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IoT: Smart Metering e Smart Car guidano il mercato italiano

I dati che riguardano l’IoT in Italia sono più che positivi: l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano ha infatti registrato una crescita del 40% del mercato 2016, con buone prospettive anche per il futuro

Nonostante alcuni settori ancora diffidenti, il mercato IoT in Italia nel 2016 ha toccato i 2,8 miliardi di euro, crescendo del 40% rispetto all’anno precedente, trainato principalmente dallo Smart Metering (34% del totale) con i contatori gas installati dalle utility, e dalle Smart Car (20%).

Seguono poi le soluzioni per lo Smart Building (18%) legate alla sicurezza negli edifici, le soluzioni di Smart Logistics a supporto del trasporto (250 milioni di euro, 9% del mercato) e quelle per la Smart Home (7% ), con una netta prevalenza di applicazioni per la sicurezza. [Approfondisci i dati relativi alla Smart Home]

Il tasso di crescita del mercato italiano è dunque allineato o superiore a quello degli altri paesi occidentali; il risultato è dovuto in buona parte agli obblighi normativi: nel caso dello Smart Metering, infatti, la Delibera 646/2016/R/eel ha stabilito che le utility dovranno installare almeno 11 milioni di contatori intelligenti entro il 2018. Per le auto connesse, invece, la normativa eCall prevede che entro il 31 marzo 2018 tutti i modelli di auto siano in grado di allertare automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidente.

Anche non considerando gli effetti delle normative la crescita è comunque evidente, in quanto il mercato Smart Metering è passato da 500 milioni di euro nel 2015 a 950 milioni nel 2016 (+90%), e quello delle Smart Car ha raggiunto 550 milioni di euro, con 7,5 milioni di auto connesse circolanti e la prospettiva di un numero sempre maggiore di vetture già dotate di sistema di connessione in fase di produzione.

Insieme al mercato è cresciuto anche il numero degli oggetti: in Italia sono già 14,1 milioni quelli connessi tramite rete cellulare (+37%), senza contare quelli che sfruttano altre tecnologie di comunicazione, come i 36 milioni di contatori elettrici connessi tramite PLC (Power Line Communication), gli 1,3 milioni di contatori gas che comunicano tramite radiofrequenza e i 650mila lampioni per l’Illuminazione intelligente connessi tramite PLC o radiofrequenza.

 

Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, ha commentato i risultati: “Nel 2016 abbiamo osservato importanti segni di maturità dell’Internet of Things in Italia: nuove reti di comunicazione 'Low Power Wide Area', maggiore offerta di soluzioni, crescita significativa del mercato. È arrivato il momento di andare oltre il livello attuale di connessione degli oggetti per spostare l’attenzione verso i servizi”.

 

I dati fanno dunque ben sperare nel futuro; a rendere ottimisti, inoltre, sono le numerose novità osservate negli ultimi dodici mesi, come lo sviluppo di grandi partnership e alleanze, l’affermarsi di nuovi canali di vendita, la comparsa sul mercato di nuovi prodotti e servizi a un prezzo accessibile, la messa a fuoco di strategie di alcuni grandi OTT (Over-The-Top) quali Google e Amazon.

I dispositivi IoT stanno quindi diventando sempre più intelligenti e versatili, e le possibilità di sviluppo sono altresì ampliate dalla capacità computazionale, dai sistemi operativi dedicati e dall’integrazione a livello di hardware.

 

Ma come si possono sfruttare i dati generati dai dispositivi connessi, in modo da migliorare ulteriormente i risultati ottenuti? 

Vi sono inoltre ancora alcuni ambiti IoT che stentano a crescere, come quello della Smart City, il cui potenziale è enorme, ma che fatica a prendere piede.

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