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La rete di Media tensione

La rete di Media tensione
13.11.2007
Scopo del presente articolo è quello di illustrare i contenuti del provvedimento in questione, (nel seguito delibera) pubblicato il 22-12-2005 e disponibile sul sito internet: www.autorità.energia.it. Provvedimento che pur esteso ai clienti passivi (nel seguito clienti finali) è sostanzialmente rivolto ai produttori.
La disciplina in oggetto si è resa necessaria perché, a fronte del costante incremento del fabbisogno di energia, unito all'esigenza di ridurre la pesante dipendenza energetica dall'estero, stanno aumentando enormemente i soggetti produttori di fonti energetiche che intendono allacciarsi alle reti elettriche di distribuzione. Ulteriore obiettivo della normativa di che trattasi è quello di garantire, in presenza di un'intensificata attività di connessione d'impianti di produzione, un corretto e sicuro esercizio del sistema elettrico pubblico. Al riguardo viene pure commentata la documentazione inerente le modalità di comunicazione, tra cliente e gestore di rete, le soluzioni tecniche convenzionali e gli standard tecnici adottati dal gestore Enel per la connessione alla propria rete Mt. Documentazione resa pubblica sul sito internet: http://www.enel.it/Sportello_Online/business/infocliente/connessione_rete/index.asp.
L'argomento riveste interesse per progettisti e costruttori d'impianti di produzione di energia elettrica anche di potenza non rilevante (circa 75 % 100 kW) specialmente se derivanti da fonti rinnovabili come ad esempio quelli di tipo fotovoltaico. Per queste ultime, infatti, la delibera stabilisce condizioni per la connessione favorevoli prevedendo, in particolare, significative agevolazioni economiche.


Scopi e struttura della delibera N. 281/05

La delibera è rivolta alla società Terna e ad altri gestori di porzioni della rete di trasmissione nazionale (Rtn) , ai gestori di reti con obbligo di connessione di terzi, con tensione nominale superiori a 1 kV (Mt e AT), diverse dalla Rtn e ai soggetti richiedenti la connessione. Si applica agli impianti di produzione e agli impianti di clienti finali che immettono o prelevano energia (quindi clienti attivi e passivi) e che, alla data di entrata in vigore del provvedimento:
• non sono ancora connessi e richiedono il servizio di connessione;
• sono connessi e richiedono la modifica della connessione, ivi incluso l'aumento della potenza di connessione;
• sono connessi e necessitano del rifacimento della connessione.
Gli scopi principali sono quelli di regolamentare le procedure per la connessione (presentazione/accettazione delle richieste), diritti e obblighi relativi all'immissione e al prelievo di energia elettrica e stabilire i corrispettivi per il servizio di connessione.
Ai fini delle presenti considerazioni si analizza l'allegato A che costituisce la parte essenziale del dispositivo della delibera. Esso è così composto:
• Parte I Parte generale.
• Parte II Modalità procedurali per l'erogazione del servizio di connessione alle reti elettriche.
• Parte III Condizioni tecniche ed economiche per l'erogazione del servizio di connessione alle reti elettriche per impianti di produzione di energia elettrica.
A proposito della parte III deve essere specificato che i corrispettivi economici si applicano solamente agli impianti di produzione e non ai clienti finali . Le condizioni economiche per la connessione alla rete dei clienti finali sono regolate dalla normativa previgente.

