Norma CEI 64-8 - Proposta di variante V4
06.02.2012 16.00Norma CEI 64-8 - Proposta di variante
Perché dai cataloghi tecnici degli interruttori automatici con l’indicazione della categoria di prestazione e della tensione di riferimento del potere di interruzione simmetrico nominale non viene più indicato da molti anni ormai anche il valore del cosfi al di sopra del quale lo stesso potere di interruzione risulta applicabile ?
Molti anni fa, come ho già documentato ( vedi catalogo Sace Novomax CAT 3-7 5-1985 ), questa importante indicazione veniva data dal costruttore ad evitare un uso improprio e soprattutto pericoloso degli interruttori automatici.
Non si capisce come a fronte:
-di una conferma dell’esistenza del problema giàb ad alto livello e già da molti anni ormai ( rivista AEIT ),
-di una conferma in più occasioni sempre ad alto livello che nel merito il progettista è il responsabile di eventuali scelte errate e pericolose ( rivista AEIT ),
-dell’esistenza di molte situazioni, sempre più frequenti ( ad es. fotovoltaico ), e relativamente anche con non elevate potenze di impianto ( 800 kVA, perdite ridotte ), in cui il problema si pone,
-della facilità, con cui si potrebbe risolvere il problema (informazione diffusa da parte delle categorie interessate; inserimento di un segnale di attenzione specifico nella norma CEI 64-8; reintroduzione nei cataloghi dell’indicazione dei cosfi di riferimento, …. ),
nulla si sia fatto fino ad oggi dalle autorità preposte e associazioni coinvolte per ridurre il rischio di danno alle persone e alle cose associato a tale sorprendente negligenza.
Quali sono le forze misteriose che si oppongono ad una facile e immediata possibile riduzione di un rischio così palese ? Come si spiega che tutte le categorie coinvolte tacitamente accettano e non denunciano con forza una tale situazione? Cosa c’è che non va nel meccanismo di formazione delle nostre norme tecniche?
Ecco le mie domande. Attendo risposte.
E’ vero che se le norme di prodotto relative agli interruttori automatici sono elaborate solo o quasi dai costruttori, che non hanno certo interesse ad ammodernare le loro sale prove, è vero anche che nel Comitato Elettrotecnico Italiano i professionisti e le associazioni di categoria coinvolte (purtroppo forse in numero troppo esiguo) potrebbero agire nell’ambito del comitato della norma impianti ( CEI 64-8 ) e costringere i costruttori ad adeguare, in tempi si spera brevi, le prestazioni degli interruttori alle attuali esigenze e ad eliminare così molte situazioni pericolose di impianti non solo non realizzati a regola d’arte, ma potenzialmente molto pericolosi.