Infatti, nel Rapporto ONRE, di cui abbiamo già parlato in precedenza, si legge che un gran numero di Amministrazioni comunali (577 con un bacino di circa 17milioni di abitanti) hanno già elaborato Linee guida e specifici Regolamenti per attuare politiche di risparmio energetico, per diminuire le emissioni inquinanti, per recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione.
L’utilizzo di fonti rinnovabili è obbligatorio in 406 Comuni, mentre sono 208 quelli che incentivano l’utilizzo di tecnologie per l'efficienza energetica (teleriscaldamento, cogenerazione o pompe di calore) e 277 che arrivano ad indicare l’orientamento degli edifici per fruire di una migliore esposizione solare.
Su fronte strettamente edilizio sono 266 i Comuni che danno indicazioni circa i materiali da costruzione di produzione locale e riciclabili. In primo piano anche l'utilizzo delle tecnologie per il risparmio idrico, per il recupero delle acque piovane e di quelle ritrattate per usi compatibili. Sotto il profilo territoriale, i Comuni attenti al risparmio ed all’innovazione energetica sono un po’ ovunque lungo lo Stivale anche se eccellono le aree del Centro Nord con in testa Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, seguite da Veneto, Piemonte, Lazio, Marche e Puglia.Molto limitate le esperienze nelle Isole. Infatti, pur registrando un interesse per la materia, sono ancora pochissimi i Comuni di Sicilia e Sardegna che si sono mossi in questa direzione.
Le nuove regole impongono che ogni edificio dovrà essere dotato di impianti energetici alimentati da fonti di energia rinnovabili (pannelli fotovoltaici o piccoli generatori a pale eoliche): l'acqua calda verrà fornita, almeno per il 50%, da fonti di energia rinnovabili (pannelli solari) ed ogni unità dovrà produrre energia rinnovabile in misura idonea alla metratura dell’appartamento. È previsto inoltre lo scomputo della SUL (superficie utile lorda) e l'esenzione dagli oneri concessori nel caso in cui le nuove costruzioni adottino criteri costruttivi eco-sostenibili, quali la costruzione di muri più spessi per trattenere maggior calore o l'installazione di serre solari sul tetto. Ogni nuovo edificio dovrà predisporre una serie di accorgimenti per gli usi condominiali: serbatoi interrati per la raccolta d'acqua da riutilizzare per impieghi condominiali, negli spazi comuni (ingressi, androni, pianerottoli), verranno realizzati impianti per il risparmio energetico, come interruttori crepuscolari dotati di timer.
Fotovoltaico anche per l’illuminazione pubblica. Infatti, la Giunta ha approvato lo stanziamento di 2milioni e 566mila euro per portare i lampioni fotovoltaici in tre zone periferiche: una rete lunga quasi 10 chilometri, con 408 pali della luce e cinque impianti fotovoltaici per l’alimentazione. Oltre che fotovoltaici, i nuovi lampioni di Roma saranno basati sulla tecnologia LED, che consente maggiore efficienza energetica e durata, minori costi di gestione e un'illuminazione più equilibrata e meglio distribuita.