Scarica in PDF le tabelle relative all'articolo



Alcune definizioni
È necessario fornire alcune definizioni di termini che risultano ricorrenti nel prosieguo della trattazione:
• impianto per la connessione: insieme degli impianti necessari per la connessione alla rete di un impianto elettrico;
• impianto di rete per la connessione: porzione di impianto per la connessione di competenza del gestore di rete con obbligo di connessione di terzi;
• impianto di utenza per la connessione: la porzione di impianto per la connessione la cui realizzazione, gestione, esercizio e manutenzione rimangono di competenza del soggetto richiedente la connessione (figura 1).
Per la determinazione delle caratteristiche delle parti dell'impianto per la connessione occorre tenere presente:
• la potenza di connessione;
• il livello di tensione al quale viene realizzata la connessione;
• la tipologia dell'impianto per il quale è stato richiesto l'accesso alle infrastrutture di rete;
• la topologia della rete elettrica esistente;
• gli eventuali aspetti riguardanti la gestione e la sicurezza del sistema elettrico.
Per quanto attiene la potenza e il livello di tensione va tenuto presente che in generale la connessione viene effettuata:
• in media tensione, nel caso di potenze di connessione non superiori a 8 MVA;
• in alta tensione, per potenze di connessione superiori.
Rilevato che i criteri di esercizio della rete pubblica di AT e di Mt sono assai diversi (la prima è esercita in modo magliato mentre la seconda è radiale), sotto l'aspetto generale occorre che:
• il funzionamento in parallelo alla rete pubblica di un generatore non deve causare perturbazioni al servizio e, in caso contrario, il collegamento deve essere prontamente ed automaticamente interrotto;
• la presenza o l'assenza di un generatore non deve modificare sostanzialmente la qualità del servizio reso agli impianti utilizzatori;
• gli impianti devono essere costruiti in modo da mantenere standard di sicurezza per tutto il personale che vi può accedere: del distributore, del produttore e di terzi.
Lo schema di principio del collegamento in parallelo rete di distribuzione-impianto di produzione, è stabilito dal gestore della rete ed in linea di massima è quello già rappresentato in figura 1. In esso si distinguono (le definizioni sono tratte dal documento Enel: DK 5740 "Criteri di allacciamento di impianti di produzione alla rete Mt di Enel Distribuzione", ed-2-2005, anch'esso disponibile sul sito internet richiamato in premessa) il:
• dispositivo generale - dispositivo (interruttore) installato all'origine della rete del produttore (indicato in genere come utente/cliente) e cioè immediatamente a valle del punto di consegna dell'energia elettrica dalla rete pubblica. Il dispositivo, in condizioni di "aperto" esclude l'intera rete del produttore dalla rete pubblica (per le caratteristiche di questo dispositivo si veda anche l'articolo dello stesso autore apparso sul n. 6/05 de Il Giornale dell'Installatore Elettrico a riguardo dei requisiti delle protezioni dei clienti finali allacciati direttamente alla rete a Mt di distribuzione pubblica);

Scarica il PDF con la Figura n.1: Impianto per la connessione

• dispositivo d'interfaccia - dispositivo (interruttore o contattore) installato nel punto di collegamento della rete in isola alla restante parte della rete produttore sul quale agiscono le protezioni d'interfaccia. L'apertura del dispositivo d'interfaccia assicura la separazione di tutti i gruppi di produzione e la parte di rete del produttore prevista per il funzionamento in isola (da dove sono derivati i carichi privilegiati) dalla restante porzione di rete del produttore e dalla rete pubblica;
• dispositivo di generatore - dispositivo (interruttore o contattore) installato a valle dei terminali di ciascun generatore dell'impianto di produzione. In condizioni di "aperto", il dispositivo del generatore separa il gruppo dal resto dell'impianto. Deve intervenire per guasti al generatore.
Il dispositivo generale può coincidere con quello d'interfaccia se tutto l'impianto del produttore è abilitato al funzionamento in isola. A sua volta il dispositivo di generatore può coincidere con quello d'interfaccia se il generatore è abilitato per funzionare solamente in connessione con la rete pubblica.


