Le norme in tasca: centri commerciali
24.08.2007
Le strutture commerciali sono caratterizzate da diverse attività di vendita, da un'affluenza continua di pubblico, da locali e magazzini contenenti materiale combustibile o infiammabile, tutti luoghi o condizioni che richiedono particolari disposizioni normative per la costruzione degli impianti elettrici. Rimane al progettista ed all'installatore, il compito di valutare e di classificare i diversi ambienti, in modo da progettare l'impianto elettrico secondo le prescrizioni dettate dalle norme, così da rendere accettabile il rischio elettrico. Inoltre, le soluzioni progettuali dovranno coniugarsi con le esigenze estetiche ed il grado di comfort che si vuole ottenere. A tal fine è utile in cooperazione con il committente e l'architetto, scegliere le forme ed i colori dei componenti elettrici ed il tipo d'illuminamento che meglio si adattano ai diversi ambienti.
CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI I locali delle strutture commerciali generalmente sono classificati come luoghi a maggior rischio in caso d'incendio, poiché le caratteristiche degli ambienti ricadono nelle tipologie descritte dalla norma Cei 64-8 e precisamente: - per la difficoltà di sfollamento delle persone presenti nelle strutture commerciali in caso d'incendio e per il danno economico che ne deriva, art. 751.03.2 "... per l'elevata densità di affollamento e per l'elevato tempo di sfollamento in caso d'incendio e per l'elevato danno ad animali e cose ..."; - quando il materiale combustibile o infiammabile presente nelle diverse attività commerciali o nei depositi è in quantità tale da far diventare la classe di compartimento maggiore o uguale a 30, art.751.03.4 "... per la presenza di materiale infiammabile o combustibile in lavorazione, convogliamento, manipolazione e deposito di detti materiali ...". Le strutture commerciali sono ancora classificate luoghi marci, quando la superficie lorda è superiore ai 400 m2, essendo attività elencate al punto 87 del D.M.16/02/1982, quindi soggette all'approvazione preventiva del progetto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco. Per realizzare l'impianto elettrico nelle strutture commerciali, oltre la norma Cei 64-8 e le relative Leggi e Decreti di prevenzione incendi (vedi tabella 2), viene in aiuto sia al progettista sia all'installatore la guida Cei 64-51, la quale fornisce una serie d'informazioni inerenti la realizzazione degli impianti nelle medie, grandi e megastrutture commerciali; in particolare nella guida sono esposti i criteri di realizzazione degli impianti che caratterizzano i centri commerciali, rimandando alle norme le soluzioni progettuali più comuni. In particolare la guida Cei 64-51 propone le indicazioni di progetto per gli impianti dei servizi di sicurezza, la diffusione sonora, l'alimentazione ordinaria, di sicurezza e di riserva, la distribuzione dell'energia e la scelta dei componenti. Si deve precisare che le guide del Cei non devono essere sostituite alle norme, ma aiutano a definire ed a scegliere le soluzioni progettuali più conformi alle prescrizioni, inoltre le Guide espongono le disposizioni normative con un linguaggio meno rigoroso e convenzionale da quello adottato delle norme.
Scarica in PDF le figure 1-4 Figura 1 - Schema elettrico dell'alimentazione media tensione e bassa tensione Figura 2 - Suddivisione dei circuiti dell'alimentazione ordinaria Figura 3 - Suddivisione dei circuiti dell'alimentazione di riserva Figura 4 - Sorgenti autonome di sicurezza
DEFINIZIONE DELLE STRUTTURE COMMERCIALI Con il termine struttura commerciale sono individuati gli edifici nel cui interno sono presenti ambienti destinati alla vendita di prodotti e servizi destinati al pubblico. Le strutture commerciali possono ospitare un unico esercizio facente capo ad un solo proprietario o più esercizi commerciali appartenenti a proprietari o gestori diversi. Nelle strutture commerciali sono inclusi i supermercati, i grandi magazzini, i centri commerciali, gli ipermercati, eccetera. Gli ambienti che caratterizzano le strutture commerciali sono: le aree di vendita, le aree comuni a cui hanno accesso il pubblico (come ingressi, zone di transito, scale, ascensori...), gli uffici, il bar e il ristorante, i parcheggi, i depositi, i magazzini, i locali tecnici come le cabine di trasformazione, la centrale termica, il locale accumulatori ed il locale gruppo elettrogeni. La guida Cei 64-51, classifica le strutture commerciali in base alla superficie occupata, distinguendole in: - media struttura commerciale; in questa tipologia sono comprese: le attività commerciali che si sviluppano su una superficie di vendita compresa tra i 400 m2 e i 1500 m2, gli esercizi commerciali classificati come supermercati o grandi magazzini con una superficie di vendita minore di 400 m2 e le attività di commercio riunite sotto una unica area di vendita con una superficie di almeno 400 m2; - grande struttura commerciale; in questa tipologia sono incluse le attività commerciali con una superficie maggiore di 1500 m2 e minore di 10.000 m2. La guida inserisce in questa categoria anche le strutture con una superficie superiore ai 10.000 m2 definendole megastrutture commerciali. Si ricorda che le strutture commerciali richiedono la stesura del progetto da parte di un professionista iscritto all'albo, quando le caratteristiche degli ambienti ricadono in uno dei seguenti punti: - hanno una superficie maggiore di 200 m2, (Dpr 447/91); - gli ambienti sono classificati marci in base alla norma Cei 64-8 o in base al D.M. 16/02/1982 attività soggette al certificato di prevenzione incendi Cip; - utilizzano lampade fluorescenti a catodo freddo ad alta tensione con potenza S³1200 VA (Dpr 447/91); - possiedono una propria cabina di trasformazione. La documentazione di progetto dovrà essere conforme a quanto previsto dalla guida Cei 0-2 e dovranno essere allegati: la relazione tecnica, la classificazione degli ambienti, gli schemi elettrici, le tabelle e diagrammi delle protezioni, eccetera.
