Scelta del tipo di protezione per cancelli e porte motorizzate
fonte: 'Elettricoplus'
12.05.2008
L'articolo che segue è una rielaborazione tratta dal libro "Cancelli, porte e finestre motorizzate" di G. Ceresini e G. Saveri, pubblicato dall'Editoriale Delfino, a cui si rimanda per eventuali approfondimenti.
Il primo agosto 2002 sono state pubblicate da parte dell'Uni le versioni in lingua italiana delle norme europee En 12453 ed En 12445 (datate novembre 2000), le quali hanno quindi, da quella data, ufficialmente preso il posto della vecchia norma italiana Uni 8612 che era in vigore dal giugno 1989. Le due norme trattano di "Porte e cancelli industriali, commerciali e da autorimessa - Sicurezza in uso di porte motorizzate"; in particolare la Uni EN 12453 si occupa dei requisiti relativi alla sicurezza d'uso dei cancelli, mentre la Uni EN 12445 si occupa dei metodi di prova da applicare ai cancelli per dimostrarne la conformità ai requisiti richiesti dalla Uni En 12453. Questa ultima En 12453 può essere considerata come la vera e propria norma base per gli aspetti di sicurezza delle chiusure motorizzate, fissando requisiti di installazione che tengono conto di quanto richiesto dalle direttive europee, in particolare dalla direttiva macchine. Le nuove norme definiscono quindi le caratteristiche tecniche ed operative che deve possedere il sistema automatizzato per prevenire eventuali rischi legati al suo utilizzo. Sicurezza e affidabilità sono requisiti indispensabili per qualsiasi tipo di porta e cancello motorizzato. Il rispetto di tali prerogative riguarda i costruttori e gli installatori, responsabili della sicurezza in tutti i suoi aspetti, ma anche l'utilizzatore finale che deve poter utilizzare agevolmente e senza alcun rischio la macchina. Poiché il livello di rischio associato ad un'azione o ad un comportamento è dato dal prodotto del pericolo (la sua probabilità) per l'entità del danno provocato, non è sufficiente analizzare solamente le situazioni di pericolo, ma occorre anche valutare la gravità delle conseguenze. Ad esempio un cancello accessibile ed utilizzabile frequentemente da un numero elevato di persone, magari anche bambini e anziani, va considerato diversamente rispetto ad un cancello utilizzabile solo da un gruppo di persone autorizzate. Analizzato il rischio, occorre mettere in atto tutta una serie di misure che vadano nella direzione di ridurre al massimo il livello di rischio o, se volete, di aumentare il livello di sicurezza. Questo può essere fatto o limitando le situazioni di pericolo o riducendo il danno provocato. La norma Uni En 12453 prescrive le misure di sicurezza da adottare per ridurre al massimo il livello di rischio. Ad esempio, il livello minimo di protezione da adottare per il bordo principale di chiusura di una porta motorizzata è riassunto in tabella 1. Come si vede dalla tabella 1, le persone sono suddivise in tre gruppi, in relazione al tipo di uso che viene fatto della chiusura automatizzata (tabella 2). Un'altra cosa da chiarire per comprendere la tabella 1, è il significato del tipo di protezione che deve essere adottato nelle diverse situazioni (tabella 3).
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Un'altra cosa da chiarire per comprendere la tabella 1, è il significato del tipo di protezione che deve essere adottato nelle diverse situazioni (tabella 3). Per "zona pericolosa" la direttiva macchine intende una qualsiasi zona all'interno e/o in prossimità di una macchina in cui la presenza di una persona esposta costituisca un rischio per la sicurezza e la salute di detta persona. In particolare, la zona di pericolo di un cancello è definita come il volume che contiene l'anta in una qualsiasi delle posizioni durante il proprio movimento aumentata di una distanza di sicurezza "d" in ogni direzione e fino ad un'altezza di 2,5 m. La distanza di sicurezza "d" dipende dalla velocità di chiusura dell'anta; non deve mai essere inferiore a 20 cm ma se la velocità di chiusura dell'anta è maggiore o uguale a 0,5 m/s, questa distanza di sicurezza deve essere almeno di 90 cm. Analizziamo, quindi, quello che è il classico caso di un cancello automatico di un'abitazione privata che dà sulla pubblica via ed è attivato tramite un telecomando ad onde radio. Guardando la tabella 1 ci accorgiamo che la sola fotocellula/e (D) non è più sufficiente a garantire il livello di protezione richiesto dalla norma, ma diventa un dispositivo accessorio da utilizzare unitamente ad un dispositivo di limitazione della forza di impatto (C). In totale quindi C + D. L'alternativa è quella di utilizzare un dispositivo di tipo E che estenda il rilevamento della presenza a tutta l'area considerata pericolosa. Se il cancello fosse invece all'interno di un'area privata, le possibilità sono, o limitare la forza di impatto o rilevare la persona all'interno dell'area, escludendo di fatto la soluzione con la fotocellula. Si può concludere quindi che la protezione con sola fotocellula non è più ammessa in nessuna situazione. Infatti, la norma Uni En 12453 riconosce alla/alle classiche fotocellule una funzione di sicurezza solamente accessoria e non più principale come era previsto dalla vecchia norma Uni 8612. Nel caso, comunque, si optasse per una sola fotocellula (in abbinamento al dispositivo di limitazione delle forze) in base all'analisi dei rischi effettuata, è solitamente preferibile installarla sul lato esterno, se questo dà su un'area pubblica. Solo i rilevatori di presenza, dispositivi di tipo E quali ad esempio le barriere fotoelettriche, possono essere utilizzati come veri e propri dispositivi di sicurezza: questi devono coprire tutta l'area pericolosa (che per la norma Uni En 12453 si estende in altezza fino a 2,5 m al contrario della vecchia norma Uni 8612 che si fermava a 2 m) e non devono permettere che l'anta urti una persona durante il suo movimento. E' necessario adottare come misura di sicurezza i rilevatori di presenza (tipo E), quando le ante del cancello sono in grado di sviluppare forze superiori ai limiti e quindi non è possibile adottare il sistema di protezione basato sulla limitazione delle forze. Il lampeggiante, che la vecchia norma Uni 8612 prevedeva come obbligatorio, ora non è più considerato determinante ai fini della sicurezza delle persone, ma viene solo consigliato come dispositivo in grado di ridurre i rischi di impatto veicolo-cancello e di salvaguardare quindi il cancello stesso.
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Per quanto riguarda la parte elettrica del cancello, la norma Uni En 12453 separa la parte dell'automazione (motore, azionamento), dalla parte esterna (fotocellule, pedane, barriere immateriali, bordi sensibili, postazioni di comando a pulsante a uomo presente, cablaggi, lampeggiante, etc.). Tutti i dispositivi esterni devono rispondere alla norma Cei En 60204-1 (Cei 44-5) relativa alla sicurezza degli equipaggiamenti elettrici delle macchine. La parte di automazione, invece deve rispondere alla norma Cei En 60335-1 sulla sicurezza degli apparecchi elettrici d'uso domestico e similari, integrata dalle richieste della Uni En 12453. La normativa Uni EN 12453 si occupa dei requisiti relativi alla sicurezza d'uso dei cancelli Uni EN 12445 si occupa dei metodi di prova da applicare ai cancelli per dimostrarne la conformità ai requisiti richiesti dalla Uni En 12453 Uni En 12453 prescrive le misure di sicurezza da adottare per ridurre al massimo il livello di rischio
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