#ilSettoreElettricoNonsiFerma

Chint Italia – Fondamentali pianificazione e adattabilità

Come si sta muovendo il settore elettrico in questa situazione di crisi?
Il Giornale dell’Installatore Elettrico sta realizzando di giorno in giorno una serie di interviste a tutti i protagonisti della filiera: produttori, distributori, associazioni di categoria e, naturalmente, installatori.
Per capire quali sono i problemi da affrontare, ma soprattutto, quali le azioni costruttive per riprendere rapidamente e con efficacia l’attività.

Intervista a Domenico De Falco, Direttore Commerciale Distribuzione Chint Italia.

Oggi il diffondersi del contagio e i Decreti messi in atto da parte del Governo hanno modificato in maniera sostanziale le normali attività operative. Come azienda, che tipo di azioni avete intrapreso?

In quanto filiale della multinazionale Chint, la cui sede centrale è dislocata ad Yueqing in Cina, Chint Italia Investment ha vissuto sulla propria pelle la situazione di emergenza fin dall’inizio del contagio, avvenuto a gennaio. Nonostante le difficoltà legate alla chiusura, più e più volte prorogata, degli stabilimenti produttivi collegati alla casa madre, e alle misure restrittive che hanno imposto la chiusura forzata degli uffici, i colleghi in Cina si sono prodigati per garantire un servizio attivo di supporto e assistenza alle filiali nel mondo così da consentire lo svolgimento della normale attività e garantire ai distributori, e di conseguenza ai clienti finali, una continuità di forniture e di servizio.

La temporanea sospensione della produzione e delle forniture centralizzate è stata bypassata sia grazie alla presenza di una piattaforma logistica internazionale – che ha consentito di attingere dalle altre filiali Chint nel mondo per soddisfare le richieste dei clienti a livello locale – sia in virtù di una attenta programmazione di approvvigionamento del nostro magazzino, possibile grazie collaborazione dei clienti e all’assistenza attiva fornita dalla nostra rete commerciale direttamente nel territorio. In Italia disponiamo infatti di un centro logistico di 2500 mq con oltre 20000 articoli che ci ha permesso di evadere tempestivamente le richieste più urgenti. Il nostro ufficio tecnico si è inoltre messo al più completo servizio dei clienti per cercare di fornire delle valide alternative qualora il prodotto specifico non fosse reperibile, mentre i funzionari tecnico commerciali regionali, i Key account e le agenzie hanno fatto il possibile per rassicurare i clienti, proponendosi come punto di riferimento per qualsiasi tipo di necessità ed esigenza.

Inutile oggi fare delle sterili ipotesi sul futuro a breve/medio termine; ciononostante è chiaro che, in questo caso, si tratta di una “crisi” a tempo, nulla a che vedere con il recente passato. Guardando però in prospettiva, è giusto sottolineare come, di necessità virtù, ci siamo dovuti adattare (e rapidamente) a nuove modalità di lavoro. A emergenza conclusa sarà necessario far tesoro di queste esperienze? Cosa potrebbe cambiare anche per il settore che vi vede protagonisti?

Lo scenario dell’ultimo mese e mezzo ha visto un grande impegno da parte di tutto lo staff in forza presso la casa madre. Oggi in Cina si intravede una parvenza di normalità. I colleghi hanno ripreso possesso delle loro postazioni in ufficio e gli stabilimenti produttivi hanno riavviato i macchinari, ma l’emergenza si è spostata, ci ha colpito ancora più da vicino, toccando l’intero sistema produttivo italiano. E così, forti dell’insegnamento dei nostri corrispondenti cinesi, che in queste settimane non hanno mai perso di vista la continuità del servizio come priorità, ci siamo rapidamente riorganizzati, lavorando in modalità smart working, dotandoci dei dispositivi di protezione prontamente inviati dall’headquarter e gestendo il lavoro del magazzino su turni in modo da garantire la tutela della salute degli impiegati ma anche la continuità delle forniture e dei servizi.

Il divieto di aggregazione ci ha imposto di sospendere i meeting istituzionali e tecnici sul territorio, che rappresentano per la nostra realtà un punto di contatto strategico con il distributore e con gli installatori. Siamo tuttavia riusciti ad organizzare un momento di formazione tecnica (destinato ad uno dei nostri distributori) in videoconferenza, sperimentandolo per la prima volta con risultati soddisfacenti. Anche se continuiamo a ritenere fondamentale la presenza del relatore in sala e la possibilità per i partecipanti di vedere e toccare con mano i prodotti, faremo tesoro di questa esperienza e non escludiamo che in futuro si potranno intervallare agli incontri in presenza alcuni meeting in videoconference con conseguente ottimizzazione dei tempi e riduzione dei costi e dei consumi legati agli spostamenti del personale tecnico oltre che dei partecipanti. Peraltro, questa modalità di scambio delle informazioni è già una prassi abituale all’interno di Chint, applicata settimanalmente in occasione dei workgroups Italia-Cina. Si tratterà solo di capire come poter rendere fruibile e coinvolgente all’esterno, sul fronte distributore e installatore, quella che è già uno strumento di lavoro interno all’azienda.

In ultimo, se dovesse suggerire oggi una strategia agli installatori (artigiani o realtà più strutturate) sia per l’immediato sia per la ripresa delle normali attività che li vedrà coinvolti nei prossimi mesi, che tipo di consigli si sente di dar loro? Come sarà possibile “sfruttare” al meglio questa situazione?

Questa pausa forzata, nonostante le numerose problematiche e limiti, può essere in realtà una grande opportunità per gli installatori e più in generale per gli operatori del settore per ripensare le proprie modalità di lavoro, spesso troppo focalizzate sul “fare” e sul gestire la richiesta estemporanea. Quello che abbiamo riscontrato, allo scattare dell’emergenza, in qualità di produttori, è stata una vera e propria corsa all’approvvigionamento di materiale da parte degli installatori e anche di realtà più strutturate. Il suggerimento, che ci sentiamo di dare a tutti coloro che operano nel nostro settore, è introdurre nella propria prassi quotidiana, per quanto possibile, una maggiore pianificazione, anche in termini di approvigionamento di materiale, e sfruttare questo momento per ripensare e riorganizzare il proprio lavoro.

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