Le norme in tasca: mostre e fiere
22.08.2007
Gli impianti elettrici collocati nelle strutture temporanee come stand, mostre e fiere comportano un aumento del rischio elettrico, questo è dovuto alla provvisorietà degli impianti, al rischio d'incendio, alla presenza di pubblico ed alle condizioni ambientali che mutano in funzione del luogo d'installazione, per tale motivo la loro esecuzione richiede una maggiore ed attenta valutazione al fine di ridurre il rischio elettrico. Per realizzare gli "impianti elettrici temporanei" negli stand, nelle mostre e nelle fiere occorre fare riferimento alla sezione 711 variante 2, inserita nella parte 7 "Ambiente ed applicazioni particolari" della norma Cei 64/8. In tale sezione sono riportate le prescrizioni ed i provvedimenti da rispettare per la messa in opera degli impianti elettrici al fine di proteggere le persone dal rischio elettrico. Con il termine "impianti temporanei" vengono definiti gli impianti elettrici installati per un periodo di tempo "circoscritto", ad esempio, gli impianti installati all'inizio dello svolgimento di una manifestazione e poi smontati al termine della stessa. L'impianto elettrico posto negli stand, mostre e fiere oltre l'applicazione della sezione 711, richiede l'applicazione di tutte le prescrizioni necessarie per la realizzazione degli impianti elettrici fissi, quali: il dimensionamento, la protezione delle condutture, il sezionamento ecc., inoltre essendo questi ambienti caratterizzati da una elevata affluenza di pubblico e da un elevato tempo di sfollamento delle persone in caso d'incendio (art. 751.03.2), rientrano spesso nell'ambito dei luoghi di pubblico spettacolo e nei luoghi a maggior rischio in caso d'incendio, quindi alle prescrizioni precedenti dovranno essere sommate le prescrizioni contenute nella sezione 751 e 752 della norma Cei 64-8.
Individuazione del campo di applicazione Per individuare in modo univoco gli ambienti in cui deve essere applicata la sezione 711, bisogna introdurre una serie di definizioni utili alla determinazione del campo di applicazione: - fiera, esposizione commerciale periodica in cui sono venduti o esposti prodotti; la fiera generalmente è collocata in un edificio o in una struttura temporanea; - mostra, esposizione di oggetti o prestazioni intese come avvenimento di spettacolo, (ad esempio: le manifestazioni di intrattenimento, le mostre mercato, eccetera); la mostra è collocata generalmente in un edificio o una struttura temporanea; - stand, area o struttura temporanea utilizzata per l'esposizione, la commercializzazione, la vendita o il divertimento; sono associati agli stand le piccole strutture dei mercati rionali, i padiglioni posti all'interno di fiere o le tensostrutture utilizzate per gli eventi temporanei; - struttura temporanea, in questa voce sono individuate le strutture anche mobili o trasportabili, poste fuori o all'interno, e caratterizzate dal fatto di essere montate e poi smontate. In conclusione la sezione 711 si applica agli impianti elettrici collocati nelle: mostre, fiere, stand, esposizioni, manifestazioni all'aperto, mostre mercato, bancarelle, sagre, feste, parchi di divertimento, padiglioni espositivi, eccetera.
Scarica in PDF le figure: Fig.1: Distanza minima dei faretti dal materiale combustibile Fig.2: Distribuzione di uno stand Fig.3: Apparecchi di comando e protezione inaccessibili al pubblico Fig.4: Installazione apparecchi illuminanti Fig 5:Cavi terminali soggetti a torsione fissati con pressacavo
Prescrizioni per impianti temporanei La valutazione del rischio introdotto dagli impianti elettrici temporanei dovrà essere valutata caso per caso al fine di determinare le soluzioni che meglio elevano il grado di sicurezza degli impianti, generalmente i rischi sono da attribuire a: - precarietà delle strutture per il continuo riutilizzo, con conseguente aumento dell'usura dei componenti elettrici come: cavi, condutture, quadri, interruttori, eccetera; - influenze esterne, ad esempio luoghi con presenza di umidità o di acqua ed alle maggiori sollecitazione a cui sono soggetti i componenti dell'impianto elettrico; - aumento del rischio d'incendio, dovuto all'installazione di apparecchi che possono generare calore come faretti, lampade ad incandescenza, eccetera; - elevata densità di persone, che comporta un maggior tempo per lo sfollamento in caso d'incendio. Le prescrizioni riportate nella sezione 711, mirano a rafforzare maggiormente la protezione contro i contatti diretti e indiretti, contro gli effetti termici e contro il rischio d'incendio. Nelle mostre, fiere e stand l'origine dell'impianto elettrico, può avvenire da un punto di alimentazione dell'impianto elettrico fisso, come: morsetti di giunzione, presa di energia, quadro di alimentazione, oppure avere origine da una sorgente autonoma come un gruppo elettrogeno, in entrambi i casi, la tensione di alimentazione non deve essere superiore ai 230/400 Volt in corrente alternata e 500 Volt in corrente continua. Se si usa come sistema di alimentazione, il sistema TN, questo deve essere solo del tipo TN-S.
