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Sconcerto associazioni fotovoltaico per il Decreto Rinnovabili

fonte: 'Elettricoplus'
07.03.2011

Gifi - il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane aderente a Confindustria ANIE, che associa 144 aziende per un fatturato superiore a 3 miliardi di euro – ha criticato il recente decreto in tema di rinnovabili in quanto determinerebbe effetti pesantemente negativi quali – tra gli altri - il ricorso alla cassa integrazione per oltre 10.000 lavoratori e il blocco di investimenti per oltre 40 miliardi di euro.

Dopo un’attenta rilettura - secondo Gifi - preoccupano in particolar modo che l’applicazione dell’attuale Conto Energia riguardi esclusivamente gli impianti solari per i quali l’allacciamento alla rete abbia luogo entro il 31 maggio 2011, l’emanazione del nuovo decreto entro il 30 aprile 2011 e la determinazione della quota massima annua incentivabile. “Tra gli ulteriori punti critici inerenti il decreto appena emanato – ha spiegato presidente del GIFI Valerio Natalizia – mi preme evidenziare con forza il blocco immediato degli ordinativi delle aziende (stimabili in oltre 8 miliardi di euro), il blocco dei contratti in corso (per un valore di circa 20 miliardi di euro) già sospesi e per i quali le aziende dovranno procedere comunque al pagamento dei fornitori, senza ottenere il finanziamento previsto dagli istituti di credito che hanno tempestivamente annullato le delibere di finanziamento, ed infine il fermo degli investitori sia nazionali che internazionali, che ora attendono la pubblicazione del nuovo sistema incentivante”.

Le aziende di ANIE-GIFI chiedono quindi, sin da subito, l’apertura del tavolo tecnico con i Ministeri, allo scopo di posticipare al 31 dicembre 2011 la data fissata invece al 31 maggio 2011 per l’allacciamento degli impianti alla rete elettrica e per la definizione del nuovo sistema di incentivazione e la rimozione della quota massima annuale incentivabile. L’associazione si è detta già disponibile per la presentazione di proposte operative responsabili, condivise fra tutti gli operatori, e volte a garantire una crescita sana del mercato fotovoltaico. “Esprimo altresì preoccupazione - conclude il Presidente Natalizia – per il giudizio positivo espresso da Confindustria sul Decreto, che non ne evidenzia le gravi ricadute per l’industria nazionale e per l’intero Sistema Paese”.

Così come Gifi, tutte le principali associazioni del settore fotovoltaico chiedono al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto.

APER, Asso Energie Future e GIFI si sono rese protagoniste di una lettera aperta al Presidente in cui – oltre a mettere in luce le pesanti ripercussioni a livello economico per l’intero settore - vengono sollevati dubbi sulla legittimità costituzionale dell’art. 25, commi 9 e 10, dello schema del decreto legislativo soprattutto per il fatto che anticipa dal 31 dicembre 2013 al 31 maggio 2011 il termine per beneficiare degli incentivi intervenendo su procedimenti amministrativi in molti casi già conclusi, costituendo una legge-provvedimento con efficacia retroattiva.

“Lo Schema di Decreto Legislativo nel testo adottato dal Consiglio dei Ministri è palesemente illegittimo sotto il profilo costituzionale in quanto viola uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico che è la certezza del diritto e la tutela dell’affidamento ed è in contrasto altresì con le norme internazionali della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Inoltre è un atto arbitrario del Governo senza l’intesa delle Regioni che si sono pronunciate su un testo sostanzialmente da quello approvato dal Consiglio dei Ministri. Sono state inoltre violate le prerogative parlamentari e, in particolare, la delega conferita al Governo. In altre parole il governo ha adottato un testo con finalità opposte a quelle fissate dal Legislatore”, ha detto Pietro Pacchione, consigliere delegato di APER, associazione che raccoglie 480 imprese operanti nel settore delle rinnovabili.

Per scaricare il testo della lettera aperta al Presidente Napolitano, cliccare nell’area allegati qui a fianco.

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