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RIMBORSO PER ACQUISTO DI NORMA CON ERRORI GRAVI?

Giancarlo Tedeschi
Giancarlo Tedeschi
120 domande 116 risposte 0 migliori risposte 2 commenti

11.04.2008 19.18Se una norma tecnica che gode di presunzione di legge contiene gravi e importanti errori, deve essere ritirata dal mercato, come si fa per i prodotti in commercio difettosi?
In ogni caso l'utente che l'ha acquistata ha diritto al rimborso?
Se l'errore contenuto nel documento comporta una valutazione che va a sfavore della sicurezza, come fanno i normatori ad avvisare tempestivamente tutti coloro, che l'hanno in precedenza acquistata? I normatori dovrebbero forse far fronte all'emergenza dando notizia dell'errore sulle pagine dei giornali e delle riviste che si occupano di progettazione ed installazione?

5 RISPOSTE

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16.10.2008 21.53Sembra che uscirà presto la nuova edizione della norma CEI 64-12 che tratta l'importante tema degli impianti di terra nel residenziale e nel terziario. Ma da quanto ho potuto vedere il testo è identico a quello dell'edizione precedente ( quindici anni fa ? ). In circa 15 anni non si è modificata una virgola, se non solo i riferimenti di legge e di alcune norme tecniche ( una pagina in tutto ? ). E' scandaloso che il CEI proponga oggi un documento identico a quello precedente extra datato, addirittura con gli stessi errori, ad un costo che tutti prevediamo già come molto elevato. Non solo per il puro costo del documento, ma anche per il tempo che tutti dovranno perdere per cercarvi le modifiche e gli approfondimenti che giustamente ci si può aspettare, ma che non ci sono.

Giancarlo Tedeschi

30.09.2008 21.37La nuova guida 64-12 sugli impianti di terra nel residenziale, oggi in inchiesta pubblica, afferma che nei sistemi TT l'uso del differenziale è obbligatorio. Anche se nel 99% dei casi l'affermazione può essere vera, la norma considera anche altre possibilità. A nostro avviso costituisce un errore grave omettere questa possibilità in un documento semiufficiale.
Secondo la guida nei casi in cui un tecnico non adottasse il differenziale ( e i casi ci sono !), il tecnico stesso sarebbe senza appello da condannare, per chi si fidasse dell'autorevolezza del documento.
Ciò non sembra accettabile.

Giancarlo Tedeschi

01.07.2008 19.46E' uscita nel numero di maggio della rivista AEIT con molta, molta fatica la mia denuncia di un grave errore A SFAVORE DELLA SICUREZZA presente nella norma CEI 81-10/2.
Il CEI anche se non in maniera esplicita ammette l'errore.
La nuova variante della norma CEI 81-10 fino a ieri in inchiesta pubblica elimina alla radice l'errore e impone tout court sempre la massima protezione della struttura, che fino a ieri, a causa dell'errore presente nel testo ufficiale della norma poteva risultare anche autoprotetta.
La norma pone rimedio ad un errore con una semplice noticina, che uscirà con la variante, se approvata.

Se sta veramente a cuore la sicurezza delle persone perchè non si avverte chiaramente l'utente della norma che nel documento in vigore è presente un grave errore a sfavore della sicurezza.
Non mi pare serio correggere un errore con una noticina.
Un farmaco che può far male dovrebbe essere subito ritirato. Cosa c'è che non va nel settore normativo tecnico ?
Come può accadere che in una norma carattere internazionale abbia trovato spazio un errore di questo tipo: per calcolare il numero di pere in un locale, non si può moltiplicare il numero delle pere che stanno in ogni cassetta presente nel locale per il numero delle cassette di mele presenti nello stesso locale.
Esiste un controllo serio dei documenti normativi ????

Giancarlo Tedeschi

13.05.2008 22.47Mi rincuora leggere che anche il collega Ceresini Saveri ritiene che i prodotti difettosi debbano essere ritirati dal mercato. Ciò tanto più quanto più è autorevole chi propone l'errore ( ad esempio il CEI ).
Non è difficile scoprire errori nelle norme tecniche e nelle guide e più ancora in esse confusione/imprecisioni/dubbi. Credo di aver scritto fino ad oggi non meno di 200 articoli in proposito.
A mio avviso si può dire con la massima attualità che la formula che consente di calcolare il danno D1 ad esseri viventi nel caso di un magazzino, ad alto rischio di incendio, automatizzato, senza la pratica presenza di lavoratori al suo interno, in presenza di pericolo di contaminazione dell'ambiente circostante o di danni agli edifici vicini, è errata, come ho avuto modo di segnalare all'Associazione Elettronica ed Elettrotecnica Italiana. In proposito dovrebbe uscire a mia firma un articolo/lettera in proposito sul numero prossimo di maggio della autorevole rivista AEIT della stessa Associazione. Lo stesso CEI potrebbe in un prossimo futuro emettere una nota di correzione, visto che l'errore individuato gioca a sfavore della sicurezza delle persone..

In un prossimo futuro tenterò, se mi sarà consentito, di dimostrare come lo stesso impianto generale che sostiene norma sulla protezione delle strutture contro i fulmini ( CEI 81-10 ) non disponga di un serio/accettabile fondamento. Si tratta di un approfondimento di enorme portata.
Anche su questo aspetto ho inoltrato una lettera al Presidente Generale del CEI e al Presidente dell'AEIT. Confido che che le mie semplici osservazioni trovino ancora spazio sulla rivista AEIT e dventino oggetto di approfondimento presso i comitati competenti del CEI.
Non si capisce come mai non sia presente nel nostro paese un dibattito pubblico aperto su questi e altri simili argomenti che coinvolgono la sicurezza delle persone e risorse economiche ingentissime forse sprecate.

Ringraziando Filo Elettrico che costituisce una palestra non condizionata di confronto delle idee potremo sviluppare in futuro le considerazioni che stanno sotto alle mie, sconcertanti per qualcuno, affermazioni.

Giancarlo Tedeschi

13.05.2008 18.53Non ho una risposta a questa domanda peraltro sacrosanta.
Vorrei sapere se qualcuno è a conoscenza di un caso del genere verificatosi in passato

Ceresini Saveri
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