Presentazione della richiesta di connessione

Il soggetto richiedente la connessione presenta la:
• all'impresa distributrice competente per territorio, per potenze di connessione inferiore a 10 MVA;
• a Terna per potenze uguali o superiori al limite suddetto.
Il gestore di rete che riceve la richiesta di connessione propone al soggetto la connessione una soluzione tecnica conforme alle modalità e alle condizioni contrattuali pubblicate . Per soluzione tecnica minima generale (Stmg) s'intende la soluzione, elaborata dal gestore di rete in seguito ad una richiesta di connessione, necessaria e sufficiente a soddisfare la richiesta stessa, compatibilmente con i criteri di dimensionamento, per intervalli standardizzati, dei componenti adottati dal gestore della rete a cui la connessione si riferisce. Ciò più semplicemente significa l'individuazione di una soluzione tecnica (progettuale e costruttiva) scelta fra quelle previste dall'unificazione interna del gestore dallo stesso utilizzata per gli interventi di sviluppo del tipo di rete a cui la richiesta di connessione si riferisce. La Stmg costituisce anche una sorta di preventivo di massima che individua la soluzione da adottare rispetto agli schemi di principio di connessione alla rete unificati dal gestore, comprensivo altresì dell'individuazione delle eventuali opere da eseguire sulla rete esistente per adeguarla alle condizioni che si vengono a creare per effetto della nuova iniezione di potenza.
Intervenuta l'accettazione da parte del richiedente della Stmg, il gestore di rete può acconsentire al soggetto richiedente la connessione, previa istanza dello stesso, di progettare e realizzare gli impianti di rete per la connessione per i quali tale possibilità è prevista. In tal caso il gestore di rete elabora comunque la soluzione tecnica minima di dettaglio (Stmd). Quest'ultima deve essere assunta, dal soggetto richiedente, quale soluzione di riferimento al fine della progettazione e della realizzazione dell'impianto di rete per la connessione.

Scarica in PDF la figura n.2: Soluzioni tecniche convenzionali 



Il gestore può consentire, fatte salve le esigenze di sicurezza e la salvaguardia del servizio elettrico, anche la realizzazione degli interventi strettamente necessari sulla rete esistente (esempio potenziamenti) previsti in sede di predisposizione della Stmd. Questo è un aspetto particolarmente significativo dell'azione promossa dall'Aeeg per la liberalizzazione del mercato elettrico che introduce il principio della pluralità dei soggetti abilitati (con conseguente diversificazione dell'offerta economica) alla costruzione della rete di distribuzione a condizione che siano osservati gli standard progettuali e costruttivi adottati dal gestore della rete interessata alla connessione. Gli impianti eventualmente realizzati dal richiedente sono resi disponibili a titolo gratuito per il collaudo e la conseguente accettazione. I costi di collaudo sono a carico del richiedente. La Stmd costituisce invece una sorta di progetto esecutivo delle opere da eseguire per realizzare la connessione alla rete, che interviene solamente dopo che sono state ottenute le autorizzazioni di legge. Essa deve comprendere i costi (corrispettivi di connessione) afferenti la realizzazione dell'impianto di rete per la connessione e gli eventuali interventi, debitamente motivati, previsti per l'adeguamento della rete esistente.
È previsto a carico del richiedente il pagamento dei seguenti oneri:
• corrispettivo a copertura delle attività di gestione e di analisi della Stmg;
• corrispettivo a copertura delle attività di gestione e di analisi della Stmd;
• corrispettivo di connessione.

Per quanto attiene i corrispettivi di connessione ogni gestore è tenuto, come vedremo meglio nel seguito, a dare pubblicità dei valori unitari sui quali calcolare i costi degli impianti. In armonia con quanto detto in premessa, in tabella 2 si riportano i valori resi noti da Enel per determinare i costi delle soluzioni convenzionali di connessione alle sue reti di distribuzione di MT. Le soluzioni riportate sono quelle più ricorrenti, ma nella pratica possono essere necessari anche interventi diversi, specialmente per quanto riguarda gli eventuali potenziamenti della rete esistente, a monte del punto di connessione. Si tratta delle soluzioni unificate in ambito Enel ovviamente valide ed adottate puntualmente su tutto il territorio nazionale. Pur se riferiti a standard medi i valori esposti, in quanto estrapolati dall'analisi a livello nazionale dell'attività costruttiva degli impianti a livello nazionale, condotta secondo criteri di economia di scala in termini di approvvigionamento dei materiali e delle prestazioni, sono da ritenersi sicuramente attendibili. Con riferimento ad essi il richiedente può valutare la convenienza di assumersi a carico la costruzione dell'impianto di rete per la connessione in alterrnativa al pagamento del corrispettivo di connessione. Il richiedente può anche propendere per una realizzazione parziale delle opere di rete per la connessione, quali ad esempio la sola costruzione della parte strutturale delle cabine e o le canalizzazioni delle linee sotterranee, nel senso che il loro valore, computato secondo i costi praticati dal gestore, nella fattispecie Enel, viene detratto dal costo complessivo del corrispettivo di connessione.

