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Il riciclo del condizionatore residenziale: le regole per l’installatore

Per la corretta gestione dei RAEE, Hitachi Cooling & Heating fa chiarezza su requisiti, obblighi e adempimenti a carico dell’installatore che vende un sistema di climatizzazione per la casa.

A livello globale i RAEE, i cosiddetti rifiuti elettronici, valgono 62,5 miliardi e mezzo di dollari, un valore tre volte superiore alla produzione annuale delle miniere di argento del mondo, come emerge dal meeting annuale 2019 del World Economic Forum.

I rifiuti elettronici sono dunque una preziosa opportunità di recupero delle materie prime, anche nel caso dei climatizzatori giunti a fine vita. La corretta gestione di questo RAEE garantisce il recupero di circa il 97% dei materiali, così suddivisi: 29% ferro; 17% plastica; 9,5% metalli non ferrosi (rame e alluminio); 40% compressore e motore; 1% olio. Anche i gas refrigeranti, se trattati correttamente, possono essere estratti, messi in sicurezza e in alcuni casi rigenerati.

Per ottenere questo risultato è necessario sostenere un sistema circolare, in cui le risorse sono adeguatamente gestite, recuperate e riutilizzate. Un sistema in cui ciascun componente della filiera di smaltimento conosca il processo, il proprio ruolo e gli adempimenti normativi obbligatori.

Hitachi Cooling & Heating, in collaborazione con il Consorzio Remedia il principale Sistema Collettivo italiano per la gestione eco-sostenibile dei RAEE, rifiuti da impianti fotovoltaici, pile e accumulatori, ha raccolto le informazioni pratiche e amministrative utili all’installatore che vende un nuovo climatizzatore, per la corretta gestione del RAEE proveniente da utenza domestica.

Perché è importante raccogliere e gestire correttamente i RAEE?

Tutte le nostre attività hanno un impatto sull’ambiente” afferma Laura Masiero, Country Manager di Johnson Controls Hitachi Air Conditioning Italia, “per questo noi di Hitachi Cooling & Heating siamo soci di Remedia dal 2005, per assicurare la corretta gestione e smaltimento dei nostri sistemi di climatizzazione residenziale. Con circa 1 milione di kg di RAEE raccolti negli scorsi anni abbiamo ottenuto una Carbon Footprint di 11.428 tCO2eq evitate , un piccolo passo per il futuro del nostro pianeta, in cui noi crediamo molto”, conclude Masiero.

Procedura semplificata nell’1 contro 1: il ritiro del vecchio climatizzatore

Nel caso in cui l’installatore venda un nuovo climatizzatore (qualificandosi per legge anche come distributore), l’acquirente può rivolgersi a lui anche per la sostituzione del vecchio impianto residenziale.

È l’1 contro 1, che dà diritto al consumatore a richiedere il ritiro gratuito e contestuale del vecchio climatizzatore – purché integro – all’installatore, che è obbligato a farsene carico secondo la procedura semplificata normata dal D. Lgs. 49/14 e dal DM 65/2010.ù

Per legge, al momento della disinstallazione, l’F gas contenuto nei circuiti del climatizzatore non deve essere disperso nell’ambiente, ma mantenuto all’interno dell’apparecchiatura. In alternativa, può essere gestito da un tecnico frigorista certificato, in possesso cioè di un patentino per il trattamento dei gas fluorurati presenti nei climatizzatori e munito di adeguata formazione e attrezzatura.

Trasporto e deposito preliminare in luogo di raggruppamento

L’installatore/distributore può scegliere di trasportare il vecchio apparecchio verso:

• un centro di raccolta comunale;
• un luogo di raggruppamento di sua proprietà.

Proprio come un distributore con punto vendita, anche l’installatore può effettuare un deposito preliminare alla raccolta, a condizione che i RAEE raggruppati siano suddivisi per categoria e separati da eventuali altri rifiuti pericolosi. È inoltre necessario che il luogo di raggruppamento:

• sia di proprietà dell’installatore, pavimentato e non accessibile a terzi;
• offra ai RAEE adeguata protezione da acque meteoriche e dall’azione del vento, anche grazie a sistemi di copertura mobili.

Dal luogo di raggruppamento, l’installatore può trasportare i RAEE direttamente al centro di raccolta comunale abilitato per la distribuzione, oppure incaricare un operatore specializzato per il trasporto dei RAEE verso l’impianto di trattamento. Il trasporto dal luogo di raggruppamento al centro di raccolta comunale va in ogni caso effettuato al raggiungimento di 3500 kg di RAEE oppure ogni 3 mesi. Se non si raggiunge questo quantitativo, il tempo a disposizione non può comunque superare l’anno.

Quali sono gli adempimenti obbligatori a carico dell’installatore?

Per tutte le attività di raccolta e trasporto RAEE in regime 1 contro 1 gli installatori, oltre a informare chiaramente il consumatore, hanno l’obbligo di iscriversi all’apposita sezione (categoria 3-bis) dell’ANGA -Albo Nazionale Gestori Ambientali per le attività di distribuzione delle apparecchiature e trasporto dei RAEE domestici.

Inoltre, devono garantire la compilazione e tenuta di tutta la documentazione semplificata per l’1 contro 1 cioè:
a. il documento di trasporto in tre copie;
b. lo schedario numerato progressivamente, che sostituisce il registro carico/scarico.

E le sanzioni? Dall’amministrativo al penale

Il distributore che non ritira a titolo gratuito un RAEE ed effettua il trasporto di rifiuti senza la documentazione prevista dall’1 contro 1 è soggetto a sanzioni amministrative pecuniarie.
L’omessa iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il trasporto RAEE prevede invece una sanzione penale (pena dell’arresto da tre mesi a un anno) o un’ammenda pecuniaria, se si tratta di rifiuti non pericolosi, oltre al sequestro del mezzo con cui è stato effettuato il trasporto.