TIPOLOGIE E PRESCRIZIONI PARTICOLARI Gli impianti che caratterizzano maggiormente una struttura commerciale sono: l'alimentazione ordinaria, di sicurezza e di riserva, la distribuzione elettrica, il comando di emergenza, l'illuminazione ordinaria, gli impianti dei servizi di sicurezza, l'impianto di diffusione sonora, la protezione contro le scariche atmosferiche e gli impianti tecnici (locale caldaia, locale sollevamento acque...).
Scarica in PDF le tabelle n.1 e 2: 1. Requisiti illuminotecnici minimi 2. Riferimenti normativi e disposizioni legislative
Alimentazione ordinaria Nelle strutture commerciali l'alimentazione ordinaria può essere realizzata con: - una singola alimentazione in bt; - alimentazioni distinte per servizi generali e per i diversi gestori in bt; - un'alimentazione in Mt per i servizi generali e in bt per i diversi gestori. La scelta dell'alimentazione in Mt comporta la realizzazione della cabina di trasformazione, i trasformatori e le apposite apparecchiature dovranno essere collocate in un adeguato locale costruito con materiali resistenti al fuoco per la durata di almeno 120 minuti (Rei 120), l'accesso del locale dovrà avvenire da uno spazio aperto a cielo libero oppure da un disimpegno areato dall'esterno. Quando le attività commerciali sono alimentate dalla rete in bt (sistema TT) ed i servizi generali della struttura commerciale sono alimentati da una propria cabina di trasformazione (sistema TN), occorre verificare che gli impianti di terra siano distinti e non abbiano punti di contatto in comune o simultaneamente accessibili. Alimentazione di sicurezza All'interno della struttura commerciale, la mancanza improvvisa dell'energia elettrica, dovuta ad un intervento delle protezioni o ad un black out, può essere causa di pericolo per le persone e per i lavoratori presenti, per tale ragione deve essere prevista un'alimentazione di sicurezza indipendente da quella ordinaria che alimenti gli impianti dei servizi di sicurezza. Al mancare dell'alimentazione ordinaria quella di sicurezza deve entrare in funzione in un tempo almeno di 0,5 secondi e dovrà avere un'autonomia di almeno un'ora. Nelle grandi strutture commerciali dove la superficie di vendita supera i 1500 m2 e se l'altezza di gronda supera i 30 m e nei casi in cui sia imposto dai Vigili del Fuoco, l'alimentazione di sicurezza è obbligatoria. Come sorgente d'alimentazione di sicurezza non è ammessa una seconda alimentazione da rete pubblica salvo che non sia garantita l'indipendenza. Le sorgenti dell'alimentazione di sicurezza, devono essere collocate in un apposito locale in muratura ben areato e non comunicante con i locali destinati alla vendita o con i locali contenenti materiali infiammabili o facilmente combustibili. Alimentazione di riserva Nelle strutture commerciali, l'alimentazione di riserva ha la funzione di fornire energia agli impianti che necessitano di una continuità di servizio (utenze privilegiate) indipendentemente della sicurezza delle persone. Sono considerate utenze privilegiate i seguenti circuiti: gli impianti d'illuminazione delle aree di vendita, delle gallerie, dei parcheggi coperti, del locale deposito merci, dei servizi, dei locali in cui avviene la lavorazione, le celle frigorifero, l'impianto telefonico, l'impianto antintrusione, l'illuminazione notturna, il sistema di elaborazione dati, i registratori di cassa, il circuito tvcc, eccetera. Si consiglia di dimensionare le sorgenti di alimentazione in modo da mantenere alimentate le utenze per almeno un'ora, con un tempo d'intervento massimo di 15 secondi al mancare dell'alimentazione ordinaria.
