NORMATIVA ELETTRICA - ARTICOLO

L'impiantistica per la disabilità

L'impiantistica per la disabilità inserito il: 16.10.2007


Quando si parla di barriere architettoniche non bisogna intendere solo quelle edilizie, ma occorre tenere conto anche di tutti quei componenti di una struttura la cui fruibilità da parte dei disabili è limitata o difficoltosa, quando non addirittura inibita. In particolare, ci occuperemo delle norme da seguire e degli accorgimenti da adottare per aiutare i diversamente abili ad interagire con l'impianto elettrico in condizioni di sicurezza adeguate.
Faremo riferimento qui al d.m. dei Lavori Pubblici n. 236 del 14/06/89 nel quale si introduce il concetto dell'accessibilità e che si applica:
• agli edifici privati di nuova costruzione residenziali e non, nonché a quelli di edilizia convenzionata;
• agli edifici pubblici di edilizia sovvenzionata e agevolata di nuova costruzione;
• agli edifici privati ristrutturati;
• agli spazi esterni di pertinenza degli edifici richiamati sopra.
All'articolo 4.1.5 del decreto in questione si tratta proprio dei terminali degli impianti e si dice testualmente: "gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto delle varie utenze, i regolatori degli impianti di riscaldamento e condizionamento, nonché i campanelli, i pulsanti di comando e i citofoni devono essere, per tipo e posizione planimetrica e altimetrica, tali da permettere un uso agevole anche da parte della persona su sedia a ruote; devono, inoltre, essere facilmente individuabili anche in condizioni di scarsa visibilità ed essere protetti dal danneggiamento per urto".
Per realizzare quindi un impianto elettrico, che nell'abbattere le barriere architettoniche risponda quindi al requisito dell'accessibilità, occorre tenere conto di una serie di esigenze di carattere pratico che possono così sintetizzarsi:
• facilitare la localizzazione e rendere sicuro l'azionamento dei dispositivi di comando;
• rendere percepibili le segnalazioni acustico-luminose, in special modo quelle che fanno parte dei circuiti di sicurezza;
• rendere telecomandabili le utenze e le segnalazioni;
• avere particolare cura per garantire la sicurezza nei locali a maggior rischio come le cucine e i bagni.


Le regole da rispettare

Vediamo come i diversi componenti dell'impianto vanno installati per rispondere alle esigenze su menzionate.
Apparecchi di comando. Per garantirne in modo sicuro l'azionamento, occorre in primo luogo tener presente la difficoltà del raggiungimento frontale, favorendo quindi un approccio laterale, e occorre evitare che per l'azionamento sia necessaria la presa tra le dita e la rotazione, privilegiando i pulsanti a forma di fungo o i modelli a bilanciere. Per facilitarne l'individuabilità, anche in caso di scarsa illuminazione, dovrebbero essere fluorescenti o avere degli indicatori luminosi; tutti i dispositivi di comando - vale a dire interruttori, deviatori, commutatori, pulsanti - devono poi essere installati a una altezza, misurata in verticale dall'asse del dispositivo al piano di calpestio, tra i 75 e i 140 cm (le altezze d'installazione sono riportate in figura 1).

Scarica in PDF le Figure 1-5



Nelle cucine, gli apparecchi di comando e le prese installate al di sopra dei ripiani non devono distare più di 55 cm dal bordo del ripiano e devono essere poste a un'altezza di 90-100 cm dal pavimento (figura 2); nei servizi igienici va installato un pulsante a tirante con frutto installato a un'altezza superiore a 225 cm e con il pomello di presa a un'altezza tra i 70 e gli 80 cm dal pavimento (figura 3).
Per rendere le rampe di scale facilmente individuabili da parte degli ipovedenti, occorre dotarle di una illuminazione laterale con un comando individuabile al buio, disposto su ogni pianerottolo, evitando i relè a tempo che potrebbero togliere la luce improvvisamente quando l'utente è per le scale.
I quadri elettrici devono avere un'altezza d'installazione compresa tra 100 e 140 cm e sarebbe molto utile montare all'interno del quadro principale anche una lampada di emergenza, al fine di facilitare il ripristino dell'energia in conseguenza dell'interruzione dell'alimentazione; per le prese il decreto consiglia un'altezza variabile tra i 60 e i 110 cm, anche se sarebbe più utile non scendere al di sotto dei 70 cm per evitare contatti con la ruota della sedia.
Particolare attenzione va posta anche per l'installazione degli apparecchi di segnalazione, che devono essere montati nei vari locali in modo da facilitarne la percezione visiva ed acustica. Le segnalazioni ottiche vanno montate a un'altezza compresa tra 2,50 e 3 m dal pavimento e in un punto ben visibile, badando a che le segnalazioni relative a sistemi di sicurezza e/o di allarme, oltre ad essere installate nelle zone di abituale soggiorno, siano montate anche negli altri luoghi della casa per essere sicuri che vengano avvertite; per le segnalazioni sonore è utile differenziare la tonalità della chiamata alla porta da quella di altri possibili punti di chiamata.
Gli apparecchi di regolazione vanno montati ad un'altezza compresa tra gli 80 e i 130 cm e devono poter essere controllati e raggiungibili nonostante l'ingombro della carrozzina; ad esempio, le manopole dei caloriferi vanno collocate lontane dagli angoli.
Gli apparecchi telefonici a parete (figura 4) vanno installati a un'altezza non superiore a 120 cm, con la parte più alta a una quota massima di 140 cm.; bisogna però, in caso di utenti con ipoacusia, dotare l'apparecchio telefonico di una spia luminosa che segnali la chiamata.
Per il citofono interno (figura 5) occorre curarne l'installazione in punti accessibili alla sedia a ruote a un'altezza di 100 cm; all'esterno è opportuno che il citofono sia ad un'altezza prossima a quella del viso della persona seduta, quindi compresa tra 115 e 125 cm; le targhette con i nomi devono essere illuminate.
Importante è anche l'illuminazione di sicurezza, che deve consentire l'evacuazione in sicurezza dei locali al mancare della illuminazione principale o in situazione di emergenza, ad esempio in caso di incendio con sviluppo di fumo che, com'è naturale, potrebbe ridurre di molto la visibilità e rendere difficile l'individuazione dei percorsi e della uscita.