Scarica in PDF la Figura n.3: Schemi elettrici per l'allestimento delle cabine di consegna e smistamento



I costi sono comprensivi dei materiali, della mano d'opera e delle spese generali. Non comprendono invece gli oneri afferenti le servitù e le autorizzazioni che possono risultare molto diversificati in relazione al valore commerciale delle aree interessate alla realizzazione delle opere. I valori riportati valgono in condizioni normali per quanto attiene l'inserimento ambientale, possono discostarsi quindi in modo sensibile se in sede di rilascio delle autorizzazioni vengono imposte prescrizioni per mitigare l'inserimento ambientale e o paesaggistico degli impianti. Per le linee aeree i costi dipendono molto dalla orografia del territorio attraversato, da cui dipende la regolarità della distribuzione dei sostegni sull'asse del profilo, e dalla tortuosità del tracciato. Per quelle in cavo interrato i costi variano in modo rilevante in funzione del numero delle interferenze con altri servizi a rete presenti nel sottosuolo interessato dal tracciato. Nei costi della mano d'opera sono compresi anche quelli afferenti la fornitura dei leganti e degli inerti assai diversi fra loro nelle varie aree del paese.

Condizioni economiche per la connessione di produttori energia elettrica da fonti rinnovabili

In questo caso (ad esempio per gli impianti fotovoltaici) gli importi Stmg e Stmd a carico del richiedente sono pari al 50% di quelli indicati in tab. 1. Se il richiedente realizza gli impianti di rete per la connessione e gli eventuali interventi sulla rete esistente strettamente necessari, lo stesso non paga alcun corrispettivo di connessione. Diversamente il corrispettivo è pari al maggior valore tra zero e il costo di realizzazione, prospettato nella Stmd, comprendente solo gli impianti di rete per la connessione e al netto di un corrispettivo determinato come riportato nella seconda tabella allegata alla Delibera. Anche per la garanzia finanziaria, prevista a tutela del gestore qualora questi abbia sostenuto costi a fronte di un intervento di connessione non realizzato per cause addebitabili al richiedente, l'onere è ridotto del 50%.

Le soluzioni tecniche convenzionali e gli standard tecnici di Enel per le connessioni a Mt
Al fine di dare esecuzione anche alle disposizioni di cui all'art. 3, comma 2, lettere f) e g) della delibera, Enel ha prodotto e pubblicato, sul sito internet citato in premessa, il documento DK 5310, ed. I maggio 2006, "Modalità e condizioni contrattuali per l'erogazione da parte di Enel distribuzione del servizio di connessione alla rete elettrica con tensione nominale superiore ad 1 kV". Esso riporta anche i valori dei costi
unitari delle varie tipologie d'impianti di cui alla tabella 2. Nel seguito ci limiteremo ad illustrare le soluzione tecniche convenzionali e gli standard tecnici relativi agli impianti di rete per la connessione alla rete a Mt che possono risultare di interesse dei richiedenti produttori che chiedono ed ottengono di provvedere direttamente alla progettazione e alla costruzione di detti impianti secondo le espresse previsioni in tal senso formulate dalla Delibera.

