Alloggi domotici per l'autonomia
fonte: 'Elettricoplus'
23.03.2008
I due alloggi pre-dimissioni realizzati dall'Unità Spinale Unipolare dell'Ospedale di Niguarda di Milano sono finalizzati a mediare il passaggio del paziente dall'ambiente protetto e ad alta assistenza dell'ospedale a quello quotidiano del proprio spazio domestico. I due alloggi sono stati progettati per offrire agli utenti la possibilità di vedere e sperimentare soluzioni che possano essere replicate e adattate alle esigenze del proprio alloggio. Per questo il progetto è stato denominato Moduli Ausing: il termine modulo sottolinea l'aspetto prototipale di questi alloggi che non hanno tutte le caratteristiche tipologiche di un alloggio ordinario (basti pensare che sono collocati all'interno di una struttura ospedaliera), la sigla "Ausing" gioca sull'assonanza tra il termine in lingua inglese (housing - abitare) e l'acronimo Aus dell'Associazione Unità Spinale che ha promosso il progetto e vuole richiamare la dimensione residenziale della struttura. I due moduli sono stati distinti in Midi e Maxi per evidenziare le differenti caratteristiche dei due alloggi. Entrambi sono accessibili (ovvero privi di barriere architettoniche) e presentano la medesima distribuzione: cucina all'ingresso, soggiorno, camera, antibagno e bagno. Tuttavia, nelle scelte specifiche degli arredi e delle attrezzature la distinzione il modulo Midi è pensato per utenti con paraplegia o con lieve tetraplegia, persone che, pur utilizzando la carrozzina, presentano una buona abilità nell'uso delle braccia. Il modulo Maxi, invece, è pensato per utenti con lesione midollare più grave, che riduce la capacità dell'uso delle braccia, fino ad arrivare a soggetti, con una lesione molto alta (a livello delle vertebre cervicali) che possono, ad esempio, muovere solo la testa. In questo alloggio, infatti, sono stati inserite le soluzioni tecnologiche più avanzate.
Arredo Le soluzioni di arredo sono state realizzate principalmente con mobili di serie per dimostrare la possibilità di ottenere soluzioni accessibili con prodotti reperibili sul mercato, in modo da offrire a tutti la possibilità di replicare la soluzione a casa propria. La cucina (Utility System di Scavolini) presenta piani di facile accesso (per la persona in carrozzina) con continuità tra piano cottura e lavello. Pensili motorizzati che si abbassano a livello del piano di lavoro per facilitarne l'utilizzo. Elettrodomestici di facile utilizzo con posizionamento ad altezze facilmente raggiungibili. Cappa aspirante con telecomando per regolare, a distanza, le diverse funzioni (luci, aspirazione, velocità della ventola). Gli arredi della camera sono stati realizzati con un sistema modulare - di serie - che ha permesso di realizzare soluzioni che riescono ad adattarsi alle specifiche esigenze delle persona con disabilità: ante scorrevoli, ripiani estraibili, servetto porta abiti motorizzato. Una particolare attenzione è stata dedicata all'elemento testaletto, con una soluzione di progetto e una scelta di colori e materiali che permettessero di realizzare un arredo che non risenta del "sapore" ospedaliero, e al tempo stesso sia in grado di offrire all'utente una serie di facilitazioni: accesso alle prese elettriche, piani di appoggio, elementi contenitori mobili e componibili.
Colore Una particolare attenzione è stata dedicata al colore. Colore degli arredi, colore dei diversi elementi di definizione dello spazio e delle pareti. Dal momento che luce e colore sono la stessa cosa - non c'è colore senza luce - la scelta delle lampade è stata effettuata con molta cura, valutandone non solo l'accessibilità, ma anche la qualità della luce. Illuminazione e tonalità di colore sono serviti per conferire a questi spazi emozioni che trasmettessero sensazioni di vivacità, di accoglienza, di carica emotiva. Solitamente lo spazio ospedaliero è connotato da luci fredde ed uniformi (si pensi alle plafoniere al neon al centro stanza) che illuminano anonime superfici, colorate in modo uniforme di giallino, grigino, verdino. In modo del tutto differente i moduli Ausing presentano pareti con fasce di colore diverso, luci indirette, lampade a parete, zone illuminate, in penombra o con luce soffusa.
