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QUADRO DISTRUTTO. INSTALLATORE/QUADRISTA SEMPRE RESPONSABILE?

Giancarlo Tedeschi
Giancarlo Tedeschi
120 domande 116 risposte 0 migliori risposte 2 commenti

04.12.2007 18.52Ho letto su una rivista ( 2/3 anni fa ) che un operatore alle dirette dipendenze della ditta in cui era stato da poco installato da una ditta esterna un importante quadro elettriico aveva dimenticato sulle sbarre una chiave inglese. Quando si è data tensione il quadro ne è rimasto gravemente danneggiato.
L'installatore/costruttore del quadro pare sia stato condannato a pagare i danni, in quanto ( evidentemente ! ) il quadro non era "a norme", visto che non ha fatto il suo dovere, cioè quello di di resistere al corto circuito.
A me sembra un grave errore commesso dal giudice, ma forse anche dai periti.
Perchè ??

5 RISPOSTE

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08.12.2007 15.52Probabilmente quando è capitato a noi questo evento le cose sono andate in modo differente. In un’occasione fu dimenticata da chi si occupava dell’ assemblaggio delle varie sezioni di quadro in cantiere una grossa chiave dinamometria appoggiata sulle sbarre. Il quadro era molto importante e non esistevano ancora le limitazioni alla potenza di cortocircuito che esistono adesso (prescrizioni DK5600 massima potenza installabile) e comunque se già esistevano non erano certo applicate in quel caso . I generali erano Emax da 2500 A posti in parallelo (una decina di anni fa quadri del genere si facevano oggi di quadri con effettive correnti di cto cto da 70 o piu KA non se ne fanno piu) , forse l’evento non fu affatto disastroso perché le protezioni erano ancora tarate al minimo sia quelle di lungo ritardo sia quelle istantaneee , un guasto del genere si presume che avvenga la prima volta che viene messo in tensione un impianto e per esperienza posso dire che per i primi tempi la corrente che effettivamente viene assorbita è sempre una minima parte di quella effettiva
(un power center da 4000/5000 A non è raro che funzioni per un mese o piu assorbendo solo qualche centinaio di ampere) e magari la taratura definitiva con selettività ritardi e valori impostati corretti è pplausibile che venga effettuata quando l’impianto sarà a regime (anche se non è raro che nessuno si assuma l’onere di farlo in seguito installattore o progettista che sia). Quindi è probabile che alla prima messa in tensione del quadro le protezioni siano tutte tarate sui valori minimi. Un guasto del genere in seguito è molto raro, un grosso power center si presume sia segregato a dovere e quindi è assai difficile che durante il funzionamento ad esempio un animale piuttosto grosso possa infilarsi nel quadro causando questo genere di guasto ed altrettanto improbabile che cada qualcosa sulle sbarre mettendole in cortocircuito. Del resto se un’apparecchiatura si distrugge di qualcuno la colpa deve essere per forza e secondo me và ripartita equamente tra colui che ha dimenticato la chiave in fase di montaggio e chi ha costruito il quadro

MASSIMO-G

08.12.2007 12.26La cosa non è sempre così semplice come prospettata dal Sig. Massimo G. In effetti la presenza della chiave inglese costituisce l'occasiione di innesco dell'arco elettrico. Quello che succede poi si può evolvere in modo molto diverso. La chiave viene spostata immediatamente come la corrente tende ad aumentare a valori elevati e si crea un doppio arco ( ad esempio sbarra - arco - chiave inglese - arco - altra sbarra ) che molto spesso si sostiene da solo. Spesso può capitare che la corrente d'arco limitata dalle tensioni d'arco, che non sono per niente trascurabili, non raggiunga i valori necessari per far scattare il relè istantaneo dell'interruttore di protezione. La potenza che allora si localizza negli archi elettrici o nell'arco elettrico può raggiungere valori che non sono quasi immaginabili e non tanto dal punto di vista meccanico, quanto dal punto di vista termico ( altissime temperature, spostamento dell'arco, sovrapressioni ) il quadro può uscirne distrutto se non gravemente danneggiato. C'è molta letteratura di buon livello in proposito.
Quindi si deve sapere che quanto si cerca la selettività tanto più si può andare incontro a questi meno conosciuti inconventi.
PERTANTO E' TUTTA DA DIMOSTRARE L'EQUAZIONE "QUADRO DISTRUTTO = QUADRISTA/INSTALLATORE COLPEVOLE"

Giancarlo Tedeschi

07.12.2007 07.35In effetti un cortocircuito tra sbarre omnibus e interruttori divisionali in un quadro power center con collegamenti rigidi in sbarra è un evento praticamente impossibile nelle normali condizioni di esercizio, l'unica possibilità che tale evento si verifichi è appunto il caso classico e per nulla raro come dicevo in precedenza dell'attrezzo dimenticato nella fase di installazione del quadro in cantiere. Se l'attrezzo venisse dimenticato nell'officina del quadrista il guasto si evidenzierebbe subito in fase di collaudo.
Comunque il sistema di sbarre a valle del generale dovrebbe essere dimensionato dal punto di vista del cortocircuito tenendo conto delle caratteristiche di limitazione dell'interruttore in arrivo.
Se per un corto circuito su queste sbarre il quadro si distrugge è evidente che questo non è stato fatto. Quando avviene il guasto della chiave a cui ci rifereriamo di solito occorre comunque un intervento del quadrista in cantiere ma la sua opera si limita alla sostituzione di qualche lamiera di segregazione colpita dai frammenti incandasceinti dell'utensile in fusione e alla pulizia in generale delle parti annerite. La struttura del condotto sbarre rimane perfettamente integra.
Certo che se come accade tante volte si vedono quadri che teoricamnte dovrebbero sopportare 50 o 80kA e sono fatti in lamiera che sembra carta velina e si piegano solo ad appogiarsi e i portasbarre sono assai improbabili la distruzione del quadro è il meno che ci si possa aspettare

MASSIMO-G

06.12.2007 18.10Ho letto con attenzione la risposta di Massimo G alla mia domanda perchè porta l'esperienza di chi vive più direttamente di me l'esperienza di confrontarsi con le vicissitudini dei quadri elettrici.
A me pare comunque che il tipo di guasto che si può creare in un quadro elettrico lasciando una chiave inglese sulle sbarre corrisponda più ad un guasto con arco, che avviene al di fuori di ogni controllo all'interno del quadro stesso, che non a un corto cicuito, che come vuole la prassi normativa per i quadri viene creato imbullonato fuori del quadro.

Giancarlo Tedeschi

05.12.2007 10.16Lavorando in una ditta che produce quadri elettrici posso dire che per un quadro power center è abbastanza comune essere diviso in sezione per il trasporto. Quindi una volta arrivato in cantiere occorre che sia riassemblato e anche le sbarre omnibus devono essere ricollegate. Quello di dimenticarsi una chiave sopra le sbarre mettendole in corto circuito non è un evento raro , può capitare anche all'installatore piu esperto una volta nella vita. A nostri clienti è successo piu di una volta anche in quadri dove magari i generalei erano interruttori aperti da 3200A. Il risultato finale in genere è la polverizzazione dell'utensile dimenticato e il generale o i generali che aprono, però questo non comporta nessuna distruzione del quadro. Se il quadro è installato in un punto dell'impianto dove si presume che la corrente di corto circuito sia quella per cui è dichiarato il quadro non dovrebbero esserci danni, se ci sono evidentemente il quadrista non ha fatto bene il suo lavoro.
Almeno questa è la mia opinione

MASSIMO-G
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