Scarica in PDF la Figura n.4: Linee a MT aeree

In questo caso il progetto esecutivo deve esser elaborato dal richiedente sulla base delle specifiche e standard tecnici forniti da Enel e allo stesso poi sottoposto a verifica dei seguenti aspetti:
• completezza formale;
• rispondenza agli standard e alle specifiche tecniche fornite;
• corrispondenza alla Stmd.
Come soluzioni tecniche convenzionali Enel ha previsto degli schemi unificati che sono, con riferimento alle figure 2 (a , (b e (c:
• connessione con stallo da sezione Mt di cabina primaria AT/Mt (CP) o centro satellite (di norma per potenze di connessione superiori a 3 MVA);
• connessione in "entra-esce" su linea esistente;connessione con stallo da sbarra Mt di cabina di smistamento (CS). Esse si caratterizzano quindi per tre diversi punti di connessione dell'impianto di produzione sulla rete a Mt. Punti di connessione che in generale sono individuati in modo insindacabile dal gestore della rete. Salvo il caso di connessione di un cliente finale, non è mai previsto il collegamento rigido a T sulla linea esistente.

Nel primo dei casi considerati l'impianto di rete per la connessione consiste nel tratto di linea per collegare lo stallo esistente della CP e la cabina di consegna in derivazione (CC) allestita secondo lo schema di figura 3 (a. Nel secondo caso invece l'impianto di rete per la connessione consiste nella realizzazione dei due tronchi di linea, "detto anche entra-esce", e dell'allestimento, secondo lo schema di cui alla figura 3 (b, della cabina di consegna. Nella terza ipotesi, infine, deve essere realizzato, quale impianto di rete per la connessione, una cabina di smistamento, detta anche nodo di rete, allestita come riportato nella figura 3 (c, il tratto di linea fino alla cabina di consegna e l'allestimento di quest'ultima secondo lo schema di fig. 3 (a. L'utente/cliente richiedente la connessione deve in ogni caso mettere a disposizione anche il locale delle misure (M), che contiene i gruppi di misura dell'energia prelevata ed immessa. Locale che deve prevedere un accesso diretto da strada aperta al pubblico per Enel ed un accesso distinto per il cliente nonché, ovviamente, il locale della cabina utente/cliente (CU) per contenere le sue apparecchiature (dispositivo generale, eccetera). Per le caratteristiche della cabina del cliente si rimanda agli articoli, dello stesso autore, apparsi sui n. 12/05 e 2/06 de Il Giornale dell'Installatore Elettrico. I così detti standard tecnici attengono alla fase costruttiva che come abbiamo visto può essere assunta a carico del richiedente la connessione. In sì fatta ipotesi il richiedente dovrà attenersi a tutte le norme di legge e di buona tecnica riportate puntualmente nel documento Enel di che trattasi e tenere presente, nel caso che debbano essere costruiti dei tratti di linee elettriche aeree, che la progettazione e la costruzione di queste sono disciplinate per legge dal Decreto Ministeriale 21-3-1988 e successive modificazioni ed integrazioni. Disposizioni che recepiscono i contenuti della norma Cei 11-4 "Esecuzione delle linee elettriche aeree esterne".

L'impianto deve essere realizzato adottando metodi di lavoro e mezzi d'opera in linea con gli standard tecnici vigenti e utilizzando materiali rispondenti alle specifiche funzionali e costruttive unificati da Enel. Per ragioni di spazio il documento DK 5310 si limita a fornire alcuni elementi, fra quelli più significativi, sui vari componenti e parti d'impianto rinviando alle Guide Tecniche, reperibili sul sito internet: http://www.acquisti.enel.it/acquisti/it/html/servizi_lineeguida.asp , l'illustrazione dettagliata e puntuale delle varie tipologie d'impianto. Tali Guide contengono indicazioni per la costruzione ed anche, ma in misura assai minore, per la progettazione riguardanti le:
• linee aeree in conduttori nudi;
• linee in cavo aereo;
• linee in cavo interrato;
• cabine di smistamento e di trasformazione Mt/bt.
In pratica quelle tipologie d'impianto riportate nella tabella 2 che possono essere concesse in esecuzione al cliente produttore.

