DEBOLEZZA DELLA NORMA CEI 81-10/2
30.11.2010 00.35Mi rivolgo ai progettisti e agli studi di progettazione delle imprese installatrici di un certo peso.
Nel mio intervento del 02 novembre 2009 in questa stessa rubrica rimandavo ad un articolo comparso sulla rivista Il Giornale dell'Installatore ( n. 14/2009 ) la dimostrazione che la norma tecnica CEI 81-10 non ha praticamente sul piano quantitativo alcun senso.
Mi spiego meglio. La norma suggerisce tale procedura: calcola il rischio per una struttura e confrontalo con il rischio per essa accettabile ( 1/10000 ). Se esso risulta maggiore, prevedi uno o più apprestamenti di difesa, che lo riduca al di sotto del limite accettabile.
La mia obiezione è la seguente: quale significato tecnico ( quantitativo ) si può attribuire al calcolo del rischio che la norma suggerisce di eseguire, se questo si esprime attraverso il prodotto di un numero elevatissimo di fattori, ciascuno affetto da un errore di sovradimensionamento, che porta ad un risultato finale globale sovradimensionato in misura incredibile.
Secondo le mie valutazioni ( vedasi l'articolo ) ne risulta con alta probabilità un valore di rischio calcolato sovradimensionato di almeno 227 volte rispetto al valore che effettivamente ad esso dovrebbe essere attribuito. Nel caso poi si combinasse sfavorevolmente l'utilizzo coincidente dei massimi coefficienti di sovradimensionamento, pure possibili, il rischio calcolato supererebbe di almeno 242250 volte il valore che effettivamente ad esso dovrebbe essere attribuito.
Ricordo a tutti che si tratta in genere sempre di coefficienti di sovradimensionamento, in quanto la norma, come tutte le norme tecniche, tende sempre a muoversi a favore della sicurezza in ogni singola fase dello studio. Non c'è quindi mai compensazione: sussite un sovradimensionamento più probabile e uno esagerato molto meno probabile. Il sovradimensionamento pari a 227 è secondo la mia valutazione solo il più probabile.
La tabellina che rende conto di quanto sopra detto, tratta dal mio articolo, è riportata più sotto in allegato.
Ho letto per caso oggi, che scrivo, una tabella che ancora una volta sembra darmi ragione. In tabella 2 della rivista "L'Energia Elettrica" settembre-ottobre 1994 a pag. 53 a proposito di linee di MT si riportano da un lato la densità di fulmini a terra Nt per 6 situazioni diverse, così come prevista dalla norma tecnica convenzionalmente: 4; 2,5; 4; 4; 2,5; 2,5 . Un più accurato studio/rilievo effettuato dell'Enel ha dato come risultato per quelle stesse situazioni i seguenti valori: 1,3;1,1;1,4;0,9;0,8;0,9. Il rapporto medio tra i valori proposti dalla norma CEI 81-10/2 e quelli effettivi risulta in questo caso pari a 3. Come si può notare nel mio articolo ho utilizzato un coefficiente di sovradimensionamento pari a 1,5, ben più prudente. Non ho certo esagerato! Il rapporto 227 diventerebbe 454!
Fareste voi un investimento, se aveste solo il sentore che la valutazione quantitativa, che vi si propone, è molto probabilmente sbagliata a Vs. sfavore di circa 200 volte ? ma che potrebbe risultare ancora ben più errata?
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