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Fasce di rispetto per gli elettrodotti singoli

di: Gianfranco Ceresini fonte: 'Elettricoplus'
Fasce di rispetto per gli elettrodotti singoli
11.12.2008
Lo scorso 29 maggio 2008 sono nati dal Ministero dell’Ambiente due decreti che hanno avuto una gestazione di ben cinque anni. Dopo aver presentato in un precedente articolo il primo di questi decreti che si riferisce alle procedure di misura e valutazione dell’induzione magnetica, vediamo ora il secondo sulla determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti.

Partiamo dal 2003, quando all’interno del Dpcm 08/07/03 (“Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti”), all’articolo 6 comma 2, veniva detto che l’Apat, sentite le Arpa, avrebbe dovuto definire la metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto: ora finalmente sappiamo come calcolare le fasce di rispetto grazie al DM 29 maggio 2008 “Approvazione della metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti” (SO n. 160 alla GU n. 156 del 5 luglio 2008), dove per elettrodotti si intendono ovviamente le linee elettriche sia aeree che interrate, ma anche le cabine elettriche e le stazioni primarie.

In pratica il decreto spiega come calcolare la distanza dagli elettrodotti affinché sia rispettato l’obiettivo di qualità di 3 µT richiesto dal Dpcm 08/07/03 per i nuovi insediamenti che vengono costruiti (o ristrutturati) presso elettrodotti preesistenti oppure nel caso di costruzione di nuovi elettrodotti nelle vicinanze di edifici preesistenti. All’interno della fascia di rispetto non è consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario oppure adibito a qualsiasi altro uso che comporti una permanenza non inferiore a quattro ore giornaliere (esempio uffici, negozi...)
In sostanza funziona così: per le situazioni di fatto, ovvero quelle ove non ci sono interventi edilizi, si deve verificare il non superamento del valore di attenzione di 10 µT (Dpcm 08/07/03) e lo si può fare attraverso una misura (da effettuarsi secondo le procedure previste dal decreto presentato nello scorso articolo), mentre se sono previsti interventi urbanistici occorre verificare il non superamento dell’obiettivo di qualità di 3 µT attraverso il calcolo delle fasce di rispetto (in realtà se la verifica riguarda un intervento edilizio in locali situati vicino ad elettrodotti già esistenti, sarebbe possibile verificare l’obiettivo di qualità anche attraverso una misura, ma questa scelta, tra calcolo e misura, probabilmente dipenderà dalle singole Arpa). La tabella 1 precisa a quali tipi di linee si applica o non si applica il decreto.

Fascia di rispetto e distanza di prima approssimazione
A questo punto occorre spiegare un’importante distinzione, che fa il decreto, tra fascia di rispetto e distanza di prima approssimazione. La fascia di rispetto è definita come lo spazio circostante un elettrodotto, costituito da tutti i punti caratterizzati da un’induzione magnetica di valore superiore all’obiettivo di qualità di 3 µT e viene calcolata attraverso dei software più o meno complessi a seconda dei tipi di linea in gioco.
La distanza di prima approssimazione (Dpa) è definita invece come “la distanza, in pianta sul livello del suolo, dalla proiezione del centro linea che garantisce che ogni punto la cui proiezione al suolo disti dalla proiezione del centro linea più di Dpa si trovi all’esterno delle fasce di rispetto”: tradotto in italiano significa semplicemente che calcolando la Dpa si rientra nei limiti imposti dalla fascia di rispetto (figura 1). Perché distinguere tra due limiti (anche se uno è un volume e l’altro una semplice distanza)? Perché con la fascia di rispetto trovo delle distanze inferiori dalla linea e quindi delle potenziali fette di terreno elettromagneticamente sano in più su cui poter costruire/ristrutturare, ma il calcolo è (spesso) complesso. Allora può entrare in gioco la Dpa, la quale si “mangia” le fette di terreno di cui sopra, ma il cui calcolo è molto più semplice (formule e tabelle) ed in alcuni casi particolarmente contorti, quali incroci o cambi di direzione di linee, è di fatto l’unico metodo indicato dal decreto (in attesa che vengano sviluppati validi software tridimensionali) per stabilire delle distanze alle quali sia possibile ottenere autorizzazioni all’edificazione di nuovi edifici. In questi casi complessi la distanza di prima approssimazione diventa, a causa dell’interferenza fra linee diverse, un’area di prima approssimazione (Apa).
Il DM 29/05/08 elenca i dati che i proprietari/gestori delle linee devono comunicare alle autorità di controllo sia nel caso si vogliano calcolare le fasce di rispetto (tabella A), sia nel caso si voglia calcolare la distanza di prima approssimazione (tabella B).


FASCE DI RISPETTO
E’ il proprietario o gestore della linea che deve comunicare alle autorità competenti l’ampiezza delle fasce di rispetto e i dati utilizzati per il loro calcolo. Esistono autorità competenti ai fini dell’autorizzazione per la costruzione di nuovi elettrodotti in prossimità di edifici esistenti o viceversa, e sono in genere le Arpa. Esistono poi autorità competenti ai fini dei controlli e la legge 36/01 li identifica nelle amministrazioni provinciali e comunali.
Il calcolo della fascia di rispetto deve essere effettuato tramite un software che può essere basato su modelli tridimensionali o bidimensionali della linea secondo quanto indicato in tabella 3.
In ogni caso, qualsiasi sia il tipo di software usato, le dimensioni delle fasce di rispetto devono essere fornite con un grado di approssimazione non superiore a 1 m. E’ oltremodo importante sottolineare che nel calcolo vanno valutati tutti quegli accorgimenti di tipo fisso e permanente, (è sempre il proprietario/gestore che ne deve garantire l’efficienza nel tempo) quali ad esempio circuiti di compensazione o schermature, atti a ridurre o modificare l’induzione magnetica generata.

Distanza di prima approssimazione Dpa

Per evitare di dover utilizzare software complessi, è possibile adottare un procedimento semplificato basato sulla distanza di prima approssimazione Dpa. La Dpa nel caso più semplice di conduttori orizzontali paralleli si calcola attraverso le formule analitiche approssimate della guida Cei 106-11 (vedi l’articolo pubblicato sul Giornale dell’Installatore elettrico n. 8 del 2006) e può essere relativa ad un tronco di linea, ad una tratta o ad una campata.
Se il calcolo con la Dpa rispetta i limiti previsti allora l’analisi si ritiene terminata, in caso contrario le autorità competenti potrebbero richiedere al proprietario/gestore della linea di eseguire il calcolo esatto della fascia di rispetto attraverso l’uso di software (figure 2 e 3).

consulta le figure in pdf

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commenti (1)

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21.07.2010
Inserito da Leonello

Ciao ho una domanda: per le situazioni di fatto, ovvero quelle ove non ci sono interventi edilizi, cosa accade se in una abitazione il limite del valore di attenzione di 10 µT è superato? Occorre schermare l'abitazione? l'elettrodotto deve essrere spostato? Non succede nulla? Grazie in anticipo della risposta Leo

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