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TARGA SUI QUADRI ELETTRICI

Giancarlo Tedeschi
Giancarlo Tedeschi
120 domande 116 risposte 0 migliori risposte 2 commenti

16.11.2007 19.00Quanto è obbligatorio per legge che un installatore apponga la targa sul quadro elettrico che ha fornito ed installato?

16 RISPOSTE

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28.03.2008 20.26penso e ritengo che la logica e la reale capacità di lavorare si scontri spesso con le norme. disgraziatamente però ci sono e "per non saper né leggere né scrivere" é sempre meglio mettersi con le spalle al muro e fare quello che chiedono.
molto spesso vedo quadri con tutte le carte " solo quelle" in regola e quadri degni del miglior installatore senza.
ma un domani al presentarsi di un eventuale problema il bravo installatore come può fare a difendersi?
quindi fate tutto in regola e cercate di essere sempre dalla parte della ragione

a.pierotti

20.03.2008 18.44Penso di aver espresso abbastanza chiaramente il mio pensiero circa la possibilità di far rientrare un quadro elettrico semplicemente come una parte dello stesso impianto elettrico che l'installatore va costruendo.
Mi pare che ciò sia legittimo in moltissime situazioni.
Devo però anche segnalare agli installatori di tener presenti situazioni un po' speciali come quella enfatizzata

dall'avvocato A. Oddo nel numero 3 ( marzo 2008 ) del Giornale dell'Installatore Elettrico,

che riguarda il recepimento di una direttiva europea circa la compatibilità elettromagnetica accolta nella nostra legislazione all'insegna della confusione e con sanzioni economiche pari solo alla confusione creata.

Giancarlo Tedeschi

27.02.2008 18.22Mi pare che l'intervento del Sig. francesco_072 sia molto equilibrato e credo che siamo sostanzialmente d'accordo.
E' comparso nel passato un articolo a firma mia e dell'amico P.I. Franco Miozzo, comparso sulla rivista CE, che sollevò proprio questo problema, che non è banale. Ci fu in quell'occasione una risposta dell'ing. Masetti del CEI.
Se vogliamo andare alla sostanza credo che il Sig. francesco converrà con me che non è la targa che fa la qualità del quadro elettrico. La targa nella sua forma più sintetica ammessa dalla norma tecnica mira solo a responsabilizzare qualcuno. Nel caso prospettato che l'installatore stesso costruisca il quadro, può responsabilizzarsi attraverso la dichiarazione di conformità.
A me danno noia le equazioni semplicistiche che ho tentato di mettere in evidenza nella domanda : QUADRO DISTRUTTO. INSTALLATORE SEMPRE RESPONSABILE? . A mio avviso il caso che ha suscitato la mia reazione, per il quale l'installatore era stato condannato perchè un quadro importante era uscito quasi distrutto dal fatto accidentale che qualcuno aveva dimenticato la chiave inglese sulle sue sbarre, doveva portare a ben altre conclusioni e approfondimenti, che non sembrano essere stati neanche toccati. Si tratta proprio di quel modo di giudicare cui il sig. francesco_072 fa riferimento, più convenzionale che di sostanza, ma prorio perchè più convenzionale più facile da affrontare da parte di tutti.

Giancarlo Tedeschi

26.02.2008 19.44Certo Ing. Tedeschi, sono d'accordo: niente di quello che è scritto nelle Norme è obbligatorio. La Legge chiede che gli impianti vengano realizzati a regola d'arte. E' chiaro che se si parte da questo principio di base, nemmeno la targa sul quadro non è più obbligatoria.
C'e' però da ricordare che, in caso di contestazioni, si dovranno produrre non poche motivazioni per giustificare il fatto di non aver seguito le Norme e non è detto che un giudice le capisca. Sono convinto che ci sono progettisti che sanno realizzare impianti molto più sicuri di quelli che progetterebbero seguendo alla lettera le Norme ma spesso non vengono capiti e oltre a dover pagare di tasca propria, creano problemi all'installatore e al cliente finale.
A questo punto mi correggo e dico che le Norme CEI richiedono sempre la targa del quadro.
Non sono d'accordo, invece, sul fatto di paragonare il quadro elettrico all'impianto. Il quadro merita ben più attenzioni nel dimensionamento, prova ne è il fatto che la maggior parte degli incendi di origine elettrica, parte dal quadro.

