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Rivelazione incendio in condizioni di efficienza

Rivelazione incendio in condizioni di efficienza
02.10.2007
La norma Uni 9795 "Sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d'incendio" si occupa di verifiche e manutenzione di tali impianti, affermando all'articolo 8 che la verifica comprende:
-  l'accertamento della rispondenza del sistema al progetto esecutivo;
-  il controllo che i componenti siano conformi alla relativa parte della Uni En 54;
-  il controllo che la posa in opera sia stata eseguita in conformità alla norma Uni 9795;
-  l'esecuzione di prove di funzionamento (tra le quali anche quella sulla centrale di controllo), di allarme incendio, di avaria e di segnalazione di fuori servizio;
La norma Uni 9795 indica dettagliatamente quali siano queste prove di funzionamento da effettuare sul campo, sui vari tipi di rivelatori. A verifica avvenuta deve essere rilasciata un'apposita dichiarazione.
Per quanto riguarda l'esercizio dei sistemi di rivelazione incendi, all'articolo 9.1 si dice che il mantenimento delle condizioni di efficienza dei sistemi è di competenza dell'utente che deve provvedere:
-  alla continua sorveglianza dei sistemi;
-  alla loro manutenzione, richiedendo, dove necessario, le opportune istruzioni al fornitore;
-  a fare eseguire come minimo due ispezioni di controllo all'anno;
A cura dell'utente deve essere tenuto un apposito registro (da mettere a disposizione dell'autorità competente), firmato dai responsabili e costantemente aggiornato su cui devono essere annotati:
-  i lavori svolti sui sistemi o nell'area sorvegliata (per esempio: ristrutturazione, variazioni di attività, modifiche strutturali eccetera), qualora essi possano influire sull'efficienza dei sistemi stessi;
-  le prove eseguite;
-  i guasti, le relative cause e gli eventuali provvedimenti attuati per evitarne il ripetersi;
-  gli interventi in caso di incendio precisando: cause, modalità ed estensione del sinistro, numero di rivelatori entrati in funzione, punti di segnalazione manuale utilizzati ed ogni altra informazione utile per valutare l'efficienza dei sistemi;
-  Le operazioni di controllo e manutenzione periodiche evidenziando, in particolare le eventuali variazioni riscontrate sia nel sistema sia nell'area sorvegliata, rispetto alla situazione dell'ultima verifica precedente e le eventuali carenze riscontrate;
Al successivo articolo 9.2, la nuova edizione della norma Uni 9795 (aprile 2005) riprende frasi e concetti sulle responsabilità del datore di lavoro nell'attività di manutenzione, ripresi dal dm 10/03/98. Oltre a questo viene detto, sempre in accordo con il decreto, che "ogni sistema in esercizio deve essere sottoposto ad almeno due visite di controllo e manutenzione all'anno, con intervallo fra le due non minore di 5 mesi". I risultati delle operazioni di controllo devono risultare, oltre che nell'apposito registro, anche nel certificato di ispezione.

Scarica in PDF le figure e tabelle relative all'articolo

• manutenzione ordinaria - operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Si limita a riparazioni di lieve entità, e comporta l'impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzione di parti di modesto valore espressamente previste;
• manutenzione straordinaria - intervento di manutenzione che non può essere eseguita in loco o che, pur essendo eseguita in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione;
• revisione impianto - controllo accurato e particolare del sistema, la cui periodicità e metodologia dipende dalle prescrizioni normative e legislative, relative ai singoli componenti utilizzati o dalle istruzioni del produtore delle apparecchiature impiegate.
Di verifiche degli impianti di protezione antincendio (e quindi anche degli impianti di rivelazione) si occupa il Decreto del Ministero dell'Interno 10/03/98 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro", il quale si applica però, come è evidente dal titolo, unicamente ai luoghi di lavoro. All'articolo 6.4 dell'allegato VI del suddetto decreto, si afferma che "Il datore di lavoro è responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio. Il datore di lavoro deve attuare la sorveglianza, il controllo e la manutenzione delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio in conformità a quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. Scopo dell'attività di sorveglianza, controllo e manutenzione è quello di rilevare e rimuovere qualunque causa, deficienza, danno od impedimento che possa pregiudicare il corretto funzionamento ed uso dei presidi antincendio. L'attività di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato". Anche se non vengono specificate quale competenza e quale qualifica; anche il nuovo documento normativo Uni, parla di "personale qualificato" che deve effettuare le verifiche, ma non dice nulla di più preciso.
Le fasi di controllo e manutenzione devono avere, in base al progetto Uni, la periodicità minima e la documentazione riportate nella tabella 1. Le condizioni nelle quali devono essere svolte le prove e le verifiche sono indicate invece in tabella 2, ricordando che per i sistemi ubicati in luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas devono essere seguite le indicazioni della norma Cei En 60079-17 (Cei 31-34).

