Elettrotecnica e accessori

Lovato LAB: il nuovo laboratorio di prove cortocircuito e sovraccarico

Lovato Lab è il nuovo laboratorio dedicato alle prove di cortocircuito e sovraccarico realizzato all'interno della sede di Gorle di Lovato Electric. Un segno di innovazione e una visione strategica che porterà l'azienda a crescere ulteriormente sul panorama nazionale e internazionale

 

Il 10 luglio sarà ricordato da Lovato Electric tra le giornate più significative nella crescita dell’azienda, grazie all’inaugurazione del Lovato LAB, un laboratorio prove cortocircuito e sovraccarico, che consentirà a una delle realtà più attive nell’area della bergamasca di poter contare su un servizio tecnologico di alto profilo, con conseguenze dirette e indirette sulla produzione aziendale e sulla diversificazione delle attività di business.

 

Lovato Lab: laboratorio prove cortocircuito e sovraccarico

“Con Lovato Lab, ci siamo oggi dotati di una struttura in grado di sostenere prove di corto circuito, secondo gli standard internazionali, con correnti di 30kA alla tensione di 600V, oltre a prove del potere di chiusura e di interruzione e prove di riscaldamento fino a 3000A continuativi in bassa tensione. Ma gli investimenti non finiscono qui: precedentemente abbiamo acquistato un tomografo, che consente l’analisi non distruttiva dei prodotti, sfruttando i raggi x, infatti, si potranno rilevare e misurare i difetti dei singoli componenti, potendo intervenire nello specifico”.

massimiliano cacciavillani lovato
Massimiliano Cacciavillani, Amministratore Delegato di Lovato Electric

Con queste parole, Massimiliano Cacciavillani, Amministratore Delegato di Lovato Electric, ci racconta dell’avventura del nuovo Lovato Lab, una struttura che dovrà supportare la fase di progetto dei nuovi prodotti dell’azienda, ma al contempo potrà essere utile alla vendita di servizi per aziende terze, che necessitano di fare delle verifiche e delle certificazioni di prodotto.

 

“Oltre a vendere prodotti elettrici, che rimarrà naturalmente il nostro core business, ricaveremo questa piccola business unit che si occuperà di vendere prove conto terzi. Abbiamo camere climatiche, tavoli vibranti, prove di vita meccanica, prove di isolamento, prove di temperatura, insomma ne abbiamo di tutti i colori. Penso che un laboratorio così sul territorio possa risultare utile non solo a noi stessi ma anche ad altre realtà che da oggi avranno maggior occasione di accelerare i tempi di sviluppo dei loro prodotti”.

 

Investimenti e una visione strategica

Tre i milioni di euro investiti per la realizzazione complessiva della struttura, che potrà però contare su una visione e un piano industriale a lungo termine, anzi: generazionale.

“Questi sono investimenti per cui risulta difficile calcolare un time to market esatto. La nostra è proprio una visione strategica, sicuramente un investimento di medio-lungo termine. Lovato Electric è un’azienda a conduzione familiare, giunta oramai alla quarta generazione e, personalmente, mi pongo l’obiettivo di lasciare in futuro una realtà solida e innovativa ai miei tre figli. Sono sicuro che sia un buon investimento, in quanti anni rientrerà non lo so, sicuramente ha un grande valore, crea motivazione tra i collaboratori, stimoli ed è tecnologia pura, una necessità per tutte le aziende del nostro settore.

Inoltre, sempre in termini di investimenti, è giusto ricordare che l’intero importo è stato coperto da capitali interni, senza dover ricorrere a sostegni finanziari esterni. Un grande valore sicuramente in prospettiva.

Non solo Lovato LAB: l’azienda bergamasca è reduce da una serie di operazioni che possono essere considerate strategiche, seppur in modo diverso, rispetto alla volontà di crescita sul panorama nazionale e internazionale.

In tal senso va visto l’accordo per l’acquisizione del ramo d’azienda della croata Koncar NSP, società specializzata nella progettazione e produzione di commutatori a camme e interruttori sezionatori.

Un accordo che mira a dare ulteriore slancio all’ internazionalizzazione di Lovato Electric, che oggi può contare su 14 sedi in grado di garantire una copertura in oltre 100 paesi del mondo.

Innovazione e crescita senza dimenticare gli aspetti più green: la produzione di energia tramite impianti fotovoltaici posati sulle coperture degli edifici della sede di Gorle.

“Siamo partiti – prosegue Cacciavillani – con un impianto pilota qualche anno fa da 150 kW e adesso ne abbiamo aggiunti altri 300 kW, con l’obiettivo di diventare più efficienti dal punto di vista energetico. Il nostro reparto più energivoro è ovviamente quello dello stampaggio della materia plastica che utilizza presse, per 3 turni, per 24 ore al giorno: una bella bolletta da ottimizzare!

 

Una squadra al centro del progetto

Investimenti e strategie che non prescindono però da una visione “umano-centrica”, il vero segreto di Lovato.

“Oggi possiamo definirci un’azienda dove c’è meccanica, elettrotecnica, elettronica e gestione software. Operiamo in due settori, quello dell’automazione industriale e dell’efficientamento energetico, che hanno un futuro, e possiamo affermare di avere le carte in regola per riuscire ad attrarre persone di elevato valore, oltre a trattenere quelle che già fanno parte della nostra squadra.

Tuttavia siamo un’azienda a conduzione familiare: più o meno ci conosciamo tutti, ci frequentiamo tutti, c’è un clima più che positivo.

E ritengo possa essere questa la nostra marcia in più: il legame con le persone, soprattutto per un’azienda come la nostra che non è una multinazionale, fa la differenza. Le persone sono fondamentali e tutte le iniziative che mettiamo in campo per “fare squadra” nascono con l’obiettivo di auto motivarci e fare crescere quelle famose soft skill che fanno la differenza sul mercato”.