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I gas fluorurati e il protocollo di Kyoto

I gas fluorurati e il protocollo di Kyoto
14.01.2008
Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea l. 161 del 14 giugno 2006 è stato pubblicato il Regolamento n. 842/2006 relativo a taluni gas fluorurati ad effetto serra elencati nell'allegato A del suddetto protocollo, come, ad esempio, gli HCF R134a, R404A, R407C, R410A, R507.
Obiettivo del regolamento è contenere, prevenire e quindi ridurre le emissioni di gas fluorurati ad effetto serra contemplati dal protocollo di Kyoto. Il regolamento è entrato in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, cioè il 4 luglio 2006; si applica a decorrere dal 4 luglio 2007, ad eccezione dell'articolo 9 e dell'allegato II che si applicano dal 4 luglio 2006, quindi praticamente già in vigore.
L'obiettivo del protocollo di Kyoto (1997) è la riduzione del 5,2% delle emissioni complessive di gas serra dei paesi industrializzati, rispetto ai valori del 1990, per il periodo 2008-2012.
L'Unione Europea, sottoscrivendo tale protocollo, si è impegnata a ridurre dell'8% le proprie emissioni per lo stesso periodo, pari a una riduzione complessiva di 345 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica, su un totale di 4312.
Purtroppo l'Italia, ad oggi, si trova a circa +12% delle emissioni del 1990, per cui il divario da recuperare diventa del 20% entro il 2012.

Regolamento (CE) N. 842/2006

Vediamo, quindi, nel dettaglio questo regolamento riguardante, come già detto, i gas refrigeranti fluororati Hfc, contemplati dal protocollo di Kyoto che, contrariamente a come definiti da qualcuno, non sono completamente "ecologici", dal momento che contribuiscono all'effetto serra.
Nell'articolo 1 viene definito il campo di applicazione e precisamente: "Il presente regolamento riguarda il contenimento, l'uso, il recupero e la distruzione dei gas fluorurati ad effetto serra elencati nell'allegato I, l'etichettatura e lo smaltimento di prodotti e apparecchiature contenenti tali gas, la comunicazione di informazioni su questi gas, il controllo degli usi di cui all'articolo 8 e i divieti in materia di immissione in commercio dei prodotti e apparecchiature di cui all'articolo 9 e all'allegato II, nonché la formazione e certificazione del personale e delle società addetti alle attività contemplate dal presente regolamento".

Il campo di applicazione
L'articolo 2 elenca le definizioni dei nomi o frasi utilizzati nel regolamento, come ad esempio:
1) «gas fluorurati ad effetto serra», gli idrofluorocarburi (Hfc), i perfluorocarburi (Pfc) e l'esafluoruro di zolfo (SF6) quali elencati nell'allegato I nonché i preparati contenenti tali sostanze, ma escluse le sostanze controllate ai sensi del regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (Cfc e Hcfc);
2) «idrofluorocarburo», un composto organico formato da carbonio, idrogeno e fluoro, in cui la molecola non ha più di sei atomi di carbonio;
3) omissis ...