francesco_072

26.02.2008 18.57Ricordo a tutti e in particolare a Francesco che nessuno di solito per fortuna chiede la "cerificazione" dei quadri elettrici. Tutt'al più si chiede al costruttore una "dichiarazione", che è altra cosa.
Non capisco perchè si insista a dire che è obbligatoria la targa sui quadri.
A ben guardare più spesso un quadro elettrico ha più le caratteristiche di un impianto che di un prodotto finito, che di serie esce da una fabbrica. C'è molto di convenzionale e di vantaggioso per le grosse società elettrocommerciali nel voler insistere a far passare un quadro elettrico per un componente, che deve rispondere alla direttiva bt.
Perchè non posso pensare a un quadro come ad una parte di impianto, che deve soddisfare solo alla regola d'arte vigente in merito a tutti i problemi tecnici che nel progettarlo/costruirlo si possono incontrare, e assumermene la responsabilità con la dichiarazione di responsabilità che la legge 46/90 prevede. Non citerò nella dichiarazione di conformità le norme CEI 17/13. Non metterò la targa che chiede la norma CEI 17/13. E' chiaro comunque che dovrò consegnare al cliente gli schemi e tutto quanto si ritiene necessario per un suo uso sicuro. Se qualcuno contesterà qualche aspetto dovrò inoltre saper dare una risposta tecnica esaustiva, niente di più.

Giancarlo Tedeschi

25.02.2008 19.33Si sta facendo un po di confusione fra la targa e la certificazione del quadro.
La targa è sempre obbligatoria, dove c'e' un quadro elettrico ci dev'essere la targa.
Se poi, il costruttore del quadro elettrico è lo stesso costruttore dell'impianto, basta la dichiarazione di conformità per tutto, altrimenti, se installatore e costruttore del quadro sono due società diverse, quest'ultimo deve rilasciare la certificazione del quadro elettrico che verrà ripresa dall'installatore negli allegati obbligatori alla dichiarazione e, più precisamente, nell'elenco dei materiali utilizzati.

francesco_072

25.01.2008 01.26La norma generale sui quadri EN60439-1, più nota come norma CEI 17-13/1, all'art. 51 afferma: "Ogni apparecchiatura deve essere fornita di una o più targhe, scritte in maniera indelebile e poste in modo da essere visibili e leggibili quando l'apparecchiatura è installata".
Quindi il quadro "deve" avere una targa.
I dati minimi riportati dalla targa danno informazioni relativi:-
al tipo di quadro;
al costruttore del quadro;
alla corrente nominale;
alla frequenza;
alla tensione d'impiego;
alla natura della corrente;
grado di protezione;
numero d'identificazione.

Omega.

omega

25.01.2008 01.26La norma generale sui quadri EN60439-1, più nota come norma CEI 17-13/1, all'art. 51 afferma: "Ogni apparecchiatura deve essere fornita di una o più targhe, scritte in maniera indelebile e poste in modo da essere visibili e leggibili quando l'apparecchiatura è installata".
Quindi il quadro "deve" avere una targa.
I dati minimi riportati dalla targa danno informazioni relativi:-
al tipo di quadro;
al costruttore del quadro;
alla corrente nominale;
alla frequenza;
alla tensione d'impiego;
alla natura della corrente;
grado di protezione;
numero d'identificazione.

Omega.

omega

25.01.2008 01.26La norma generale sui quadri EN60439-1, più nota come norma CEI 17-13/1, all'art. 51 afferma: "Ogni apparecchiatura deve essere fornita di una o più targhe, scritte in maniera indelebile e poste in modo da essere visibili e leggibili quando l'apparecchiatura è installata".
Quindi il quadro "deve" avere una targa.
I dati minimi riportati dalla targa danno informazioni relativi:-
al tipo di quadro;
al costruttore del quadro;
alla corrente nominale;
alla frequenza;
alla tensione d'impiego;
alla natura della corrente;
grado di protezione;
numero d'identificazione.

Omega.

omega

22.01.2008 21.32la targa è sempre obbligatoria e non solo ma deve essere redatta anche la certificazione attestante la rispondenza alle varie caratteristiche e prove in corrispondenza delle varie norme a cui il quadro deve rispondere in base a:
tensione nominale/ corrente nominale e personale che dovrà manovrare gli interruttori.
inoltre deve essere apposto anche il marchio CE a cura del cablatore o di chi si assume la responsabilità

a.pierotti

15.01.2008 20.20Salve e buon Anno a tutti,
credo che la targhetta allegata nella gran parte dei Q.E. in commercio sia comunque da apporre vista anche la L.23.51,
ne avremmo anche un ritorno.. commerciale visto che andrebbe.. Compilata con idati vari tecnici e Nome di chi à installato.
Nel mio caso noi apponiamo anche una targa adesiva, coi ns. dati.

