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NIENTE INCHIESTA PUBBLICA PER LA NORMA CEI EN 61439 ( CEI 17-13 ) ?

Giancarlo Tedeschi
Giancarlo Tedeschi
121 domande 116 risposte 0 migliori risposte 2 commenti

30.09.2009 21.02Si è tenuto recentemente un importante incontro tecnico di aggiornamento. Abbiamo ascoltato con particolare interesse una relazione sui contenuti della nuova norma (di prossima pubblicazione ) EN 61439 ( CEI 17-13 ), che tratta dei quadri elettrici di bassa tensione.
A nostra precisa domanda il relatore ha cortesemente confermato che la pubblicazione ufficiale della nuova norma EN 61439 non sarà preceduta dalla pubblicazione del testo sul sito del CEI in inchiesta pubblica, come avviene di regola per le norme e per le guide non armonizzate, cioè per la tipologia di documenti destinata con il tempo a sparire.
Cade, a nostro parere, pertanto per tutti i documenti normativi, il cui recepimento avviene da un contesto europeo (CENELEC) o mondiale (IEC), almeno per noi utilizzatori della norma la possibilità, già di per sè molto compromessa, di intervenire con osservazioni, se appropriate, sulla stesura del testo definitivo.
Pur rendendoci conto delle oggettive difficoltà che si possono incontrare a gestire la prassi in maniera diversa, non possiamo non concludere che più le norme assumono valenza internazionale, nell’indifferenza generale più si perdono i requisiti di trasparenza e di consenso, sui quali si fonda l’autorità e l’autorevolezza del CEI.
A nessuno sfugge il pericolo che i documenti normativi nella loro sostanza più nascosta rispondano in futuro sempre più agli interessi delle società multinazionali che a quelli veri degli utenti.
Ritengo per concludere che sia il caso di intervenire tempestivamente, chiedendo che le procedure in vigore presso il CEI siano modificate per garantire il rispetto delle regole.

2 RISPOSTE

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16.10.2009 06.04HA RAGIONE. BISOGNEREBBE CHE IL CEI TORNASSE AI SUOI VALORI ORIGINALI, E NON A QUELLI DI UNA TIPOGRAFIA

roberto.sasi

01.10.2009 17.21Non abbiamo ancora ben compresa la portata delle novità introdotte con il nuovo testo della norma CEI EN 61439 ( CEI 17-13 ). D’altronde siamo sempre stati convinti che considerare i quadri elettrici componenti elettrici, cioè alla stregua ad esempio di un interruttore automatico, costituisca una grossa forzatura. Da tale forzatura ne è nata una norma certamente problematica, di cui ci dobbiamo accontentare, nonchè sforzare di vederne i lati positivi.
Non possiamo però tacere che per taluni aspetti prettamente tecnici, che sembrano indirettamente intaccare le tasche dei costruttori di apparecchi e di quadri, non si vedono progressi, ancorchè la sicurezza degli utenti ne possa risultare alla fine minacciata.
Invitiamo i progettisti a considerare il cosfi di corto circuito dei trasformatori anche di non proprio elevata potenza. Si troverà che esso vale spesso molto meno di 0,2. Tale valore risulta invece il valore minimo considerato dalla norma tecnica per la prova degli interruttori automatici e dei quadri elettrici. Da molti anni ormai la norma sugli interruttori e sui quadri avrebbe dovuto recepire questa importante osservazione, per dare tranquillità ai progettisti e agli installatori che si occupano di impianti di una certa importanza. Tutti sappiamo come il cosfi incida sul valore di picco della corrente di corto circuito e come il cosfi della corrente da interrompere incida sulla facilità o meno di farlo da parte della macchina. Pur avendo da decenni ormai segnalato la pericolosità per i grossi e i medi impianti di una tale situazione anche in alto loco, mi lascia senza parole il fatto che non si sia fatto niente fino ad oggi.
Se abbiamo ragione, c’è da chiedersi anche, insieme ai dubbi che riguardano tanti altri dettagli, qual’è il senso vero delle norme tecniche sui quadri elettrici.
Quale evoluzione ? Che ne pensate?

Giancarlo Tedeschi

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