Domotica I moduli Ausing sono stati realizzati impiegando la tecnologia domotica per integrare l'impianto elettrico con i diversi dispositivi presenti nei due alloggi. L'utilizzo della domotica negli alloggi pre-dimissioni ha due motivazioni: offrire all'utente la possibilità di sperimentare soluzioni innovative di "tecnologia assistiva" (assistive technology) per migliorare il grado di autonomia del soggetto e dare l'opportunità di conoscere e provare soluzioni e prodotti che possano essere riproposti - in un momento successivo, anche in modo parziale - nella casa della persona con disabilità. Sono state sperimentate in questi alloggi, in modo concreto, le applicazioni della "Domotica per Disabili": un uso della tecnologia di cui spesso si parla, ma che è necessario conoscere e approfondire per andare oltre al semplice sillogismo che vede nel disabile con difficoltà motorie il soggetto perfetto per l'utilizzo delle automazioni comandate dalla domotica. Potremmo vedere, invece, nella domotica una gamma di opportunità che vanno dalla comodità all'autonomia. Da sempre cerchiamo soluzioni che ci permettano di compiere in modo più agevole determinate azioni (si pensi alla realizzazione di tutti gli utensili): compiere un'azione in modo più "comodo" significa impegnare meno sforzo, non dover compiere movimenti complicati o faticosi. Dopotutto una tapparella motorizzata viene considerata più una comodità che non un ausilio per disabili. Allo stesso modo l'automazione di una porta può rappresentare una comodità per la persona paraplegica (che non muove le gambe, ma usa bene le braccia), mentre diventa una soluzione indispensabile per l'autonomia della persona tetraplegica (che non muove le gambe e ha difficoltà nelle braccia). Anche per questa ragione i due alloggi sono stati differenziati. Le soluzioni di tecnologia più spinta, infatti, sono più sensate quando vengono utilizzate da soggetti con disabilità grave. Ad esempio sistemi a scansione, o a comando vocale, possono essere utili (in funzione delle effettive caratteristiche del soggetto) per persone con tetraplegia - che non hanno l'uso delle mani - mentre possono essere del tutto inutili (o fastidiose) per una persona con paraplegia che, pur utilizzando la carrozzina, ha un buon uso delle mani e quindi può utilizzare i comandi a parete o un semplice telecomando.
Il sistema domotico è stato realizzato secondo lo standard Konnex (Knx) con dispositivi Abb. Questo sistema, ad intelligenza diffusa, non richiede l'uso di un computer: la programmazione viene decentrata nei diversi elementi installati nell'impianto. Da un lato nei pulsanti di comando dall'altro nei dispositivi di attuazione che, montati su barra din, sono stati messi in ogni alloggio in un quadro posizionato in un punto centrale da cui partono le alimentazioni per i differenti attuatori (luci, porte, tende, eccetera). In ogni alloggio, inoltre è stato installato un gateway audio-video (dispositivo Crestron) che mette in relazione il sistema domotico con i dispositivi elettronici (tv e stereo) e che ha permesso di realizzare un sistema di supervisione tramite pc. Non potendo intervenire sulle parti murarie (in quanto gli alloggi erano già stati completati, per quanto riguardava la parte edile), sono state utilizzate delle canaline esterne (oltre ai passaggi nel controsoffitto), realizzando delle fasce verticali dove sono stati collocati i dispositivi di comando. Il sistema domotico gestisce l'accensione delle luci anche con funzioni tipo scenario e con gestione di diversi livelli luminosi (lampade regolate con dimmer). Tra le automazioni la gestione dell'apertura della porta e il controllo delle tende. Da segnalare, in particolare, lo studio di una soluzione differenziata della motorizzazione della porta e della serratura. Per quanto all'interno dell'ospedale non sia possibile chiudersi a chiave all'interno degli alloggi, la possibilità di differenziare il controllo dei due dispositivi permette di programmare funzioni particolari, come ad esempio lo sblocco della serratura in caso di emergenza. Inoltre, la porta (motorizzazione e serratura) può essere azionata, dall'esterno, attraverso una scheda trasponder (grande come una carta di