Attrezzature, documentazione e metodologie
È evidente a tutti che non è possibile effettuare verifiche senza svolgere un lavoro preliminare di preparazione e di raccolta dati. Il nuovo progetto Uni individua una serie di operazioni da svolgere preliminarmente ad ogni operazione di prova (anche se non tutte sono sempre possibili):

• reperire la manualistica relativa alla centrale (con relativi software di prova, se esistenti) ed alle apparecchiature installate;
• reperire i disegni e la documentazione di progetto dell'impianto di protezione aggiornata in conformità a quanto installato;
• possedere le norme di riferimento o le procedure di prova dei produttori delle apparecchiature installate, ove esistenti;
• reperire gli strumenti di prova predisposti allo scopo dai produttori delle apparecchiature, ove esistenti;
• predisporre la strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire in accordo alle istruzioni fornite dal produttore delle apparecchiature; (è raccomandato almeno l'uso di un multimetro);
• predisporre un oscilloscopio per controllare la qualità della comunicazione, nel caso di sistemi antincendio comunicanti in modo seriale.

Il controllo iniziale

Allo scopo di facilitare e standardizzare il più possibile il lavoro di verifica, la nuova norma Uni fornisce degli esempi di prospetti da compilare durante il controllo iniziale ed il controllo periodico. In tabella 3, viene presentato un possibile prospetto da utilizzare, sempre da parte di personale qualificato, per eseguire un controllo preliminare, prima di passare alla fase esecutiva delle prove di un controllo iniziale (o di una revisione, che in pratica deve essere considerata come un nuovo controllo iniziale).
Durante le operazioni di controllo iniziale, deve essere eseguito un controllo funzionale per tutti i sistemi, di tutti i rivelatori, contatti, pulsanti e azionamenti presenti nel sistema. Inoltre, vanno verificate l'efficacia dei comandi che interagiscono con le alimentazioni, la ventilazione e i comandi di tutte le macchine e le segnalazioni che possono influenzare l'efficacia del sistema.
Iniziale su un sistema di rivelazione incendi
Prima di procedere con le prove bisogna documentarsi sulle sequenze logiche previste dai comandi del sistema.
Ma come è fatto un sistema di rivelazione e quali parti vanno controllate? Il segnale d'incendio, partito dai rivelatori o da un'azione umana, viene trasmesso ad una centrale di controllo, la quale invia l'allarme a vari dispositivi (sonori, luminosi, telefonici, spegnimento incendi, eccetera.). Schematicamente il sistema può essere pensato come in figura 1, dove i componenti essenziali sono la centrale, i rivelatori, i punti di segnalazione manuale e i dispositivi di allarme, oltre ovviamente al dispositivo di alimentazione. Come si deve operare su ognuno di questi componenti allo scopo di verificarne la funzionalità (vedi anche tabelle 4 e 5)?
La centrale di controllo è il componente del sistema che riceve i segnali dai rivelatori ad essa collegati, sorveglia il funzionamento corretto del sistema e inoltra il segnale di allarme incendio ai dispositivi di allarme: effettuare un'operazione di comando tramite chiave meccanica o elettronica, o azionando la tastiera per verificare che la centrale cambi stato. Bisogna controllare poi:

- l'efficienza dell'alimentatore e delle batterie e verificarne l'autonomia;
- l'assorbimento dell'impianto ad essa collegato; 
- l'efficienza di tutte le segnalazioni ottiche e acustiche di cui la centrale è provvista; 
- la capacità di ricezione degli allarmi provenienti dai rivelatori; 
- la capacità della centrale di attivare i mezzi di allarme.
I rivelatori sono i componenti del sistema che contengono almeno un sensore che costantemente o ad intervalli frequenti sorveglia almeno un fenomeno fisico e/o chimico associato all'incendio: occorre predisporre dispositivi di prova suggeriti dai produttori (esempio filtri di oscuramento per rivelatori di fumo lineari, dispositivi di riscaldamento per rivelatori di temperatura puntiformi, dispositivi artificiali di produzione del fumo per rivelatori di fumo puntiformi). Ciascun rivelatore deve essere mandato in allarme per verificare:
- l'accensione del led sullo zoccolo o sul rivelatore;
- la segnalazione congruente dello stato di allarme sulla centrale cioè occorre che il componente mandato in allarme corrisponda a quello previsto dal progetto; 
- l'attivazione delle segnalazioni ottico acustiche nell'impianto (le segnalazioni acustiche debbono essere udite distintamente in qualsiasi punto dell'ambiente protetto anche in condizioni di massima rumorosità ambientale;
- l'attuazione dei comandi previsti dalla logica; 
- la segnalazione congruente sul sistema grafico (se presente); 
- la segnalazione sul ripetitore (se presente);
- la registrazione dell'evento (se presente).