Scarica in PDF le tabelle relative all'articolo

4) «potenziale di riscaldamento globale», il potenziale di riscaldamento climatico di un gas fluorurato ad effetto serra rispetto a quello dell'anidride carbonica. Il potenziale di riscaldamento globale (Gwp) è calcolato sulla base del potenziale di riscaldamento in 100 anni di un chilogrammo di un gas rispetto ad un chilogrammo di CO2. I dati relativi al Gwp elencati nell'allegato I sono quelli pubblicati nella terza relazione di valutazione (Tar) adottata dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici («Valori 2001 Ipcc Gwp»).
Per avere un'idea sull'influenza dei gas florurati nei confronti dell'effetto serra ricordiamo che immettere in atmosfera 1 kg di R134a (Gwp 1300) equivale all'emissione di 1300 kg di anidride carbonica; peggio ancora per le miscele R404A o R507A il cui valore di GWP è 3300, mentre l'R407C è pari a 1500 e il GWP dell'R410A è di 1700.
5) omissis ...
6) «operatore», una persona fisica o giuridica che eserciti un effettivo controllo sul funzionamento tecnico delle apparecchiature e degli impianti contemplati dal presente regolamento; uno Stato membro può, in circostanze specifiche e ben definite, considerare il proprietario responsabile degli obblighi dell'operatore;
7) «immissione in commercio», la fornitura o messa a disposizione a terzi, per la prima volta nella Comunità, contro pagamento o gratuitamente, di prodotti o apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra, o il cui funzionamento dipende da tali gas, e comprende l'importazione nel territorio doganale della Comunità;
8) «uso», l'impiego di gas fluorurati ad effetto serra nella produzione, ricarica, riparazione o manutenzione di prodotti e apparecchiature disciplinati dal presente regolamento;
9) omissis...
10) «sistema di rilevamento delle perdite», un dispositivo tarato meccanico, elettrico o elettronico per il rilevamento delle perdite di gas fluorurati ad effetto serra, che avverta l'operatore in caso di perdita;
11) «sistema ermeticamente sigillato», un sistema in cui tutte le parti contenenti refrigerante sono solidamente fissate mediante saldatura, brasatura o altra connessione permanente analoga, che può comprendere punti di accesso e valvole sigillati o protetti per garantire una riparazione o uno smaltimento adeguati che abbiano un comprovato tasso di perdita inferiore a tre grammi annui sotto una pressione di almeno un quarto della pressione massima consentita.
Secondo la norma Uni EN 378-2 la pressione massima ammissibile dell'impianto viene determinata tenendo conto dei seguenti fattori:
a) la temperatura ambiente;
b) il possibile accumulo di gas non condensabili;
c) la regolazione di eventuali dispositivi limitatori di pressione;
d) il metodo di sbrinamento;
e) la modalità di utilizzo (esempio: refrigerazione o pompe di calore);
f) l'irraggiamento solare;
g) l'imbrattamento.
Tuttavia, il valore minimo della pressione ammissibile deve essere determinato a partire dalle temperature minime specificate di progettazione, per determinare la pressione di saturazione del fluido frigorigeno.

La Direttiva apparecchiature sotto pressione 97/23/CE denomina la pressione massima ammissibile con il simbolo "PS".
12) «Contenitore», un prodotto destinato principalmente al trasporto o allo stoccaggio di gas fluorurati ad effetto serra;
13) «contenitore non ricaricabile», un contenitore progettato per non essere ricaricato e utilizzato per la riparazione, la manutenzione o il riempimento di apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d'aria o pompe di calore o dei sistemi di protezione antincendio o interruttori ad alta tensione, o nello stoccaggio o nel trasporto di solventi a base di gas fluorurati ad effetto serra;
14) «recupero», la raccolta e lo stoccaggio di gas fluorurati ad effetto serra provenienti, per esempio, da macchine, apparecchiature e contenitori.
Si tratta, ad esempio, del semplice processo di rimozione del fluido refrigerante dall'impianto alla bombola per il trasporto, il riciclaggio, la rigenerazione o la distruzione.
15) «Riciclaggio», il riutilizzo di un gas fluorurato ad effetto serra recuperato previa effettuazione di un processo di depurazione di base.
È il processo di eliminazione dei contaminanti (olio, incondensabili, umidità, acidità e particelle solide) per mezzo di separatori dell'olio, filtri meccanici, disidratori e anti acido ma senza una verifica finale del risultato.
16) «Rigenerazione», il ritrattamento di un gas fluorurato ad effetto serra recuperato allo scopo di raggiungere un determinato standard di rendimento.
Processo normalmente effettuato dal produttore del refrigerante o da un centro attrezzato di rigenerazione per raggiungere un livello accettabile di contaminanti secondo la norma internazionale ARI Standard (ARI 700 - "Istruzioni per i fluorocarburi e altri refrigeranti"), documentato da un'analisi chimica finale, al fine di poter utilizzare il refrigerante rigenerato senza alcun problema.
17) «Distruzione», il processo tramite il quale tutto un gas fluorurato ad effetto serra o la maggior parte dello stesso viene permanentemente trasformato o decomposto in una o più sostanze stabili che non sono gas fluorurati ad effetto serra;
18) «applicazione o apparecchiatura fissa», un'applicazione o apparecchiatura che di norma non è in movimento durante il suo funzionamento;
19) omissis...
L'articolo 3 si occupa del contenimento dei refrigeranti.
"Gli operatori delle seguenti applicazioni fisse: refrigerazione, condizionamento d'aria, pompe di calore mobili compresi i circuiti nonché i sistemi di protezione antincendio, che contengono gas fluorurati ad effetto serra elencati nell'allegato I, adottano tutte le misure fattibili sul piano tecnico e che non comportano costi sproporzionati per:
a) prevenire perdite di tali gas;
b) riparare non appena possibile le perdite rilevate.
2. Gli operatori delle applicazioni di cui al paragrafo 1 provvedono affinché esse siano controllate, per individuare perdite, da personale certificato che soddisfi i requisiti di cui all'articolo 5, con la frequenza indicata di seguito:

a) le applicazioni contenenti 3 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra sono controllate per individuare perdite almeno una volta all'anno; questa disposizione non si applica alle apparecchiature con impianti ermeticamente sigillati, etichettati come tali e contenenti meno di 6 chilogrammi di gas fluorurati ad effetto serra;
b) le applicazioni contenenti 30 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra sono controllate per individuare perdite almeno una volta ogni sei mesi;
c) le applicazioni contenenti 300 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra sono controllate per individuare perdite una volta ogni tre mesi.
Le applicazioni sono controllate per individuare perdite entro un mese dalla riparazione della perdita per accertare che la riparazione sia stata efficace.
Ai fini del presente paragrafo per «controllate per individuare perdite» si intende che le apparecchiature o gli impianti sono esaminati per individuare perdite attraverso metodi di misurazione diretta o indiretta, incentrati sulle parti dell'apparecchiatura o dell'impianto in cui è più probabile che si verifichino delle perdite. I metodi di misurazione diretta o indiretta per controllare la presenza di eventuali perdite devono essere specificati nei requisiti di ispezione standard di cui al paragrafo 7.
3. Tutti i proprietari di impianti fissi di refrigerazione e di condizionamento d'aria, pompe di calore fisse e sistemi di protezione antincendio contenenti 300 chilogrammi o più di gas fluorurati hanno l'obbligo di installare sistemi di rilevamento delle perdite, che sono controllati almeno una volta all'anno per accertarne il corretto funzionamento.
4. Ove esista un sistema idoneo di rilevamento delle perdite correttamente funzionante, la frequenza dei controlli, può essere dimezzata.
5. omissis
6. Gli operatori delle applicazioni contenenti 3 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra tengono un registro in cui riportano la quantità e il tipo di gas fluorurati ad effetto serra installati, le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di manutenzione, di riparazione e di smaltimento definitivo. Mantengono inoltre un registro di altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione, nonché le date e i risultati dei controlli effettuati e le informazioni pertinenti che permettono di individuare nello specifico le apparecchiature fisse separate delle applicazioni. Su richiesta, detti registri sono messi a disposizione dell'autorità competente e della Commissione.
7. Entro il 4 luglio 2007 la Commissione stabilisce, conformemente alla procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2, i requisiti standard di controllo delle perdite per ciascuna delle applicazioni di cui al paragrafo 1".
L'articolo 4, invece, tratta il Recupero dei gas fluorurati.
"Gli operatori dei seguenti tipi di apparecchiature fisse hanno la responsabilità di predisporre il corretto recupero dei gas fluorurati ad effetto serra da parte di personale certificato che soddisfi i requisiti di cui all'articolo 5, al fine di assicurarne il riciclaggio, la rigenerazione o la distruzione:

a) circuiti di raffreddamento di apparecchiature di refrigerazione, di condizionamento d'aria e di pompe di calore;
b) ...
L'articolo 5 specifica la formazione e certificazione sia delle società, sia del personale interessato e precisamente riporta:
"1. Entro il 4 luglio 2007, sulla base delle informazioni pervenute dagli Stati membri e consultandosi con i settori interessati, sono stabiliti i requisiti minimi e le condizioni per il reciproco riconoscimento secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2, relativamente ai programmi di formazione e certificazione sia per le società, sia per il personale interessato che intervengono nell'installazione, manutenzione o riparazione delle apparecchiature e dei sistemi di cui all'articolo 3, paragrafo 1, nonché per il personale che interviene nello svolgimento delle attività di cui agli articoli 3 e 4.
2. Entro il 4 luglio 2008 gli Stati membri stabiliscono o adattano i propri requisiti di formazione e certificazione sulla base dei requisiti minimi di cui al paragrafo 1. Essi notificano alla Commissione i rispettivi programmi di formazione e certificazione. Gli Stati membri riconoscono i certificati rilasciati negli altri Stati membri e si astengono dal limitare la libera prestazione di servizi e la libertà di stabilimento per motivi connessi al rilascio dei certificati in un altro Stato membro.
3. L'operatore dell'applicazione pertinente provvede a che il personale interessato abbia ottenuto la necessaria certificazione di cui al paragrafo 2, che comporta una conoscenza appropriata dei regolamenti e delle norme applicabili, e che egualmente disponga della necessaria competenza in materia di prevenzione delle emissioni e di recupero dei gas fluorurati ad effetto serra e di manipolazione sicura del tipo e delle dimensioni dell'apparecchiatura in questione.
4. Entro il 4 luglio 2009, gli Stati membri assicurano che le società coinvolte nell'esecuzione delle attività di cui agli articoli 3 e 4 prendano in consegna gas fluorurati ad effetto serra solo se il loro personale addetto è in possesso dei certificati di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
5. Entro il 4 luglio 2007 la Commissione determina il formato della notifica di cui al paragrafo 2 del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2".
L'articolo 6 coinvolge i produttori, gli importatori ed esportatori di gas fluorurati ad effetto serra nella quantità superiore ad una tonnellata all'anno, obbligandoli a comunicare, mediante una relazione alla Commissione, trasmettendole anche all'autorità competente dello stato membro interessato, le seguenti informazioni:
- la propria produzione totale di ciascun gas fluorurato ad effetto serra nella Comunità, indicando le principali categorie di applicazioni (ad esempio impianti di condizionamento d'aria mobili, refrigerazione, climatizzazione, schiume, aerosol, apparecchiature elettriche, produzione di semiconduttori, solventi e protezione antincendio) nelle quali prevede di utilizzare la sostanza,
- le quantità di ciascun gas fluorurato ad effetto serra che ha immesso in commercio nella Comunità,
- le quantità di ciascun gas fluorurato ad effetto serra riciclato, rigenerato o distrutto.

