Nuova 64-8: casa sicura a prova di futuro
fonte: 'Elettricoplus'
11.05.2011
La nuova variante alla norma CEI 64-8 (Allegato A - Ambienti residenziali: prestazioni dell’impianto) sta facendo discutere molto in questi giorni. La variante è stata accolta con favore da tutte le organizzazioni di settore e gli addetti ai lavori nutrono grandi aspettative proprio per le novità che essa introduce, soprattutto alla luce degli “equipaggiamenti minimi” imposti per i nuovi impianti.
Un aspetto fondamentale legato alla variante riguarda la sicurezza: l’innovativo schema di classificazione degli impianti è il frutto di una crescente sensibilità verso tutto ciò che può contrastare e ridurre il numero di incidenti domestici (oltre 45.000 all’anno secondo Prosiel, l’Associazione per la promozione della sicurezza elettrica) dovuti a problemi d’impianto. Le stime indicano che 12 milioni di abitazioni (2/3 del totale di quelle costruite prima del 1990) hanno oggi impianti elettrici non a norma, potenzialmente pericolosi per le persone e per i dispositivi collegati.
L’allegato normativo rappresenta un’evoluzione culturale che modifica il concetto d’impianto elettrico, ampliando la portata degli obiettivi classici della protezione e dell’affidabilità.
“La nuova variante – ha commentato Paolo Perino, Presidente PROSIEL - offre un contributo concreto alla sicurezza in quanto garantisce che gli impianti siano realizzati con determinate caratteristiche; inoltre interpreta l'evoluzione degli impianti e dei bisogni degli utenti che si è manifestata negli ultimi anni”.
Secondo Perino, l’aumento del numero di applicazioni all'interno delle abitazioni aveva reso indispensabile aggiornare i requisiti minimi di fruibilità e sicurezza e portare all'attenzione del consumatore tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. “Non si trattava semplicemente di adeguare la sicurezza ma anche di definire come dev'essere la casa del futuro”, ha spiegato.
La variante definisce una classificazione che descrive ciò che gli utenti possono scegliere nel momento in cui decidono di installare un nuovo impianto oppure di rinnovarlo. Il livello minimo di partenza individua la configurazione di base perché l’impianto possa essere considerato a norma.
I livelli superiori - 2 e 3 - aumentano le prestazioni dell’impianto e quindi la sua fruibilità.
Più in dettaglio, l’impianto base prevede un numero minimo di punti-prese e punti-luce in funzione della metratura o della tipologia di ogni locale dell’appartamento, un numero minimo di circuiti in funzione della metratura dell’appartamento e almeno 2 interruttori differenziali per garantire una sufficiente continuità di servizio.
Il livello 2, rispetto al livello 1, prevede un aumento della dotazione e dei componenti, oltre che alcuni servizi ausiliari quali il videocitofono, l’anti-intrusione e il controllo carichi.
Il livello 3, determina un ulteriore aumento delle dotazioni e introduce il concetto di domotica, a beneficio del risparmio energetico all’interno dell’abitazione. L’impianto, per essere considerato domotico, deve gestire almeno, ad esempio, quattro delle seguenti funzioni: antintrusione, controllo carichi, gestione comando luci, gestione temperatura, gestione scenari, controllo remoto, sistema diffusione sonora, rilevazione incendio, sistema antiallagamento e rilevazione gas.
Prosiel – come ha ribadito Perino – ha lo scopo di favorire la sicurezza elettrica e questa norma offre un contributo concreto che tiene conto del fatto che l'uso dell'elettricità non è statico ma evolve nel tempo perché evolvono le necessità e i consumi.
Oggi l'impianto è più sofisticato e le situazioni critiche possono aumentare: la variante alla norma tiene conto di questi aspetti adeguando i requisiti minimi e indicando le opportunità affinchè le abitazioni siano pronte per il futuro.
Perino ritiene anche che la nuova variante rappresenti un’occasione per rinverdire la conoscenza delle norme: non a caso Prosiel – sempre in prima linea su questi temi - si è fatta promotrice di una serie di campagne di informazione per tutti i professionisti della filiera, ma non solo. “Ci siamo attivati tramite comunicati stampa e una campagna, lanciata lo scorso anno, che stiamo riprendendo principalmente sul web e sui social network: si chiama 'La Famiglia Fuorinorma', un modo un po' ironico per trattare l'argomento della sicurezza elettrica nella casa. Ritengo comunque che i veri artefici della formulazione di questa norma dovranno essere i professionisti del settore, quindi tutta la filiera, a cominciare dai tecnici, dai progettisti e dagli installatori. Noi giocheremo il nostro ruolo, ma bisogna che tutti si mobilitino nella stessa direzione. Mi auguro che ci sia una rapida adozione di questa nuova norma e che tutti facciano non il minimo indispensabile, come sempre quando si tratta di sicurezza, ma al contrario tutto quanto è possibile”.
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