Le guide tecniche sono strutturate in sei parti:
1. materiali: contengono le specifiche tecniche di unificazione dei materiali utilizzati da Enel nella costruzione della rete di distribuzione a Mt (caratteristiche dimensionali, prestazionali, eccetera) ;
2. disposizioni costruttive: ossia la rappresentazione dell'assemblaggio dei componenti previsti per la realizzazione delle varie parti d'impianto;
3. attrezzature e mezzi d'opera;
4. metodi di lavoro e procedure di sicurezza;
5. prescrizioni tecniche di messa in opera (ad esempio le tabelle di tesatura dei conduttori con relativi tiri e frecce di posa, i franchi e le distanze di rispetto dalle opere speciali attraversate, eccetera);
6. allestimento dei cantieri.
Le prescrizioni contenute nelle parti 1., 2. e 5. sono da ritenersi assolutamente vincolanti dovendo il nuovo impianto armonizzarsi con le caratteristiche della rete esistente su cui si va ad immettere. Le altre parti hanno necessariamente un carattere esemplificativo o di semplice raccomandazione anche l'adozione dei metodi in uso presso Enel, soprattutto per quanto attiene la sicurezza, costituisce una garanzia di rispetto delle regole di buona tecnica atteso il rilevantissimo know how accumulato da Enel in oltre trent'anni di attività costruttiva degli impianti svolta con risorse interne. Per le linee in conduttori nudi Enel intende sempre più ad orientarsi verso poche soluzioni unificate, in particolare per i clienti produttori con potenza installata rilevante. L'isolamento, unificato a 20 kV (tensione massima per i componenti del sistema 24 kV) anche per l'esercizio della rete a 10 e a 15 kV, è ormai realizzato esclusivamente da catene di isolatori in vetro di tipo cappa perno o di materiale composito, nelle versioni normale e antisale, quest'ultima in grado di garantire la tenuta anche in presenza di atmosfera particolarmente inquinata.

Generalmente vengono utilizzati sostegni in cemento, figura 4 (a, ma è sempre più diffuso il ricorso a sostegni tubolari poligonali in acciaio, a più tronchi innestabili, allorché necessitano altezze utili superiori a 12 metri da porre in opera in territori montuosi con notevoli difficoltà logistiche per il raggiungimento dei picchetti. In via d'abbandono, per quanto possibile, l'impiego dei sostegni a traliccio che presentano un forte impatto ambientale e quindi spesso motivo di opposizione in sede di richiesta di autorizzazione alla costruzione dell'impianto. Il conduttore più impiegato è quello di tipo bimetallico, con anima in acciaio e mantello in alluminio (vedasi norma Cei 7-2), della sezione nominale di 150 mm2, che si caratterizza per un elevato carico di rottura a trazione, una tenuta termica alle correnti di cortocircuito assai superiore a quelle massime previste in qualsiasi punto della rete a MT ed una trasportabilìtà al limite termico di circa 350 A, in pratica non completamente sfruttabile, se non con linee di lunghezza limitata. In questo caso, infatti, il limite è piuttosto costituito dalla caduta di tensione (ad esempio a 15 kV la caduta di tensione del 10% si raggiunge con una linea che non supera i 6,5 km di lunghezza). Costa non poco la costruzione di linee aeree in conduttori nudi nelle zone di pregio boschivo, la necessità di dover imporre una fascia di rispetto (o di servitù) libera dalla presenza di alberature di alto fusto. Questa è una delle ragioni, unitamente a quella di avere migliori livelli di qualità servizio, in particolare sotto l'aspetto delle discontinuità transitorie, del crescente impiego delle linee in cavo aereo isolato (di classe II) per le quali le norme relative (DM 21-3-88 e Cei 11-4) non prescrivono distanze di rispetto dalle piante e dai fabbricati, anche se adibiti a case d'abitazione.