BSSOLU

11.01.2008 19.08Considerare i quadri elettrici specialmente quelli di BT dei componenti è stato un passo del tutto convenzionale voluto dai normatori su pressione legittima dei costruttori di apparecchi che in tal modo hanno potuto entrare con più efficacia in questo segmento del mercato degli impianti elettrici. La cosa ha comportato aspetti positivi e negativi.
Comunque a mio parere nessuno mi potrebbe contestare, a meno che contrattualmente non sia stato convenuto qualcosa di diverso, se affermo che il quadro da me realizzato lo considero una parte dell'impianto elettrico, ne' più ne meno come si faceva tanti anni fa, come si faceva prima che fosse proposta la possibilità di dichiararlo convenzionalmente un componente e prima che gli venisse costruita una norma "ad hoc" intorno. Si facevano come parte di impianto e basta!
Praticamente l'installatore prende quanto trova sul mercato, lo assiema badando bene a rispettare le regole tecniche che il buon senso, l'esperienza, la competenza e gli stessi contenuti delle norme applicabili gli suggeriscono. Quanto realizzato lo considera una parte dell'impianto e non un componente e si assume la responsabilità di averlo realizzato a regola d'arte inserendolo come tale nella dichiarazione di conformità. Tutto alla luce del sole. Non serve la targa e non dovranno essere citate le norme sui quadri nella dichiarazione di conformità. Meglio ancora la cosa potrebbe essere ben precisata nella stessa dichiarazione di conformità.
Su questo aspetto non mi dilungo.
Se invece contrattualmente il cliente vuole che i quadri siano trattati come componenti e quindi abbiano una distinta autonomia e marcatura allora l'installatore si deve adeguare.
Ci sono i pro e i contro. Io penso che un po' di elasticità e un numero maggiore di opportunità di comportamento possano giovare all'installatore e al chliente. Meno ( apparentemente ! ) al progettista, che in quanto al componente può apporre una sua targa, ma in quanto all'impianto non potrà mai firmare la dichiarazione di conformità,
Pensate alla garanzia di legge, alle difficoltà di mettere mano ai quadri-componenti ogni volta che si deve aggiungere qualche interruttore o apportare una qualche modifica. Si dovrebbe cambiare sempre tutto, perchè l'ultimo che interviene non vuole assumersi la responsabilità di cise fatte dagli altri. Si dovrebbe ogni volta rifare il "file tecnico" del componente, ad esempio per la verifica termica. Si dovrebbe aggiungere una targhetta a quella esistente ?
Sotto l'aspetto di dover successivamente intervenire sui quadri, come sempre avviene, considerarli come parte di impianto soggetto alla legge 46/90 mi pare forse semplifichi un po' le cose.
Anche il poter scegliere costituisce una carta in più da giocare e conferisce um po' di indipendenza/autorevolezza in più a progettisti e installatori.
Che ne pensate?

Giancarlo Tedeschi

10.12.2007 13.51Per il costruttore d'impianti elettrici non è mai obbligatorio apporre la targa su un quadro elettrico; questo è un dovere del costruttore di quadri elettrici e non perchè è scritto su una norma, ma perché è previsto per legge (cfr direttiva bassa tensione).

ezio compagnoni

24.11.2007 12.31Nell'esecuzione di un quadro elettrico si incontrano ne più ne meno i problemi che si incontrano nell'esecuzione delle altri parti di un impianto elettrico: contatti diretti, indiretti, protezione da sovraccarico, tenuta al corto circuito, tenuta dell'isolamento. protezione meccanica.
Non vedo cosa ci sia di scorretto nel fatto che un installatore esegua il quadro e in termini di responsabilità faccia rientrare tale escuzione nella dichiarazione di conformità prevista dalla legge 46/90. Molto semplicemente l'installatore considera il quadro anzichè un "componente" a se stante solo una parte dell'impianto che ha installato. Si assume in ogni caso la responsabilità di aver curato a regola d'arte ogni aspetto soprattutto nei riguardi della sicurezza. Se qualcuno non è d'accordo dovrà dimostrare puntualmente che c'è qualcosa che non va nella realizzazione del quadro. Che manchi la targa mi pare del tutto irrilevante, semprechè l'installatore non abbia dichiariato che ha eseguito il quadro secondo le norme CEI applicabili. L'installatore dovrà dire che ha eseguito il quadro a regola d'arte e saperlo dimostrare se gli verrà contestata qualche manchevolezza. Non è difficile.
Come si vede continuo nella provocazione!

Giancarlo Tedeschi

22.11.2007 23.39la targq e' sempre obbligatoria e mai facoltativa
la norma e' la 23/51 (quadri ad uso civile fino a 32 A) e se non erro la 11/17 per gli altri tipi
p.s. la targa non si deve staccare ne cancellare ; un adesivo tipo daymo non e' quindi l'ideale.
ci deve essere scrtto:
costruttore : tu
corrente nominale del quadro( Inq)
frequenza 50 hz(in genere)
tensione di esercizio

p.s. ad una domanda di prima ,progetto obbligatori anche per caldaia che super i 34,8 kw.
ciao caro

fabriziogarsia

20.11.2007 19.00Io credo che per l'installatore che ha installato il quadro apporre la targa allo stesso non sia proprio un obbligo, a meno che ciò non sia stato previsto per contratto.
L'installatore però se ne deve assumere comunque la responsabilità con la firma della dichiarazione di conformità ex lege 46/90.

Giancarlo Tedeschi
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