Rischio elettrico in cantiere
fonte: 'Elettricoplus'
15.02.2008
I rischi connessi con l'uso dell'energia elettrica sono essenzialmente dovuti a: • contatti elettrici diretti (sono quelli derivati da contatti con elementi normalmente in tensione ad esempio l'alveolo di una presa, un conduttore nudo, eccetera); • rischi dovuti a contatti elettrici indiretti (sono quelli derivati da contatti che avvengono con elementi finiti sotto tensione a causa di un guasto, ad esempio la scossa presa quando si apre un frigorifero o si tocca un tornio o una qualsiasi altra macchina); • rischi di incendio dovuti a cortocircuiti o sovracorrenti; • rischi di esplosione (sono quelli dovuti al funzionamento degli impianti elettrici installati in ambienti particolari nei quali è possibile la presenza di miscele esplosive come ad esempio nelle raffinerie, industrie chimiche, in talune centrali termiche funzionanti a gas, nei mulini, eccetera). In particolare, per i contatti diretti che possono verificarsi con le linee elettriche di distribuzione occorre tener presente che le linee elettriche sia aeree sia interrate costituiscono un rischio rilevante; si è perciò stabilito che non possono eseguirsi lavori in prossimità di linee elettriche a distanza minore di 5 metri dalla costruzione, dai ponteggi o dal raggio d'azione degli apparecchi di sollevamento e da altre attrezzature di cantiere (figura 1), valutando la distanza suddetta nelle condizioni più sfavorevoli di possibile posizione delle attrezzature; si può derogare da questo limite ricorrendo, previa segnalazione all'esercente la linea elettrica, alla protezione mediante barriere (figura 2) o alla segnalazione dei cavi interrati e protezione degli stessi (figura 3). La protezione dai contatti diretti e indiretti riguarda sia l'impianto elettrico sia gli utensili e le macchine elettriche. Lo schema a blocchi dell'impianto elettrico di cantiere è indicato in figura 4. I circuiti dell'impianto elettrico vanno protetti contro i contatti indiretti con interruttori differenziali la cui Idn sia minore o uguale a 30 mA e la tensione di contatto, che può accidentalmente trovarsi sulle masse metalliche degli utilizzatori elettrici per difetto di isolamento, non può essere superiore ai 25 V; quindi la resistenza dell'impianto di terra deve risultare:
RT ≤ Uo/Idn = 25/0,03 = 833Ω Se la protezione riguarda circuiti d'impianto che alimentano singoli utilizzatori con corrente nominale assorbita superiore ai 32 A, come può essere una gru o un impianto di betonaggio, l'interruttore differenziale può anche avere corrente d'intervento Idn minore o uguale a 300 mA. In questo caso deve risultare: RT = Uo/Idn = 25/0,3 = 83O Per la protezione senza interruzione automatica dell'alimentazione si utilizza la protezione mediante componenti elettrici di classe II e la protezione per separazione elettrica. In questo caso devono essere utilizzati cavi d'alimentazione senza conduttore di protezione e spine senza contatto di terra.