Il minor impatto ambientale è dovuto anche all'impiego di palificazioni con altezze nominali in genere non superiori a 12 metri reso possibile dal fatto che la riferita normativa consente un franco minimo sul terreno di 5 metri contro metri 6 prescritti per i conduttori nudi. Una forte incidenza sui costi di questo tipo di linea è dovuta al cavo aereo a MT impiegato. Si tratta di un cavo costituito da tre anime isolate, singolarmente schermate e protette da una guaina esterna, riunite ad elica visibile attorno ad una fune portante formata di fili di acciaio rivestiti di alluminio (allumoweld). I conduttori dei cavi sono di alluminio, della sezione massima di 150 mm2, in corda rigida rotonda compatta, che presenta una portata in regime permanente prossima a quella vista per il conduttore all-acc. visto in precedenza. L'isolamento primario è costituito da uno strato di materiale estruso sul conduttore in polietilene reticolato Xlpe (sigla Cei E4 - Cross-Linked-Poly-Ethylene).

Lo schermo di ciascuna fase, è formato da un sottile strato di alluminio (spessore 0,15 mm) avvolto longitudinalmente a cilindro, con bordi sovrapposti, incollato alla guaina protettiva esterna, in genere in polietilene lineare di colore grigio. La tenuta termica di detti schermi alle correnti di guasto a terra che possono essere particolarmente elevate in caso di funzionamento della rete a neutro isolato (vedasi Il Giornale dell'Installatore Elettrico n. 5/06), è garantita dal loro collegamento in parallelo con la fune portante, messa a terra in corrispondenza di ogni sostegno. Quest'ultima assolve alla funzione meccanica e di conseguenza i cavi sono sottoposti solamente allo stress dielettrico come avviene per quelli di caratteristiche analoghe d'impiego interrato. La fune portante viene amarrata a mensole mediante speciali morse d'amarro o di sospensione applicate a sostegni del medesimo tipo di quelli considerati per le linee in conduttori nudi, figura 4 (b. Relativamente alle linee in cavo interrato l'unificazione Enel prevede soltanto i cavi ad isolamento solido estruso in Hepr (Hard-Ethylene-Propylene-Rubber, principalmente di qualità G7 ad alto modulo dielettrico e meccanico, ovvero in Xlpe, del tipo detto anche airbag caratterizzati dal una guaina termoplastica antiurto, applicata immediatamente sotto a quella esterna di protezione, in grado di assorbire le eventuali sollecitazioni meccaniche senza danneggiare l'isolante primario). I conduttori sono in alluminio con sezione massima di 185 mm2 che consente un perfetto interfacciamento, in termini di trasportabilità, con le tipologie di linea appena descritte. La formazione del cavo in questione è cordata, con le tre anime avvolte fra loro ad elica visibile. Lo schermo è in fili di rame con nastro di equalizzazione. Per quanto attiene le cabine di smistamento la soluzione più ricorrente di struttura è quella detta tipo "box", in pannelli prefabbricati di c.a.v., in qualche caso utilizzabile anche quale locale da adibire a cabina di consegna. L'allestimento è realizzato con quadri a Mt a 20/24 kV, con isolamento totalmente in aria, o misto aria/SF6 (Ims isolato in SF6 e condotto sbarre ed entrata cavi isolate in aria), oppure totalmente in SF6. La prima soluzione viene normalmente utilizzata nell'allestimento delle cabine di consegna con un apposito quadro che contiene l'Ims per il sezionamento dell'impianto di produzione, i trasformatori TA e TV di misura immediatamente a valle dei quali è individuato il punto di consegna. In alcuni casi, in particolare quando trattasi di cabina di consegna in "entra-esce", Enel provvede alla motorizzazione di almeno uno dei due Ims di linea da poter telecomandare o automatizzare dai propri centri di controllo.

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