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Autorizzazione edilizia: SCIA o DIA, questo è il dilemma...

15.09.2010
Autorizzazione edilizia: SCIA o DIA, questo è il dilemma...

A quanto si dice, entro la settimana, dovrebbe arrivare un chiarimento da parte del Governo in maniera di armonizzare le procedure su tutto il territorio nazionale. Infatti, se in alcuni Comuni la Dia è andata in soffitta, in altri non ne vogliono sentir parlare.

La Comunicazione di inizio lavori consente di avviare senza la Dia le piccole opere edilizie (ad esempio lo spostamento di pareti interne) presentando al Comune unicamente il progetto e la relazione del tecnico e senza dover aspettare 30 giorni.

Da un monitoraggio condotto dal Sole 24 Ore su 63 capoluoghi di provincia quale emerge che, per ogni istanza relativa al Piano Casa sono state presentate quattro comunicazioni di inizio lavori in regime di attività di edilizia libera dopo l'entrata in vigore delle nuove norme, a Torino sono state registrate 1.134 pratiche per opere libere, un boom rispetto alle 477 del 2009. Secondo le stime degli uffici edilizia dei comuni di Milano e Catanzaro le comunicazioni di inizio lavori stanno sostituendo il 40% delle Dia presentate per i lavori di manutenzione straordinaria.

La comunicazione di inizio lavori è stata introdotta con il  DL 40/2010, il cosiddetto “decreto incentivi”, che, all’articolo 5 ha riscritto l’articolo 6 del DPR 380/2001 liberalizzando una serie di interventi: manutenzione ordinaria e straordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, opere temporanee di ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra pertinenti all’esercizio di attività agricola, serre mobili stagionali non in muratura, opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni (anche per aree di sosta), pannelli fotovoltaici e termici senza serbatoio di accumulo, aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

In seguito, la manovra correttiva (DL 78/10) ha introdotto la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività - articolo 49, comma 4-bis del Dl 78/2010, come convertito dalla L. 122/2010) che, nata per le attività produttive, ha l’obiettivo di consentire l’avvio dell’attività subito dopo aver auto certificato il possesso di requisiti e presupposti.?Da subito, e con una lettura estensiva della norma, si è considerato che la Scia avrebbe sostituito la Dia nelle autorizzazioni edilizie. Tuttavia, siccome la norma sostituisce l’articolo 19 della legge 241/1990 e non modifica esplicitamente il Testo Unico edilizia (Dpr 380/2001), ha creato confusione presso gli Uffici dell’Edilizia privata dei diversi Comuni i quali hanno adottato linee di comportamento diverse: c’è chi accetta solo le Scia ed ha mandato in pensione la Dia, chi non accetta la Scia e continua ad esigere la Dia e chi, nell’incertezza, accetta entrambe.

Tale è il livello di confusione che gli uffici dei Ministeri competenti (Semplificazione e Funzione Pubblica) sono letteralmente presi d’assalto dalle richieste di chiarimento proveniente dai diversi enti locali. Quindi, mentre a Torino accettano la Scia come autorizzazione edilizia, a Venezia ed a Firenze ritengono che non sia applicabile all’edilizia e continuano a richiedere la Dia. Il doppio regime, Scia/Dia, è vigente anche a Perugia, Modena, Bologna, Genova, Brescia e Verona. Sostenitori del nuovo corso sono, invece, i Comuni di Milano, Napoli e Bari.
Ora, resta da vedere cosa risponderanno i due Ministeri …

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