate diverse utenze: l’uso relativo alla villa, alla nuova caffetteria - realizzata nel patio adiacente al tennis - e quella relativa all’appartamento del custode”.
È stata rifatta anche l’intera rete di distribuzione, sebbene alcune parti di quella esistente abbiano potuto essere riutilizzate, per un totale di 30 km di cavi installati.
“L’impianto è anche dotato di un gruppo di continuità da 20 kVA per i servizi principali, quali l’illuminazione d’emergenza, gli impianti elettronici e un gruppo elettrogeno da 150 kW per tutti quei servizi che, in mancanza di elettricità, possono rimanere senza corrente per qualche secondo, ma che poi devono essere alimentati, come le cucine del ristorante, l’impianto del pozzo eccetera”.
“Per quanto riguarda poi l’impianto luce, sono stati riutilizzati i lampadari storici, integrandoli con faretti e particolari apparecchi, appositamente realizzati dall’architetto Barbara Balestreri, che si è occupata del progetto illuminotecnico”.

L’idea del pozzo
Anche l’impianto idraulico e sanitario, naturalmente, è stato completamente ridisegnato con il rifacimento di tutti gli scarichi. Ma la peculiarità del progetto riguarda la realizzazione di un pozzo che Avalli definisce il cuore di tutti gli impianti e ce ne spiega il motivo.
“L’acqua di questo pozzo viene utilizzata per il riempimento della piscina, che a sua volta funge da riserva idrica antincendio, per la condensazione dei gruppi frigo e - essendo acqua non potabilizzata - viene inviata ai wc. Inoltre serve l’intero impianto d’irrigazione automatico del giardino”.
Si tratta di un impianto molto sofisticato, che garantisce la massima sicurezza di utilizzo. L’acqua del pozzo viene prelevata a 60 metri, ma restituita molto più in alto per assicurare, anche in caso di qualche problema, che non possa arrivare alla falda potabile. Inoltre “viene restituita mantenendo sotto controllo costantemente, attraverso apposite sonde, i valori di conducibilità, pH e temperatura, ovvero i tre valori che determinano se l’acqua è stata contaminata o meno. Nel momento in cui uno di questi tre parametri uscisse dai valori limite, l’intero sistema verrebbe bloccato, proprio per impedire che la falda venga inquinata”.
Altra particolarità riguarda l’acqua della piscina, che viene trattata con sale marino. “Questo, per mezzo di un sistema a elettrolisi, viene scisso in cloro e sodio che si ricombinano al trattamento dell’acqua. Ciò ci consente di avere in vasca acqua salata, ma assolutamente disinfettata”.

Sicurezza e antincendio
“Il sistema antincendio ha un gruppo pompe inserito in un apposito container sottoterra, posto proprio di fianco la piscina, dotato di una pompa elettrica e di una motopompa diesel che entra in funzione in mancanza di energia elettrica”.
L’impianto di rilevazione incendi è differenziato a seconda dei locali, in alcuni è ottico, in altri termico, in altre parti utilizza sensori puntuali o a barriera per non alterare le architetture o per evitare interventi troppo invasivi. “L’impianto di rilevazione incendi, inoltre, è dotato di pulsanti manuali che fanno scattare allarmi visivi e sonori (pannelli ottico acustici - Poa). Collegato a questo, c’è un impianto di diffusione sonora che, in caso di emergenza, lancia messaggi registrati per garantire la fuga in maniera sicura”.
Infine, per la protezione del patrimonio, vi sono 15 idranti, posti all’interno e all’esterno della villa, e 49 estintori collocati in tutti i locali.
Sempre nell’ambito della sicurezza, un impianto di supervisione tiene sotto controllo tutti i parametri di regolazione degli impianti termici, gestendoli direttamente da una postazione computer. “Da qui si hanno sotto controllo anche alcuni allarmi e si gestiscono segnali provenienti dal gruppo elettrogeno o dalle pompe antincendio in funzione, il monitoraggio dell’andamento del pozzo eccetera”.

Risparmio energetico
Si è posta molta attenzione anche al risparmio energetico.
“In fase di progettazione” racconta Avalli “con il geologo è stato fatto uno studio per realizzare un impianto a sonde geotermiche. L’impianto geotermico avrebbe previsto, anziché la restituzione in falda dell’acqua del pozzo, il suo utilizzo per il funzionamento della pompa di calore in circuito chiuso, con lo scambio termico direttamente con il terreno. Una soluzione realizzabile ma alla quale abbiamo dovuto rinunciare per il costo proibitivo, infatti avrebbe richiesto circa 500.000 euro in aggiunta”.
Era stato preso in considerazione anche il solare termico, ma in questo caso è stato abbandonato per una questione di impatto visivo non sostenibile all’interno di una proprietà simile. “L’esposizione ottimale per i pannelli sarebbe stata sul tetto o, in parte, nella zona d’ingresso, ma il contesto non ne ha permesso la realizzazione”.
Il risparmio energetico è quindi stato possibile solo per l’impianto di riscaldamento, che è dotato di una caldaia, ma che - a seconda delle condizioni ambientali - può funzionare in pompa di calore. “Inoltre” continua Avalli “nelle zone climatizzate, quando le condizioni esterne lo permettono, il sistema di supervisione gestisce automaticamente il raffrescamento in free cooling, quindi di fare condizionamento senza utilizzare i condizionatori. E ancora, non si deve dimenticare il risparmio dell’acqua, garantito, come si è detto, dall’utilizzo dove possibile dell’acqua del pozzo al posto di quella potabile”.
Tutto sempre nel rispetto delle normative e delle leggi in materia di sicurezza e di risparmio energetico, “secondo un progetto di contenimento energetico studiato come se la casa fosse stata costruita oggi e non negli anni Trenta”.

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commenti (1)

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29.05.2009
Inserito da gvig

Per quanto riguarda l'impianto elettrico, la Direzione Lavori é stata fatta da:
STUDIO ASSOCIATO
Progettazione Impianti Elettrici
via Balconi, 13/A
20065 Inzago (MI)
Tel. 02-95310932
che ha sostituito il progettista, che é venuto a mancare.

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