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Un riferimento particolare meritano le prese a spina, che sono una delle principali cause d'infortunio di origine elettrica, in special modo quando non sono a norma per cui le spine sono prive di setti di separazione dei conduttori. Può infatti capitare in tal caso che il conduttore PE entri in contatto con il conduttore di fase, trasferendo alla massa dell'utilizzatore la tensione di fase; occorre quindi evitare assolutamente l'uso di spine non a norma. Le prese a spina, sia a spina inserita sia disinserita, devono avere - come tutti gli altri componenti dell'impianto - un grado di protezione minimo IP44 che, laddove sia prevedibile la presenza di getti d'acqua, sia aumentato almeno a IP55 ed elevabile fino a IP67. Le prese a spina vanno protette contro le sovracorrenti da interruttore magnetotermico con corrente nominale non superiore a quella delle prese e da differenziale con Idn minore o uguale a 30 mA, tenendo presente che un differenziale non può proteggere più di 6 prese. Prima di inserire spine di derivazione facenti capo a prolunghe di derivazione occorre verificare il buono stato della guaina esterna, l'assenza di giunti, nastrature e rigonfiamenti facendo particolare attenzione ai pressacavi di entrata e al corretto stato dei fermacavi. Le spine devono essere inserite e disinserite agendo direttamente su di esse e non tirando il conduttore facente capo alla spina. Una categoria molto importante è costituita dalle prese con dispositivo di blocco, sempre consigliabili per macchine destinate ad essere inserite e disinserite da persone non addestrate, anche se non sono obbligatorie; il dispositivo di blocco, infatti, impedendo l'inserzione e l'estrazione della spina in presenza di tensione, consentono il prelievo di corrente in condizione di sicurezza, evitando pericolosi scintillii che potrebbero causare incendi. Il blocco può essere meccanico o elettrico. Il blocco meccanico impedisce la chiusura dell'interruttore con spina non inserita, l'estrazione della spina con interruttore chiuso e l'apertura del coperchio della presa con interruttore chiuso, l'interblocco elettrico impedisce le manovre di inserimento ed estrazione della spina con contatti in tensione. Possono essere oggi utilizzate nei cantieri, come prevede alla parte 7 la nuova edizione della norma Cei 64-8, anche prese a spina per uso domestico e similare purché protette contro danneggiamenti meccanici, liquidi e corpi solidi; questa correzione si è resa necessaria per la constatazione che molti piccoli utensili sono corredati di spine di tipo domestico e l'uso in cantiere era reso possibile solo con manomissioni e modifiche improvvisate che compromettevano la sicurezza. Modifiche improvvisate che non sono scongiurate del tutto, specie per la prassi invalsa di riparare in modo approssimativo spine, cavi di alimentazione e prolunghe danneggiate con mezzi di fortuna, come il nastro isolante. Infatti il semplice isolamento non è sufficiente a garantire la sicurezza dei lavoratori dal rischio di contatto diretto con i conduttori elettrici, senza contare che un conduttore potrebbe trovarsi a contatto con terreno bagnato.
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Occorre considerare che un utensile elettrico portatile o una prolunga usata su un ponteggio, in caso di perdita di isolamento dell'utensile o il danneggiamento del cavo potrebbero portare in tensione tutta la struttura metallica, con la probabilità di un contatto indiretto in un qualunque punto del ponteggio. Bisogna poi fare attenzione a non posare i cavi nei luoghi di transito per veicoli e pedoni o curare che siano adeguatamente protetti contro lo schiacciamento; inoltre, per i cavi in PVC, occorre considerare che alle basse temperature questo materiale si irrigidisce e diventa fragile per cui tali tipi di cavi non sono adatti per posa mobile, ma solo per posa fissa. Per la posa mobile vanno scelti cavi del tipo HO7 RN-F per l'alimentazione trifase e quelli HO5 RN-F per la monofase o anche cavi con caratteristiche equivalenti.. Contro i contatti diretti la protezione viene realizzata mediante isolamento delle parti attive, o mediante involucri e barriere; vale la prescrizione relativa al grado di protezione IP già richiamata. La protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti può essere realizzata mediante il sistema SELV a una tensione nominale non superiore a 25 V in corrente alternata o 60V in corrente continua proveniente da una sorgente di sicurezza (trasformatori di sicurezza, batterie, motore generatore o sistemi con caratteristiche analoghe di separazione). Il sistema SELV va adoperato anche se si debbano eseguire lavori con utensili elettrici in luoghi conduttori ristretti dove è possibile che la persona possa venire con una buona parte del corpo a contatto con la parte conduttrice (ad esempio cisterne metalliche, tralicci, scavi, ecc.); la protezione in questi casi deve essere assicurata mediante l'impiego del sistema Selv o per separazione elettrica mantenendo le relative sorgenti all'esterno del luogo conduttore ristretto. Per quanto riguarda le lampade portatili è ammesso solo l'uso del sistema Selv. I quadri elettrici da utilizzare in cantiere (figura 5) devono essere costruiti in serie, quadri AS, ossia devono essere conformi ad un prototipo provato e dunque con specifiche caratteristiche; in particolare essi devono essere conformi alle prescrizioni della norma europea EN 60439-4, 2ª Edizione. La norma è stata recepita in Italia come norma Cei 17-13/4 "Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione. Parte 4ª: prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate per cantiere (Asc)" deve essere letta congiuntamente alla norma Cei 17-13/1 che riporta le prescrizioni per le apparecchiature di serie (AS) e non di serie (Ans). La tensione nominale dei quadri considerati dalle predette norme non deve essere superiore a 1000 V in c.a. e 1500 V in c.c. La corrente nominale di una Asc corrisponde a quella dichiarata dal costruttore come corrente nominale del suo circuito di ingresso. Nei cantieri sono ammessi solo quadri costruiti in serie Asc che hanno superato prove meccaniche e alla corrosione e dichiarati come tali dal costruttore; essi devono avere grado di protezione al minimo IP44 con tutte le porte chiuse e tutti i pannelli asportabili e le piastre di copertura montati; i fori di ventilazione e di drenaggio non devono ridurre questo grado di protezione.
