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ABB e il cosfi di corto circuito

Giancarlo Tedeschi
Giancarlo Tedeschi
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22.05.2011 12.54ABB e il cosfi di corto circuito Premetto che quanto segue riguarda tutti i maggiori costruttori di interruttori automatici. Tutti in genere mettono a disposizioni manuali utilissimi per coloro che devono progettare impianti elettrici di potenza o comunque intervenire sugli stessi. Per questo dobbiamo solo ringraziare. Non per questo si devono provare remore nel porre le nostre obiezioni ai comportamenti o ai contenuti. Nessuno dei costruttori importanti ci dice ad esempio come ci si debba comportare quando il cosfi di corto circuito è inferiore a quello che la norma e quindi la sala prove associa all’interruttore: accadimento purtroppo frequentissimo nelle cabine di trasformazione. Chiediamo ai costruttori di interruttori automatici, al Comitato Elettrotecnico Italiano, all’Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana ( Gruppo Impianti Utilizzatori ), agli Istituti che si occupano di sicurezza, alla utilissima rivista Tuttonormel indirettamente attraverso questa rubrica una risposta. Chiediamo agli installatori che possono esercitare il loro importantissimo potere di acquisto di chiedere ai costruttori di interruttori quanto siamo autorizzati ad installarli, quando il cosfi calcolato non raggiunge il valore per il quale gli stessi interruttori sono stati provati secondo la norma ad essi applicabile. Aspetto risposte e contribuiti. Credo interessante per tutti riportare quanto ho letto su un interessante documento prodotto da ABB e che ha un collegamento diretto con il problema che insisto a riproporre. Chiedo contestualmente ad ABB se mi sto sbagliando. Nell’appendice B del Quaderno di Applicazioni Tecniche di ABB, certamente ben fatto, si offre un esempio di calcolo con il metodo delle sequenze delle correnti di corto circuito sul quadro elettrico a valle di un parallelo di 2 trasformatori da 1600 kVA e di 1 alternatore da 1250 kVA. Se non ho male interpretato i risultati per ogni trasformatore e quindi anche per il loro parallelo il cosfi del circuito di guasto risulta pari a 0,17 ( inferiore a 0,2 che la norma associa agli interruttori con PI maggiore o uguale a 50 kA). Nei calcoli si è tenuto conto anche della rete del fornitore di energia elettrica e non in modo prudenziale ( a mio avviso ). Ecco i valori delle correnti di corto circuito valutate sul quadro principale nelle condizioni sopra definite: - guasto trifase Icc 83900 A cosfi 0,154 - guasto verso il neutro Icc 85430 A cosfi 0,158 - guasto verso il PE Icc 85430 A cosfi 0,158. Ma allora ???? Perché nessun commento ? Nei miei blog appena avrò modo commenterò più diffusamente le ipotesi di calcolo e le conseguenze dell’anomalia della situazione in cui ci troviamo.

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