Per i livelli minimi d'illuminamento, mentre per luoghi normali si prevedono 2 lux lungo i percorsi e 5 lux in corrispondenza di cambi di direzione e dislivelli, si possono elevare i valori anzidetti rispettivamente a 5 e 10 lux per gli ambienti frequentati dai disabili.
L'illuminazione di emergenza, che deve intervenire in caso di black-out o in seguito all'intervento dei dispositivi di protezione, deve essere installata in un locale in posizione centrale, anche diverso - secondo quanto affermato dal Capitolato speciale tipo per impianti elettrici del Ministero dei LL.PP. - da quelli in cui è prevista l'illuminazione di emergenza; inoltre si afferma che la luce di emergenza deve essere componibile con le apparecchiature della serie da incasso, essere estraibile con possibilità di blocco, avere un led luminoso verde per la segnalazione di "pronto emergenza" e avere una superficie luminosa minima di 45x50 mm.
Risulta anche molto utile l'installazione di allarmi tecnici, quali:
• un sistema di rivelazione di fughe di gas che segnali ed intervenga automaticamente in caso di pericolo; il rivelatore deve avere una segnalazione acustica e deve anche segnalare a distanza, oltre che intervenire sull'elettrovalvola mediante un relè, bloccando il flusso del gas;
• un sistema di rivelazione di perdite d'acqua con un sensore acqua a filo pavimento, anche in questo caso provvedendo a trasmettere un allarme acustico e a comandare una elettrovalvola che intervenga sul circuito idraulico.
Un impianto antintrusione deve prevedere sia una protezione volumetrica sia perimetrale perché quest'ultima consente la protezione in presenza del disabile all'interno del volume protetto; è opportuno prevedere un combinatore telefonico che consenta di inviare messaggi all'esterno. Soprattutto nel caso di persone con una grave disabilità, si può pensare di installare un sistema di controllo ambientale.
Si possono automatizzare in tal modo i seguenti elementi:
● elettrodomestici;
● porte, finestre, tapparelle;
● illuminazione;
● telefono, citofono, campanello;
● impianto di riscaldamento, termostato.

C'è la possibilità di scegliere tra diversi sistemi di automazione, dal semplice telecomando al sistema completo di "home automation" (che si può collegare, anche telefonicamente, a un centro servizi). Infine, esistono aiuti tecnologici che permettono a disabili motori gravi di gestire autonomamente e in modo intelligente la propria casa.
Può essere controllato un intero appartamento: luci, televisione, porte, finestre o altro.
In questi ultimi anni, infatti, l'elettronica, la bioingegneria, la robotica sono venute in aiuto ai disabili; sono infatti stati costruiti negli Stati Uniti, col concorso di tecnici italiani, personal computer che possono essere usati utilizzando movimenti residui di parti integre del corpo, quali un dito, il capo, il soffio, la pressione del piede, il palmo della mano.

Il prototipo si chiama "Apriti Sesamo". È costituito da un computer che attraverso il riconoscimento di comandi veloci permette il controllo di tutta una serie di apparecchiature esistenti nell'ambiente domestico.
Questi dispositivi possono essere usati nel seguente modo: l'utente disabile ordina al computer, parlando dentro un microfono, un comando in precedenza codificato; grazie a questo comando possono essere utilizzati gli ausili robotici che consentono di far eseguire molte azioni: effettuare o rispondere a una chiamata al telefono, al citofono, aprire la porta di casa, controllare il funzionamento del televisore, accendere il ventilatore, azionare il voltapagina per leggere un libro, accendere o spegnere la luce desiderata, azionare un braccio-robot per porgere il cibo e aiutare a bere, lanciare un allarme. Chiudiamo l'argomento parlando delle modalità della comunicazione nell'emergenza nei luoghi di lavoro dove sono presenti disabili; comunicazione che deve facilitare l'orientamento e rendere certa la percezione dell'allarme e del pericolo. Occorre quindi elaborare modalità di segnalazione che utilizzino più canali sensoriali, per cui, oltre alla cartellonistica, sono necessari sistemi di comunicazione sonora, segnalazione luminosa e/o lampeggiante e a vibrazione per coloro che non possono percepire i segnali ottici e acustici.

Normativa Elettrica

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