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Confartigianato: presentato il Rapporto “banche e imprese”

04.03.2010
Confartigianato: presentato il Rapporto “banche e imprese”


In occasione del convegno “L’impatto della crisi e le imprese artigiane”, Confartigianato ha presentato a Bologna i risultati di un’indagine condotta in sinergia con il Gruppo Unicredit, “Il rapporto banche-imprese”.


Si tratta di un focus sul settore colpito dagli effetti della situazione congiunturale. Ne risulta che le piccole imprese italiane non si sono fermate davanti alla crisi, ma hanno saputo affrontarla puntando su qualità, innovazione e internazionalizzazione. Quindi, in uno scenario economico complesso hanno proseguito nel loro cammino di crescita, rafforzate dal sostegno delle Associazioni di Categoria, dei Confidi e delle banche.
Il 2009 è stato un anno difficile per le imprese artigiane, con la produzione a -19,4% (secondo semestre 2009 rispetto a secondo semestre 2008), gli ordinativi a -18,3%, l’export a -12,7% ed il fatturato a -18,4%).

In calo anche l’occupazione, sia quella indipendente che quella dipendente. Confrontando il terzo trimestre 2009 con lo stesso periodo del 2008 si registra un -3% (178mila unità in meno) per quella indipendente e 1-,9% (330mila unità in meno) per quella dipendente.
“La crisi – ha detto Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato - ha colpito duramente il nostro settore ma ha dimostrato anche la capacità di reazione delle piccole imprese e il loro contributo determinante all’economia del nostro Paese. I piccoli imprenditori non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari. Soprattutto in questa delicata fase in cui occorre sostenere la ripresa, chi chiede finanziamenti per investire, produrre e dare lavoro deve incontrare allo sportello bancario la necessaria fiducia. L’iniziativa con Unicredit Group è un importante esempio dello sforzo per costruire relazioni virtuose tra il sistema bancario e il sistema delle piccole imprese, con l’obiettivo di contribuire ad una corretta valutazione del merito di credito fondata su elementi conoscitivi dell’impresa.

Tutto ciò valorizzando il ruolo di Organizzazioni come Confartigianato e dei Confidi che, grazie all’approfondita conoscenza della realtà produttiva, sanno valutare la reale affidabilità degli imprenditori e ottengono buoni risultati sul piano della solvibilità delle imprese”.
Banche e Imprese: una strategia per il rilancio
Dallo Studio “Il rapporto banche – imprese” emerge che, tra il settembre 2008 e il settembre 2009, i finanziamenti alle piccole imprese artigiane (quelle con meno di 20 addetti) sono diminuiti del 3,4% ma che nel complesso, durante il periodo più critico, la quota di prestiti alle piccole imprese è rimasta pressoché invariata.

“La strada per la ripresa – ha detto Roberto Nicastro, Deputy CEO UniCredit Group – passa da un rilancio dell’export, delle costruzioni e del turismo, tutti settori rispetto ai quali l’artigianato è chiave. Un artigianato che ha attraversato questa crisi senza precedenti rimboccandosi le maniche con coraggio, tenacia ed anche imparando molto. Allo stesso modo, di fronte a una crisi che ha colpito duramente anche le banche, anche UniCredit si è rimboccata le maniche con iniziative come Impresa Italia, nata per dare una risposta concreta alla crisi di liquidità delle imprese, e SOS Impresa Italia, dedicata alle imprese con chiaro potenziale di sopravvivenza ma a forte rischio di chiusura a causa delle temporanee difficoltà causate dall’attuale congiuntura economica. Complessivamente le banche retail di UniCredit nel 2009 hanno erogato alle piccole imprese 10 miliardi e 600 milioni di finanziamenti a breve e a medio-lungo termine, per un totale di oltre 166 mila pratiche, con un tasso di accettazione delle richieste di credito pari all’80%, in crescita rispetto al 76% del dicembre 2008”.

Pur nelle difficoltà, la fiducia degli imprenditori non è crollata. Secondo un’indagine di UniCredit (su un campione di circa 6.000 imprenditori) l’indice associato all’ottimismo degli imprenditori nei confronti dei prossimi 12 mesi raggiunge quota 110, quello riferito ai 12 mesi passati si attesta a 77, evidenziando un delta di ben 33 punti.

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