Attualità

Addio batterie al litio, in arrivo sistemi di accumulo organici

Dimentichiamo le batterie a litio: i nuovi sistemi di accumulo per le energie rinnovabili sono organici, basati sul chinone, molecola presente nel rabarbaro e in altre piante 

I sistemi di accumulo non saranno più basati sulle batterie al litio, ma su quelle a flusso, che sfruttano il chinone, una molecola prodotta dalle piante durante la fotosintesi.

L'innovazione arriva da Green Energy Storage, startup italiana nata nel 2015 e composta da un team di imprenditori e manager con grande esperienza. Grazie a un accordo con l'Università di Harvard, che ha condotto un esperimento su scala di 1 Watt, Green Energy Storage ha sviluppato un prototipo funzionante da 3KW, già in fase di testing, con potenziali applicazioni che vanno dall’utilizzo domestico ad impianti industriali di grandi dimensioni.

 

Rispetto a quelle tradizionali basate sul litio, le batterie a flusso sfruttano una molecola prodotta dalle piante durante la fotosintesi, il chinone, facilmente estraibile dal rabarbaro e da altri vegetali, biocompatibile e a basso costo.

Il sistema è composto da due serbatoi a ciclo chiuso contenenti del liquido con due pompe e una membrana a scambio ionico. I due fluidi, uno contenente il chinone e l’altro acido bromidrico, si scambiano gli ioni attraverso la membrana, ma non si mischiano mai. Durante le fasi di carica e scarica i liquidi vengono fatti circolare attraverso le pompe, entrano in contatto con la membrana, scambiando ioni in modo direzionale, in un verso quando la batteria fornisce energia, nell’altro quando è in fase di ricarica.

 

Queste innovative batterie fluide sviluppate da Green Energy Storage sono utilizzabili anche su impianti di grossa scala, grazie alla separazione dei componenti di potenza e dei componenti di energia; hanno inoltre un costo di produzione competitivo, un ciclo di vita lungo e standard di sicurezza più elevati.

Sono altresì più sostenibili: il vantaggio di usare un prodotto di origine naturale, come il chinone, facilmente reperibile e riproducibile su scala industriale, rispetto a una sostanza chimica, è evidente.

Il sistema in questo modo riduce l’impatto sull’ambiente, ha un’alta efficienza, è economicamente vantaggioso e ha un impatto ambientale positivo.