Protezione contro i contatti diretti Per la protezione contro i contatti diretti sono ammesse tutte le protezioni indicate all'articolo 412 della norma Cei 64-8, con esclusione della protezione tramite "ostacoli" o "mediante distanziamento delle parti attive" (non attuabile negli stand per la difficoltà di distanziamento). La protezione contro i contatti diretti è realizzata in genere con l'isolamento delle parti attive, oppure mediante barriere ed involucri con grado di protezione minimo IP2X o IPXB. Se sono utilizzati i sistemi selv o pelv, la protezione dei conduttori deve essere garantita da un isolamento in grado di resistere per un minuto ad una tensione di prova di 500 V oppure utilizzando barriere o involucri con un grado di protezione minimo IP4X o IPXXD.
Protezione contro i contatti indiretti Per la protezione contro i contatti indiretti sono ammesse tutte le tipologie di protezione indicate all'articolo 413 con esclusione di: "mediante i luoghi non conduttori e mediante collegamento equipotenziale non connesso a terra". La protezione può essere realizzata con l'interruzione automatica dell'alimentazione tramite dispositivi differenziali. Nel sistema TT bisognerà verificare che la resistenza di terra sia minore o uguale al rapporto tra la tensione limite di contatto e la corrente nominale del dispositivo differenziale Rt £ Ul/Id, mentre nel sistema TN si dovrà verificare che l'impedenza dell'anello di guasto sia minore o uguale al rapporto tra la tensione nominale tra fase e neutro e la corrente che provoca l'intervento del dispositivo di protezione Za £ Vo/Ia. Se il sistema è di tipo TN, è ammesso solo l'uso del sistema TN-S (impianto con il neutro separato dal conduttore di terra) così da permettere il funzionamento del dispositivo differenziale.
Protezione contro gli effetti termici La protezione contro gli effetti termici ha lo scopo di proteggere le persone e le cose dal rischio di ustioni e dall'innesco e propagazione dell'incendio provocato dal calore generato dai componenti elettrici per effetto dell'irraggiamento del calore o per la combustione. Per tali motivi la Norma Cei 64-8 elenca una serie di requisiti e provvedimenti a cui devono sottostare o che devono possedere i componenti elettrici che sono in grado di raggiungere temperature superficiali pericolose o che possono produrre durante il loro funzionamento ordinario archi e scintille, tali da innescare o propagare un incendio dei materiali combustibili posti nella loro vicinanza. Per la protezione contro gli effetti termici, l'impianto deve essere realizzato nel rispetto delle prescrizioni riportate: - nel capitolo 42 della norma Cei 64-8, protezione contro gli effetti termici; - nella sezione 527 dove sono elencate le prescrizioni per la scelta e la messa in opera delle condutture allo scopo di ridurre al minimo la propagazione dell'incendio. I componenti elettrici installati devono essere conformi alle norme di prodotto o in mancanza di queste devono attenersi alle prove di comportamento alla resistenza al calore e al fuoco in base alla tabella riportata nella norma Cei 64-8 parte 422. Inoltre, i componenti elettrici che possono essere causa di innesco d'incendio del materiale posto nelle loro vicinanze devono essere installati: - all'interno o sopra strutture che abbiano una bassa conducibilità termica e che riescono a resistere a tali temperature; - interponendo degli schermi a bassa conducibilità termica tra il componente elettrico e il materiale combustibile; - ad una distanza sufficiente, tale da assicurare una adeguata dissipazione del calore in modo da evitare gli effetti termici dannosi; - in involucri che abbiano una barriera di grado di protezione maggiore uguale a IP4X o IPXXD.
Prescrizioni contro il pericolo d'incendio Gli apparecchi che generano calore come gli apparecchi d'illuminazione con lampade incandescenti, faretti, proiettori ed altri componenti che durante il loro funzionamento possono assumere elevate temperature superficiali, devono essere adeguatamente protetti, installati e posizionati in accordo alle relative norme di prodotto (salvo quanto indicato dal costruttore) al fine di evitare il pericolo d'incendio. Tali componenti devono essere sistemati lontani da oggetti combustibili e collocati in modo da impedirne l'eventuale contatto, la norma Cei 64-8 alla art. 751.04.1.5 riporta le distanze minime tra faretto e materiale combustibile illuminato (vedi tabella 1 e figura 1). Le lampade che in caso di rottura (lampade ad alogeni ed alogenuri) possono proiettare materiale incandescente, devono essere dotate di schermo di sicurezza ed installate secondo le prescrizioni del costruttore. Gli stand con un'elevata concentrazione di lampade o altri componenti che generano calore, devono avere una buona ventilazione, ciò può essere ottenuto utilizzando soffitti che forniscano una buona aerazione e costruiti con materiale non combustibile. I motori che sono comandati automaticamente o telecomandati e che non sono sotto continua sorveglianza, devono essere protetti contro il sovraccarico con dispositivi di protezione automatico a ripristino manuale.