Occorre considerare che un utensile elettrico portatile o una prolunga usata su un ponteggio, in caso di perdita di isolamento dell'utensile o il danneggiamento del cavo potrebbero portare in tensione tutta la struttura metallica, con la probabilità di un contatto indiretto in un qualunque punto del ponteggio. Bisogna poi fare attenzione a non posare i cavi nei luoghi di transito per veicoli e pedoni o curare che siano adeguatamente protetti contro lo schiacciamento; inoltre, per i cavi in PVC, occorre considerare che alle basse temperature questo materiale si irrigidisce e diventa fragile per cui tali tipi di cavi non sono adatti per posa mobile, ma solo per posa fissa. Per la posa mobile vanno scelti cavi del tipo HO7 RN-F per l'alimentazione trifase e quelli HO5 RN-F per la monofase o anche cavi con caratteristiche equivalenti.. Contro i contatti diretti la protezione viene realizzata mediante isolamento delle parti attive, o mediante involucri e barriere; vale la prescrizione relativa al grado di protezione IP già richiamata. La protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti può essere realizzata mediante il sistema SELV a una tensione nominale non superiore a 25 V in corrente alternata o 60V in corrente continua proveniente da una sorgente di sicurezza (trasformatori di sicurezza, batterie, motore generatore o sistemi con caratteristiche analoghe di separazione). Il sistema SELV va adoperato anche se si debbano eseguire lavori con utensili elettrici in luoghi conduttori ristretti dove è possibile che la persona possa venire con una buona parte del corpo a contatto con la parte conduttrice (ad esempio cisterne metalliche, tralicci, scavi, ecc.); la protezione in questi casi deve essere assicurata mediante l'impiego del sistema Selv o per separazione elettrica mantenendo le relative sorgenti all'esterno del luogo conduttore ristretto. Per quanto riguarda le lampade portatili è ammesso solo l'uso del sistema Selv. I quadri elettrici da utilizzare in cantiere (figura 5) devono essere costruiti in serie, quadri AS, ossia devono essere conformi ad un prototipo provato e dunque con specifiche caratteristiche; in particolare essi devono essere conformi alle prescrizioni della norma europea EN 60439-4, 2ª Edizione. La norma è stata recepita in Italia come norma Cei 17-13/4 "Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione. Parte 4ª: prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate per cantiere (Asc)" deve essere letta congiuntamente alla norma Cei 17-13/1 che riporta le prescrizioni per le apparecchiature di serie (AS) e non di serie (Ans). La tensione nominale dei quadri considerati dalle predette norme non deve essere superiore a 1000 V in c.a. e 1500 V in c.c. La corrente nominale di una Asc corrisponde a quella dichiarata dal costruttore come corrente nominale del suo circuito di ingresso. Nei cantieri sono ammessi solo quadri costruiti in serie Asc che hanno superato prove meccaniche e alla corrosione e dichiarati come tali dal costruttore; essi devono avere grado di protezione al minimo IP44 con tutte le porte chiuse e tutti i pannelli asportabili e le piastre di copertura montati; i fori di ventilazione e di drenaggio non devono ridurre questo grado di protezione.