credito) che, grazie al sistema di codifica, assicura la stessa sicurezza della chiave, ma non richiede operazioni di difficile esecuzione (inserire la chiave nella toppa, girare la chiave, ruotare la maniglia). Soluzione che può essere applicata in modo abbastanza semplice ad un portoncino condominiale o alla porta di casa. Un'altra possibilità della domotica per l'autonomia è data dalla flessibilità delle interfacce: tutti i dispositivi possono essere comandati con normali tasti a parete (alcuni di ampie dimensioni), ma è possibile interagire con il sistema domotico anche con modalità differenti. I ricevitori infrarosso (ir) permettono non solo di usare i telecomandi di serie, ma di interfacciare telecomandi specifici per disabili, comandabili con sensori, a soffio o con la voce. Un'altra modalità di accesso al sistema può essere effettuata attraverso il personal computer (pc). Un pc collegato in rete (su cui viene caricato un file eseguibile) si connette al gateway audio-video e può controllare sia il sistema domotico sia i dispositivi audio-video ad esso associati (mini hi-fi e televisore). Con dispositivi specifici, che permettono alle persone con ridotta mobilità di utilizzare il computer, diventa quindi possibile interagire con il sistema domotico e con i dispositivi ad esso connesso.
Le possibilità date dalla programmazione - una funzione propria dei sistemi domotici - permettono poi di creare delle macro che associano ad un unico comando più funzioni. Tra queste le classiche funzioni apro/chiudo che permettono di inizializzare l'alloggio o di chiudere tutto; le funzioni giorno/notte, gli scenari luminosi, le funzioni associate alle situazioni di allarme e alle chiamate di emergenza. In particolare per quanto riguarda la chiamata di emergenza è stato predisposto un contatto - in parallelo a quello del dispositivo di chiamata ospedaliera - che viene comandato dal sistema domotico. In questo modo attraverso diversi dispositivi (tasto a parete, telecomando, telecomandi speciali, pc) è possibile inviare la chiamata per chiedere assistenza. Nella semplicità della soluzione realizzata, grazie proprio alla flessibilità data dalla domotica e alle possibilità di implementare le soluzioni, le possibilità offerte dai moduli Ausing offrono alle persone con disabilità la possibilità di sperimentare soluzioni impiantistiche e di arredo per valutare e studiare le possibili soluzioni che potrebbero essere replicate a casa loro.
Telecomando a scansione Non tutte le persone riescono ad usare un telecomando. Al di la del fatto che i tasti siano semplici, ben distanziati, di ampie dimensioni, un telecomando richiede almeno il buon uso di una mano e non tutti hanno questa possibilità. Persone con disabilità grave possono contare su un solo movimento (un piede, un dito, il movimento della palpebra, il soffio, o un solo altro movimento). Per situazioni di questo tipo sono stati messi a punto telecomandi specifici che, per sfruttare l'utilizzo di un solo comando (un solo input), utilizzano il fattore "tempo". Sono i cosiddetti dispositivi a scansione: un singolo input attiva il telecomando, dopodiché i diversi tasti si attivano (un led si illumina) in sequenza, uno dopo l'altro. A questo punto l'utente deve solo aspettare che si illumini il comando desiderato per selezionarlo, utilizzando sempre un solo movimento. Nell'immagine si vede un telecomando con 16 tasti (disposti su 8 file per due colonne) con un sensore a pressione collegato al telecomando che è fissato a lato del letto con un sostegno regolabile.
Telecomando vocale (05_telec_vocale.JPG) In alcune situazioni particolari si possono utilizzare i telecomandi vocali, il cui utilizzo, però, richiede da parte della persona un buon controllo della voce e una pronuncia chiara e decisa. Il telecomando - che necessita comunque di una fase di apprendimento per riconoscere bene la voce della persona - associa alla parola pronunciata il comando memorizzato nel dispositivo ed emette, verso il sistema domotico, la frequenza infrarosso programmata che attiva il comando domotico scelto.
Riferimenti internet www.ausniguarda.it www.ospedaleniguarda.it www.hbgroup.it
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