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Home&Building Automation: lo standard KNX e la messa in servizio dell’impianto

Dopo aver esplorato tutto il mondo KNX siamo giunti al termine del nostro progetto virtuale: ecco gli ultimi passaggi per arrivare a consegnare al cliente un impianto di building automation efficiente e ricco di potenzialità

Per dare un’anima al nostro impianto, oltre alla struttura e quindi ad “ordinare” i nostri dispositivi, è necessario andare a configurare su ognuno di essi i giusti parametri di funzionamento e successivamente, andare a realizzare i “collegamenti virtuali” tra i vari dispositivi di ingresso e di uscita, realizzando quindi le funzionalità desiderate.

Per fare questo, ogni dispositivo KNX, una volta selezionato, ci permette di accedere al suo menù “parametro”. Accedendo a questa zona, ogni costruttore, a seconda della tipologia di dispositivo, mette a disposizione una vera e proprio zona di configurazione che, se prendiamo per esempio l’immagine a lato, ci permetterà di andare a configurare i 4 canali dell’attuatore on/off da 16 A che abbiamo selezionato.

Caratteristica di quasi tutti i produttori, e quindi quasi tutti i prodotti, è avere da prima una zona di pararametrizzazione/impostazione generale del dispositivo, dopodiché, come nell’esempio di Figura 1, avere tante aree di configurazione quanti sono o i canali a disposizione o le caratteristiche del dispositivo (mi viene per esempio da pensare ad un termostato, dove, diversamente da un attuatore o un “ragnetto”, non troveremo dei canali da configurare, ma funzionalità come riscaldamento, raffrescamento, ventilazione).

Questi menù posso cambiare notevolmente a seconda del produttore e del dispositivo, e, giustamente, posso essere più o meno “ricchi” di configurazioni e parametrizzazioni a seconda delle funzioni che il dispositivo deve svolgere. Una delle caratteristiche dei sistemi KNX e di chi lavora in questo tipo di impianti, è quella di avere a che fare, anche nello stesso progetto, con produttori e prodotti diversi tra loro, quindi capirete bene perché più volte ho precisato l’importanza di avere sempre a portata di mano il “Manuale Applicativo” che normalmente ogni produttore mette a disposizione e in cui è spiegato, passo passo, cosa svolge e a cosa serve la configurazione di ogni singolo menù e parametro.

Questo supporto è fondamentale per una buona programmazione e soprattutto per svolgere al 100% quello che ci è stato chiesto di realizzare. Tutte le aziende hanno un centro supporto tecnico per i dispositivi KNX e i tecnici presenti sono a disposizione proprio per aiutarci in caso di dubbi o problemi, quindi non fate i timidi: chiamateli in caso di bisogno.

Figura 1

Procediamo…

La nostra configurazione ed impostazione dei parametri, come abbiamo accennato qualche numero fa, ha come “effetto”, il fatto che ETS ci metta a disposizione delle variabili, che come vedere hanno “dimensioni” in fatto di bit, diverse tra loro, a seconda della funzionalità per cui sono nate e che devono svolgere.

A titolo di esempio, basandosi sulla Figura 3:

  • Commutazione: è la variabile, in questo caso di un attuatore, che verrà legata alla variabile comando di uno o più pulsanti, per esempio, per accendere una luce e/o attivare un carico, collegato al canale 1 dell’attuatore.
  • Start/stop: è la variabile che, se utilizzata all’interno di un indirizzo di gruppo specifico, alla ricezione di un comando “on”, attiverebbe in maniera temporizzata, il carico collegato al canale 1, che, dopo il tempo impostato nel menù di parametrizzazione, si spegnerebbe automaticamente.
  • Forzatura: è una variabile, che se notate bene diversamente dalle altre viste è a 2 Bit, che, per natura dello standard KNX, viene utilizzata nei casi in cui vogliamo gestire un’uscita con una “priorità” diversa dalla normale gestione e che quindi deve essere attivata/disattivata in maniera speciale rispetto alla normale situazione d’uso.
  • Scenario: variabile da 1 Byte, che per natura dello standard KNX è utilizzata per configurare e realizzare funzioni scenario nel nostro impianto. Il fatto che sia più “grande”, ovvero da 8 bit appunto, è dovuta al fatto che in KNX posso realizzare fino a 64 Scenari e quindi ho bisogno di più bit per identificarli tutti.

A queste variabili ovviamente se ne potrebbero aggiungere molte altre, a seconda della natura del dispositivo e delle sue caratteristiche e funzioni, ma volte di queste di “ripetono” in tutti i dispositivi e la logica di funzionamento e utilizzo è sempre uguale o molto simile, quindi capite bene come è importante per un programmatore di sistemi KNX mantenersi allenato, perché più lo fa e più sarà rapido ed efficace nel momento della programmazione di un nuovo impianto.