Sia per l'alimentazione di sicurezza sia per quella di riserva, devono essere utilizzati blocchi elettrici o meccanici che al mancare dell'alimentazione di rete, collegano in modo automatico la sorgente autonoma al quadro generale d'alimentazione. Si dovrà verificare che non abbia luogo l'inserzione in parallelo tra l'alimentazione autonoma e quella di rete e che le protezioni contro il corto circuito (fase-fase, fase-neutro) a fondo linea siano ancora adeguate, anche quando l'impianto è alimentato dalla sorgente autonoma, dato che la commutazione dall'alimentazione di rete alla sorgente autonoma comporta un aumento dell'impedenza della sorgente, con la conseguente diminuzione delle correnti di corto circuito a fondo linea. Distribuzione dell'energia L'alimentazione dei circuiti elettrici nelle strutture commerciale deve essere suddivisa su più linee in modo da garantire la selettività dell'impianto ed una facile individuazione dei circuiti, in figura 2 sono riportati i circuiti da alimentare in modo indipendente. E'auspicabile che i circuiti luce delle zone frequentate dal pubblico siano almeno due, in tal modo la messa fuori servizio di un circuito non comporta la diminuzione eccessiva del livello dell'illuminamento richiesto. In tabella 1 sono indicati i requisiti illuminotecnici in funzione al tipo di locale (norma Uni En 12464-1). Comando ed arresto d'emergenza Nei centri commerciali si devono installare uno o più comandi/telecomandi d'emergenza, con la funzione di eseguire il distacco dell'alimentazione, quando si presenta un rischio elettrico. Sono esclusi dalla messa fuori servizio i circuiti di sicurezza e le sorgenti autonome di riserva come: gruppi di continuità statici o gruppi elettrogeni. Il comando d'emergenza può essere ubicato all'esterno della struttura oppure in un locale di disimpegno direttamente accessibile dall'esterno oppure all'interno in una area accessibile al pubblico. I punti di comando devono essere facilmente individuabili ed accessibili da parte del personale addetto e dovranno essere collocati in modo da non essere manomessi o danneggiati. L'arresto d'emergenza ha lo scopo, per motivi di sicurezza, di bloccare una macchina o un complesso di macchine con organi in movimento, l'arresto d'emergenza in genere è collocato nei pressi delle scale e rampe mobili. Impianti dei servizi sicurezza Gli impianti dei servizi di sicurezza sono destinati a salvaguardare le persone e le cose da eventuali pericoli dovuti alla mancanza d'energia. All'interno delle strutture commerciali sono richiesti: - l'illuminazione di sicurezza delle uscite e delle vie di esodo, della segnaletica di sicurezza e dei luoghi in cui è probabile l'insorgere del panico (norma Uni 1838); - la diffusione sonora per gli avvisi al pubblico; - l'impianto antincendio; - l'impianto di rilevazione del calore, della presenza di fumi e dell'intercettazione del gas; - il circuito di comando per l'apertura dell'interruttore generale.
Illuminazione di sicurezza L'accensione dell'illuminazione di sicurezza deve avvenire in modo automatico al mancare dell'alimentazione, la durata deve essere maggiore di un'ora, così da consentire lo sfollamento dei locali, inoltre, dovrà fornire un illuminamento medio ad un metro dal suolo di almeno 5 lx in corrispondenza delle porte e delle scale e non inferiore a 2 lx nelle zone percorribili. I circuiti di tipo centralizzato, che alimentano l'illuminazione di sicurezza, devono essere suddivisi almeno su due linee distinte per ogni singolo locale. Le lampade d'emergenza possono essere collegate all'alimentazione di sicurezza centralizzata oppure ad una sorgente autonoma incorporata nei singoli apparecchi. Impianto di diffusione sonora Nelle strutture commerciali, l'impianto di diffusione sonora diffonde i messaggi concernenti il piano d'evacuazione in caso d'incendio o altri pericoli, in modo da indirizzare il pubblico verso le uscite e le aree di sicurezza. La diffusione sonora è anche utilizzata per diffondere la musica di sottofondo e le comunicazioni al personale. Tutta la diffusione sonora o parte di questa deve essere alimentata dalla sorgente di sicurezza. PRESCRIZIONI INTEGRATIVE PER LE MEGASTRUTTURE Gli impianti elettrici nelle strutture commerciali con una superficie maggiore di 10.000 m2, implicano maggiori accorgimenti costruttivi per l'aumento del rischio elettrico dovuto al numero elevato di persone presenti nella struttura e per la quantità di materiale combustibile o infiammabile presente. Tra gli accorgimenti, la guida Cei 64-51 elenca: - tutte le zone non compartimentate, inserite nella megastruttura, dovranno rispettare le prescrizioni dell'art. 751.03.2 (luoghi marci per l'elevata densità di persone e per l'elevato tempo di sfollamento in caso d'incendio); - classificazione degli ambienti a maggior rischio in caso d'incendio se le aree comuni, dei depositi e dei magazzini sono collocati in compartimenti con una classificazione maggiore o uguale a 30; - per evitare la propagazione dell'incendio, le condutture dovranno essere realizzate secondo i requisiti elencati all'art. 751.04.2.8 (Cei 64-8); - predisporre un'alimentazione di riserva, generata da gruppi elettrogeni di potenza pari a quella di rete.
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