Quanto sopra per istituire un sistema di comunicazione delle informazioni per i settori pertinenti contemplati dal presente regolamento, al fine di acquisire, nella misura possibile, dati sulle emissioni.
L'articolo 7 rifacendosi ad altre direttive europee tratta l'etichettatura delle macchine e degli impianti contenenti gas fluorurati e precisamente dice: "1. Fatte salve le disposizioni della direttiva 67/548/CEE (1) e della direttiva 1999/45/CE (2) relative all'etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi, i prodotti e le apparecchiature di cui al paragrafo 2 contenenti gas fluorurati ad effetto serra sono immessi in commercio solo se le denominazioni chimiche dei gas fluorurati ad effetto serra sono identificate mediante un'etichetta conforme alla nomenclatura accettata dall'industria. Tale etichetta indica chiaramente che il prodotto o l'apparecchiatura contiene gas fluorurati ad effetto serra disciplinati dal protocollo di Kyoto e le relative quantità, e questo figura in modo chiaro e indelebile sul prodotto o sull'apparecchiatura, vicino ai punti di accesso per la ricarica o il recupero dei gas fluorurati ad effetto serra, o sulla parte del prodotto o dell'apparecchiatura in cui tali gas sono contenuti.
I sistemi ermeticamente sigillati sono etichettati come tali.
Informazioni sui gas fluorurati ad effetto serra, compreso il loro potenziale di riscaldamento globale, sono incluse nei manuali di istruzioni forniti per tali prodotti e apparecchiature.
2. Il paragrafo 1 si applica ai seguenti tipi di prodotti e apparecchiature:
a) prodotti e apparecchiature di refrigerazione contenenti perfluorocarburi o preparati contenenti perfluorocarburi;
b) prodotti e apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento (diversi da quelli nei veicoli a motore), pompe di calore, sistemi di protezione antincendio, estintori, qualora il rispettivo tipo di apparecchiatura o prodotto contenga
idrofluorocarburi o preparati contenenti idrofluorocarburi;
c) ...
d) tutti i contenitori per gas fluorurati ad effetto serra.
3. La forma dell'etichetta da utilizzarsi è stabilita secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 2. Requisiti di etichettatura ulteriori rispetto a quelli individuati al paragrafo 1, se del caso, possono essere adottati secondo la stessa procedura. Prima di presentare una proposta al comitato di cui all'articolo 12, paragrafo 1, la Commissione valuta l'opportunità di includere nelle etichette ulteriori informazioni rilevanti per la tutela dell'ambiente, incluso il potenziale di riscaldamento globale, tenendo conto dei regimi di etichettatura esistenti già applicabili ai prodotti e alle apparecchiature di cui al paragrafo 2".
L'articolo 8 indica il controllo d'uso dell'esafloruro di zolfo.
Mentre l'articolo 9 tratta l'immissione in commercio delle sostanze controllate.
"1. L'immissione in commercio di prodotti e apparecchiature che contengono gas fluorurati ad effetto serra, o il cui funzionamento dipende da tali gas, elencati nell'allegato II, è vietata secondo le modalità indicate nel medesimo allegato.
2. Il paragrafo 1 non si applica ai prodotti e alle apparecchiature per i quali è dimostrato che la data di fabbricazione è precedente all'entrata in vigore del relativo divieto di immissione in commercio.

3. a) Qualora uno Stato membro, entro il 31 dicembre 2005, abbia adottato disposizioni nazionali che siano più rigorose rispetto a quelle individuate nel presente articolo, e che ricadano nel campo di applicazione del presente regolamento, relative all'immissione in commercio di prodotti e apparecchiature che contengono, o il cui funzionamento si basa, su gas fluorurati ad effetto serra,
lo Stato membro in questione può, fatta salva la lettera b) del presente articolo, mantenere in vigore dette disposizioni nazionali fino al 31 dicembre 2012.
b) Lo Stato membro in questione notifica le disposizioni nazionali alla Commissione, corredandole di una giustificazione a sostegno delle scelte adottate, entro il 4 luglio2007. Tali disposizioni devono essere compatibili con il trattato. La Commissione fornisce al comitato di cui all'articolo 12, paragrafo 1, le informazioni pertinenti su dette disposizioni".
Nell'articolo 10 la commissione si riserva il riesame del presente regolamento entro il 31 dicembre 2007.
Se del caso, accompagna tale relazione con proposte legislative entro il 31 dicembre 2008 nell'intento di applicare le disposizioni di cui all'articolo 3 (contenimento dei gas refrigeranti).
2. Entro il 4 luglio 2011 la Commissione pubblica una relazione basata sull'esperienza acquisita a seguito dell'applicazione del presente regolamento.
3. Se del caso, la Commissione presenta appropriate proposte di revisione delle pertinenti disposizioni del presente regolamento.
Articolo 11: "Ferma restando la legislazione comunitaria pertinente, ........., che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, gli Stati membri possono promuovere l'immissione in commercio di prodotti e apparecchiature che utilizzano alternative ai gas ad elevato potenziale di riscaldamento globale e che siano efficienti, innovativi e che riducano ulteriormente l'impatto climatico".
L'articolo 12 definisce le regole per il Comitato istituito per assistere la Commissione.
L'articolo 13, relativo alle sanzioni, viene riportato testualmente: "1. Gli Stati membri emanano norme sulle sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutti i provvedimenti necessari per garantire l'applicazione di tali norme. Le sanzioni emanate sono efficaci, proporzionate e dissuasive.
2. Gli Stati membri notificano le norme sulle sanzioni alla Commissione entro il 4 luglio 2008 e provvedono a notificare immediatamente ogni successiva modifica che possa incidere sull'applicazione di dette norme".
L'articolo 14 lascia agli Stati membri la facoltà di mantenere o introdurre misure protettive più rigorose.
L'articolo 15 stabilisce l'entrata in vigore del regolamento e precisamente dal ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea (14 giugno 2006).
Quindi esso si applica a decorrere dal 4 luglio 2006 per quanto riguarda l'articolo 9 (immissione in commercio delle sostanze controllate) e relativo allegato II, mentre i rimanenti articoli si applicano a decorrere dal 4 luglio 2007.