Oltre ai rivelatori, vanno testate anche le linee che portano i segnali alla centrale. Nel caso di rivelatori su una linea ad anello (loop) è sufficiente rimuovere alcuni rivelatori a campione e verificare la segnalazione congruente dello stato di allarme sulla centrale e l'attuazione dei comandi previsti dalla logica. Nel caso d'impianti convenzionali, invece si producono tre anomalie nell'impianto (rimozione di alcuni rivelatori a campione sulla linea tra i quali l'ultimo, creazione di un cortocircuito di linea e interruzione della linea) e si verifica la segnalazione congruente dello stato di anomalia di zona sulla centrale e l'efficacia delle eventuali segnalazioni associate. Nel caso infine di linea di comando monitorata, interrompendo il collegamento della linea con il dispositivo controllato, si deve avere la segnalazione congruente dello stato di anomalia sulla centrale e la verifica di efficacia delle eventuali segnalazioni associate.
I punti di segnalazione manuale o pulsanti di allarme sono i componenti utilizzati per l'inoltro manuale dell'allarme: occorre predisporre strumenti specifici per l'attivazione dei pulsanti, per esempio speciali utensili e chiavi in grado di simulare la rottura del vetro ed un numero sufficientemente adeguato di vetrini frangibili nel caso le prove ne prevedano la rottura.
I dispositivi di allarme sono i componenti utilizzati per fornire un allarme incendio, per esempio sirene, segnali luminosi, campane, pannelli ottico-acustici; in questo caso può essere utile ricorrere all'impiego di un fonometro;

Il dispositivo di alimentazione è il componente che fornisce la potenza di alimentazione per la centrale di controllo e segnalazione e per i componenti da essa alimentati: bisogna effettuare la simulazione della mancanza dell' alimentazione primaria togliendo alimentazione di rete e verificare l'efficacia del sistema di commutazione. In specifico si deve verificare che:
- la centrale e l'impianto continuino ad operare in modo regolare almeno per un tempo utile a dimostrare la reale efficienza dell'impianto e la sua capacità di operare in assenza di alimentazione primaria; 
- la mancanza dell'alimentazione primaria sia segnalata sulla centrale.

Come realizzare i controlli

Controllo della messa a terra
Per controllare che la centrale e l'eventuale barra di terra siano collegati all'impianto elettrico di terra è opportuno effettuare, oltre che un controllo visivo, anche una misura di continuità elettrica tra i vari punti di terra.
Verifica della corretta alimentazione ai dispositivi periferici
Per verificare il corretto dimensionamento della sezione dei cavi e del sistema di alimentazione, controllare che la tensione minima di alimentazione misurata sui dispositivi periferici sottoposti ad attivazione con la sola alimentazione secondaria (batteria, ups, eccetera) sia tale da non pregiudicare il funzionamento dell'impianto.
Metodo di collegamento della schermatura del cavo
Controllare che gli schermi siano accuratamente collegati in modo da assicurare la continuità del collegamento elettrico su tutta la lunghezza del cavo. Si raccomanda che ciascuno schermo sia collegato a terra solo in prossimità della barra di terra della centrale, senza altri punti a terra lungo il percorso dei cavi e nelle cassette di giunzione.
Metodo di verifica del rumore elettrico
Va verificato che i collegamenti elettrici con i dispositivi posti in campo, le comunicazioni e le alimentazioni, siano esenti dalla presenza di rumore elettrico in misura superiore al 5% del valore di picco. Se si è in dubbio, si raccomanda di utilizzare l'oscilloscopio per misurare la presenza del rumore, effettuando la misura in presenza dei carichi elettrici più gravosi ed osservando l'effetto sulla scala dell'oscilloscopio.
Registrazione dei controlli
Deve essere tenuto un registro della manutenzione e dei controlli, all'interno del quale va conservata almeno una copia di tutte le liste di controllo compilate durante le verifiche. Tali liste vanno firmate dal/i tecnico/i che hanno effettuato le prove e da un delegato del datore di lavoro.

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