È difficile analizzare il mercato in un periodo in cui grava sull’andamento economico generale una certa incertezza e il settore del condizionamento dell’aria, così strettamente collegato all’edilizia, risente ancora delle conseguenze di quanto accaduto nel 2009, quando il mercato raggiunse il suo picco più basso.
“Negli ultimi due anni abbiamo registrato una sostanziale riduzione delle vendite - afferma Bruno Bellò, presidente di Coaer - tuttavia siamo ottimisti. Dall’analisi congiunturale preliminare del 2010, infatti, è emerso che fino a settembre si è registrato un lieve miglioramento del mercato del condizionamento, soprattutto nel settore residenziale degli split e multisplit, che hanno recuperato bene la perdita del 2009. Non sono stati ancora raggiunti i livelli del pre crisi, ma le indicazioni sono di inversione di tendenza, almeno nel residenziale”. È, infatti, differente la situazione del mercato delle macchine idroniche, di maggiori dimensioni, indirizzate soprattutto al terziario. “In questo caso il mercato è ancora difficile da stimare, del resto siamo in un ambito interessato da contratti più lunghi, legati a investimenti impegnativi e che risente molto dell’inerzia del mercato edilizio”.
Al top per le idroniche
A livello internazionale, nonostante l’andamento settoriale, i produttori italiani si distinguono per il comparto delle macchine idroniche e per l’elevata tecnologia. “In questo mercato - continua Bellò - siamo molto forti, soprattutto in ambito europeo dove l’industria italiana si colloca ad alti livelli. Di contro, da anni abbiamo perso terreno nel comparto delle piccole macchine e siamo ora un mercato prevalentemente di importazione. Quest’ultimo è un settore ormai in mano alle aziende asiatiche, soprattutto giapponesi, in grado di aggredire il mercato facendo leva sui volumi. Sono, in genere, multinazionali che producono in larga scala un prodotto, quello degli split e multisplit, in cui c’è relativamente poca tecnologia. Mentre la tecnologia più complessa, in cui possiamo giocarci ancora il nostro know how, resta un nostro patrimonio”.
Verso il sistema impianto
Quello del condizionamento è un comparto fortemente sollecitato da richieste di nuove tecnologie. “Si tratta - dichiara il presidente di Coaer - di macchine che competono nel mercato del comfort, all’interno del sistema edificio, e che sono chiamate a rispettare anche requisiti di compatibilità ambientale: si pensi, per esempio, all’obiettivo 20-20-20 riguardo l’impiego di energie rinnovabili, la riduzione delle emissioni e dei consumi; tre aspetti su cui stiamo giocando tutte le nostre carte. Assistiamo inoltre a un’evoluzione normativa nel settore che ci fa capire che nei prossimi 3 o 4 anni farà il proprio ingresso sul mercato una nuova generazione di prodotti, fortemente influenzata da esigenze di efficienze elevate e di riduzione dei consumi legate a tutto il sistema impiantistico. Si passerà, quindi, dalla progettazione del singolo apparecchio a quella del sistema impianto”.
Bellò spiega come tutto questo porterà all’introduzione di nuovi prodotti con nuovi livelli di efficienza, all’etichettatura estesa a tutti i prodotti, a un concetto di rendimento medio stagionale e non più nominale, come è oggi, e all’impiego di energie rinnovabili che garantiscano una riduzione dei consumi pari al 30-40%. “In particolare, stiamo lavorando su quest’ultimo aspetto e la pompa di calore sarà lo strumento di successo del mercato”. In Italia, soprattutto, viene apprezzata in quanto macchina reversibile, che garantisce contemporaneamente il condizionamento dell’aria, molto richiesto sul mercato nazionale, il calore e l’acqua calda sanitaria. “Attualmente, nel Paese si contano circa 8 milioni di unità abitative dotate di sistemi di condizionamento che affiancano le caldaie, per un totale di circa 11mila macchine; il nostro obiettivo è di creare un unico sistema che consenta tutte le funzioni”.
Direttiva ErP
A livello legislativo è in corso l’importante progetto della direttiva ErP (Energy related Products) 2009/125/CE, la normativa quadro obbligatoria relativa alla circolazione dei prodotti che consumano energia o influiscono sul consumo energetico e che, quindi, possono contribuire significativamente a una maggiore efficienza. La direttiva stabilisce quali debbano essere i requisiti minimi per la vendita di tali prodotti e richiede necessariamente la loro riprogettazione in un’ottica ambientale, che tenga conto di tutte le fasi di vita del prodotto, dalla progettazione fino allo smaltimento dei materiali impiegati. “Tutto ciò implicherà delle modifiche nei materiali, nei progetti, nell’esercizio di installazione e di dismissione dei prodotti a fine vita. Certamente nelle macchine per il condizionamento dell’aria l’impatto ambientale maggiore è nella fase di utilizzo, perciò si punta all’elevata efficienza energetica con una nuova generazione di prodotti.
La battaglia, quindi, sarà giocata sulla tecnologia e le maggiori difficoltà saranno per le piccole aziende, che più difficilmente possono dedicare risorse alla riprogettazione dei sistemi e alla gestione delle nuove richieste normative. Per questo, come Coaer offriamo sin da ora la massima assistenza. Stiamo anche approntando uno schema di certificazione degli installatori di pompe di calore, insieme a Enea e Cepas, con l’intento di coinvolgere tutta la filiera e creare un circolo virtuoso che punti alla qualità di prodotto, di sistema e, appunto, di filiera”.
Nel Sistema Paese
Le previsioni per l’anno appena iniziato partono da tutti i presupposti finora valutati. “Il 2011 sarà ancora un anno di forte transizione e la ripresa, se la situazione dell’economia generale si manterrà stabile, avverrà nel 2012. Del resto siamo ancora legati all’andamento economico e risentiamo delle ridotte capacità di investimento a tutti i livelli, sia delle famiglie sia delle imprese.
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