Scarica il PDF con la tabella 1: Distanza minima tra i proiettori e i materiali combustibili in alluminio
Misure di protezione dei circuiti Tutti i circuiti che alimentano prese a spina con In £ 32A o circuiti terminali, ad esclusione dei circuiti che alimentano l'illuminazione e la segnalazione di sicurezza, devono essere protetti con dispositivi differenziali con una Idn £ 30 mA (vedi figura 2). Inoltre la norma raccomanda che i cavi che alimentano le strutture temporanee devono essere protetti con un dispositivo a corrente differenziale con una Idn £ 300 mA, collocato all'origine della linea, tale dispositivo può essere di tipo "ritardato" o "selettivo", al fine di ottenere il coordinamento selettivo con dispositivi differenziali posti a monte dei circuiti terminali. Il dispositivo differenziale, se ritardato, deve essere conforme alla norma Cei EN 60947-2, mentre se selettivo deve essere conforme alle norme Cei EN 61008-1 e Cei EN 61009-1 (vedi tabella 3).
Regole per la scelta e l'installazione In questa parte della norma sono descritte le regole definite comuni le quali servono a stabilire la scelta del tipo di condutture e dei componenti generalmente impiegati per la realizzazione degli impianti di illuminazione. La presenza di pubblico all'interno delle fiere e delle mostre, implica la necessità di collocare gli interruttori di comando e protezione all'interno di locali chiusi, o di quadri accessibili solo tramite l'uso di chiave o di un attrezzo (vedi figura 3), da tale prescrizione sono esclusi i comandi utilizzati per la dimostrazione dei prodotti che possono essere azionati da qualunque utente. La connessione tra i cavi deve avere un grado di protezione IP4X oppure IPXXD, inoltre i cavi terminali soggetti a torsioni devono essere connessi alle cassette di derivazione o altro supporto tramite pressacavo (vedi figura 4).
Tipi di condutture ammesse Per ridurre il rischio e gli effetti nocivi in caso d'incendio come la propagazione della fiamma e l'emissione di fumi e gas tossici, la Norma richiede che i cavi utilizzati siano conformi alle serie di norme: Cei 20-19 "Cavi isolati con gomma con tensione nominale non superiore 450/750 V" e Cei 20-20 "Cavi isolati in polivinilcloruro con tensione nominale non superiore 450/750 V" e 20-13 "Cavi con isolamento estruso in gomma per tensioni nominali da 1 kV a 3 kV". Nella tabella 2 sono elencati i tipi di cavi ammessi e la posa corrispondente, inoltre la norma consiglia che negli stand e nelle strutture riutilizzate più volte, di adoperare cavi tipo LS0H (conformi alle norme Cei EN 50267), sia in presenza o meno di un sistema di rilevazioni incendi. Resta comunque al progettista, in base alla valutazione del rischio ed in merito alle perdite di vite umane o perdite di beni, la decisione dell'utilizzo di cavi di tipo LS0H (Low Smoke Zero Alogen). Per evitare il rischio di danneggiamento dei cavi non armati ed in particolare con la presenza di pubblico, i cavi devono essere protetti con canali o tubi dalle probabili sollecitazioni meccaniche.
Scarica in PDF la tabella n.2: Tipo di cavi ammessi La tabella n.3 nella pagina successiva
Impianti d'illuminazione Gli apparecchi d'illuminazione, devono essere installati fuori dalla portata di mano, cioè ad almeno 2,5 metri dal piano di calpestio, in caso contrario devono essere ben fissati, posizionati e protetti in modo da evitare eventuali ustioni o qualunque altro tipo di ferimento delle persone che vi hanno accesso (vedi figura 4). Le lampade e gli apparecchi illuminanti devono essere protetti da eventuali sollecitazioni meccaniche. Gli apparecchi d'illuminazione collocati all'esterno, dovranno essere installati nel rispetto dalla sezione 714 della norma Cei 64-8 V2 ed avere un grado di protezione almeno IP33 o maggiore se le condizioni ambientali lo richiedono. Eventuali insegne luminose e tubi luminosi funzionanti con una tensione a vuoto maggiore di 1000 e minore a 10000 V dovranno essere installati secondo le prescrizioni della norma Cei 34-86. Se per l'illuminazione sono utilizzate lampade ad incandescenza funzionanti a bassissima tensione, queste devono essere in accordo con la norma Cei EN 60598-2-23. E' consentito l'uso di portalampade a perforazione dell'isolante per il collegamento, solo a condizione che si utilizzino cavi d'alimentazione compatibili a tale uso e portalampada che una volta fissati al cavo non devono essere più rimossi. Verifiche L'impianto elettrico temporaneo ad ogni montaggio ed ad ogni cambiamento di luogo e comunque prima della messa in funzione deve essere verificato secondo quanto stabilito dalla norma Cei 64-8 parte 6 (verifiche iniziali).
Scarica in PDF la tabella n.3: Riferimenti normativi
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