RIASSUMENDO
Abbiamo riportato quasi integralmente il regolamento europeo, soprattutto nelle parti riguardanti gli Hfc, per dar modo ai lettori interessati di visionarlo il più fedelmente possibile; comunque il testo integrale è scaricabile da internet.
In buona sostanza riassumiamo alcunii punti.

Campo di applicazione
• gas refrigeranti fluorurati Hfc (idrofluorocarburi);
• contenimento, uso e immissione in commercio (allegato II).


Obbligo di ispezioni
• 3 kg < 30 kg Almeno una volta all'anno
•30 kg < 300 kg Almeno una volta ogni sei mesi
•300 kg Almeno una volta ogni 3 mesi

Tutti i proprietari di impianti fissi di refrigerazione e di condizionamento d'aria, pompe di calore fisse e sistemi di protezione antincendio contenenti 300 chilogrammi o più di gas fluorurati hanno l'obbligo di installare sistemi di rilevamento delle perdite, che sono controllati almeno una volta all'anno per accertarne il corretto funzionamento.
Ove esista un sistema idoneo di rilevamento delle perdite correttamente funzionante, la frequenza dei controlli, può essere dimezzata.

Obbligo di registro
Per le applicazioni contenenti 3 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra.
Il registro deve riportare la quantità e il tipo di refrigeranti utilizzati, le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di manutenzione, di riparazione e di smaltimento definitivo.
Mantengono inoltre un registro di altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione, nonché le date e i risultati dei controlli effettuati e le informazioni pertinenti che permettono di individuare nello specifico le apparecchiature fisse separate delle applicazioni.
Su richiesta, detti registri sono messi a disposizione dell'autorità.

Obbligo di recupero dei gas fluorurati
Gli operatori di apparecchiature fisse (circuiti di raffreddamento di apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e di pompe di calore), hanno la responsabilità di predisporre il corretto recupero dei gas fluorurati da parte di personale certificato, al fine di assicurarne il riciclaggio, la rigenerazione o la distruzione.

Obbligo di formazione e certificazione del personale addetto entro il 4 luglio 2009.

Non si può più rimandare
Tenendo presente che:
• dal 1950 la superficie ghiacciata dei mari dell'emisfero boreale nel periodo estivo è diminuita del 10 -15% ;
• dal 1960 la superficie coperta da nevi è diminuita di circa il 10%;
• nel 20° secolo Il livello medio dei mari è cresciuto da 0.1 a 0.2 m, le precipitazioni nelle medie-alte latitudini dell'emisfero boreale sono aumentate dello 0.5-1 % per decennio, mentre nelle zone sub-tropicali dello stesso emisfero sono diminuite di circa lo 0.3 % per decennio,
non possiamo trascurare o rimandare gli interventi relativamente al riscaldamento dell'atmosfera terrestre, anche se (forse) non tutto è dovuto all'emissione di gas serra.
Speriamo quindi che anche i nostri politici prendano sul serio il fenomeno e non aspettino altri sei anni (come successo per il Regolamento 2037/2000) per ratificare in Italia il Regolamento Europeo n. 842/2006.

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