Figura 3

Collegamenti

A questo punto non resta che andare a realizzare le nostre funzioni che, come vi ricordo, vengono realizzate utilizzando come “strumento”, gli indirizzi di gruppo. Andremo quindi ad organizzare la nostra struttura degli indirizzi di gruppo avendo cura di crearne uno per ogni funzione e funzionalità che dobbiamo realizzare e nel quale poi andremo a mettere le variabili coinvolte che abbiamo visto poco fa. Come si vede nella Figura 4, premesso che non c’è una “regola” fissa, ma è data piena libertà al system integrator di organizzare gli indirizzi come crede meglio, io vi consiglio di darci una gestione che sia o per funzioni o per ambienti, ma che però vi permetta di capire bene “dove siete e cosa state facendo” e che, soprattutto, sia un’organizzazione costante, omogenea, che una volta impostata, almeno all’interno dello stesso progetto, abbia un ben preciso filo logico, utile non solo in fase di programmazione e messa in servizio, ma, e soprattutto, per la manutenzione e gestione dell’impianto nel tempo, permettendovi di individuare eventuali modifiche e/o problemi in tempi molto rapidi. Un aspetto importante e fondamentale, che anche dall’immagine almeno in parte potete denotare, è che per ogni comando fatto, c’è quasi sempre un indirizzo di gruppo dedicato al relativo stato, ovvero al feedback di quel comando. Questo perché, come già più volte abbiamo detto, in KNX, ma in generale nei sistemi di automazione, ci si basa su flussi di dati sia appunto in comando, che in feedback, e se vogliamo essere certi di conoscere lo stato in tempo reale del sistema, del fatto se rispondo o meno correttamente, ci sarà bisogno di poter avere questa informazione, che in KNX appunto di solito di traduce in indirizzi di gruppo da cui preleviamo gli stati dei nostri dispositivi, indirizzi di gruppo che poi, tra l’altro sono fondamentali anche per realizzare un corretto sistema di supervisione, quale esso sia.

Figura 4

Completiamo il nostro progetto

Fin qui tutto chiaro? Cosa ci rimane da fare? Allora, se fin qui è tutto chiaro, vuol dire che abbiamo creato una serie di indirizzi di gruppo relativi alle funzioni che il nostro impianto deve svolgere e a questo punto dobbiamo andare a “scaricare” la programmazione sui vari dispositivi per far sì che il sistema diventi operativo, questa fase come abbiamo visto si chiama comunemente “messa in servizio”.

Ma se voglia completare correttamente il nostro lavoro, sia sotto il profilo tecnico, ma anche etico e professionale, mancano ancora tutta una serie di “piccoli passi” che vi riassumo brevemente qui di seguito:

  • Messa in servizio. Faccio lo scaricamento su tutti i dispositivi KNX dell’impianto e sulle interfacce di comunicazione e gateway tra sistemi diversi se presenti.
  • Collaudo. A seguito della messa in servizio, e di possibili modifiche in corso d’opera, una volta che crediamo di aver trovato la configurazione corretta, prima di consegnare le “chiavi” dell’impianto al cliente, realizziamo un collaudo, con tanto di documento tecnico che lo verbalizzi e che ne preveda anche la controfirma del cliente.
  • Report. Come per la documentazione schematica di progetto, visto che ETS lo permette anche in maniera molto semplice e rapida, realizzate la stampa di report da consegnare sia al cliente che ad eventuali altri tecnici ed imprese coinvolte, che riassumano per esempio: Topologia; Indirizzi di Gruppo; Elenco dispositivi; Vista edificio.
  • File di Progetto ETS. Premesso che se ovviamente in fase di accorti e contratto, è presente una precisa indicazione sul rilascio al cliente a fine dei lavori del file ETS, lo dovete fare, io per mai indole etica e professionale, lo faccio sempre e comunque, anche perché, ma magari sbaglio, se ho lavorato bene ed il cliente è soddisfatto, perché mai dovrebbe chiamare un altro? Perché è di questo che stiamo parlando quando di parla di consegnare il file ETS.
  • Contratto di manutenzione o no? A questo punto vi manca di prendere una decisione, ovvero se offrire al cliente un contratto di assistenza sull’impianto o meno. Sulle condizioni decidete voi, se ad un costo fisso annuo, a intervento, a ore, ma sta a voi decidere se “tenervi” il cliente o meno o se “lasciarlo libero”.

 

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  1. KNX, uno standard per l’automazione
  2. Tutti i vantaggi del sistema KNX
  3. Come funziona lo standard KNX
  4. La struttura del sistema KNX
  5. Lo standard KNX e l’anima dell’impianto
  6. Lo standard KNX e la parametrizzazione delle variabili
  7. ETS, lo strumento di lavoro del system integrator
  8. Impariamo a progettare con ETS5