Il grado di protezione per il fronte di comando all'interno di una porta non deve essere inferiore a IP21, a condizione che la porta possa essere chiusa in tutte le condizioni di utilizzo; quando la porta non può essere chiusa, il grado di protezione per il fronte di comando deve essere almeno IP44. Le prese a spina non protette dall'involucro dell'Asc devono avere un grado di protezione almeno equivalente a IP44, sia con spina inserita che con spina disinserita Nel quadro di distribuzione principale sulle linee che alimentano i carichi sono installati magnetotermici differenziali con corrente di intervento di 30 mA, mentre sulla linea che alimenta il quadro di prese a spina il differenziale può essere di 0,3 A, per assicurare la necessaria selettività con quello posto a valle a protezione delle prese a spina che è di 30 mA. Le carpenterie metalliche dei quadri elettrici e tutte le parti metalliche delle attrezzature e degli impianti elettrici che possono entrare in tensione per contatto diretto o indiretto con le parti in tensione devono essere connesse tra loro e all'impianto di terra per assicurare l'equipotenzialità. Tutti i conduttori di terra devono essere verificati per assicurare la continuità elettrica dei collegamenti. L'impianto di terra con il relativo dispersore si deve sviluppare ed espandere durante le fasi di avanzamento del cantiere utilizzando dispersori intenzionali (picchetti) e dispersori di fatto (armatura del cemento armato) al fine di ottenere al termine dei lavori un dispersore che potrà essere utilizzato per realizzare l'impianto di terra dell'edificio finale. Il dimensionamento dell'impianto di terra va eseguito, per impianti con tensione fino a 1000 V, in conformità alla norma Cei 64-8 eventualmente integrata dalla guida Cei 64-12 considerando una tensione di contatto limite di 25 V in corrente alternata o 60 V in corrente continua. Il collegamento a terra di manufatti metallici va eseguito solamente nel caso in cui questi risultino essere delle masse estranee (resistenza verso terra inferiore a 200 O). Generalmente recinzioni, ponteggi, tettoie, baraccamenti non sono masse estranee e quindi non devono essere collegate a terra a meno che non si ritenga necessario realizzare, per la presenza ad esempio di una linea elettrica in prossimità di tali opere, l'equipotenzialità tra le diverse masse metalliche. Per la protezione dai fulmini, baracche e tettoie in condizioni normali non presentano alcun rischio da fulminazione diretta, mentre le gru e i ponteggi sono da collegare all'impianto di terra se devono considerarsi, in presenza di probabilità di fulminazione da valutare secondo le norme Cei 81-1 e 81-4, elementi di captazione dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. Il collegamento a terra dei ponteggi può effettuarsi anche come misura di prevenzione per realizzare la necessaria equipotenzialità, se si prevede che su di essi saranno utilizzate apparecchiature elettriche. Se la connessione all'impianto di terra va realizzata, essa si realizza con dispersori verticali disposti ogni 25 metri.
La prevenzione degli infortuni si basa quindi sull'uso di macchine d impianti realizzati a regola d'arte, su una loro adeguata manutenzione e su un loro uso corretto. Per legge le norme Cei forniscono una presunzione assoluta, anche se non esclusiva, di regola d'arte e quindi le apparecchiature e gli impianti realizzati e mantenuti secondo le indicazioni delle norme Cei sono da considerarsi sicuri. Per quanto riguarda le macchine o i componenti elettrici non è ammesso l'uso apparecchiature "anonime" per le quali non sia possibile risalire al costruttore. In particolare ogni componente elettrico deve essere fornito degli elementi che lo identificano compiutamente (targa del costruttore, contrassegni, marcature o marchi, libretti di manutenzione e uso, eccetera). Al fine di evitare rischi connessi con l'uso di apparecchiature rotte o deteriorate occorre controllare periodicamente lo stato di conservazione delle attrezzature che si usano segnalando al servizio di manutenzione la loro sostituzione o riparazione. L'uso di componenti elettrici deteriorati (cavi spellati, custodie rotte, connessioni elettriche approssimate, prese a spina spaccate, eccetera) fa aumentare considerevolmente il rischio di contatti elettrici. Particolare cura deve essere posta nell'uso proprio di apparecchiature elettriche. Un impianto o un apparecchio elettrico anche ben costruiti possono diventare pericolosi se utilizzati o conservati in maniera impropria.
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