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Osservatorio sulla Casa: cosa cercano gli Italiani?

Rispetto per l’ambiente, attenzione ai consumi, comfort, salubrità e digitalizzazione: questi i pilastri che rendono un’abitazione perfetta. Ma la strada da fare prima di poterla costruire è ancora lunga

Solo il 25% degli Italiani si ritiene soddisfatto della propria abitazione, nonostante la casa sia una delle priorità e nel cuore del 94% degli abitanti del nostro Paese.

Questi i risultati emersi grazie all’Osservatorio sulla Casa, l’indagine Doxa, in collaborazione con Leroy Merlin e Saint-Gobain, svolta su un campione di 1500 individui responsabili delle scelte relative alla propria abitazione e rappresentativi di 50 milioni di abitanti.

L’iniziativa è nata per analizzare gli stili abitativi attuali e individuare le caratteristiche che la casa del futuro dovrebbe necessariamente avere.

Cosa desiderano, e, a quanto pare, non hanno – per ora – gli Italiani?

Una casa comoda, grande, che si adatti alle esigenze di chi vi abita ma faccia risparmiare, attenta alla salute e all’inquinamento domestico, intelligente, rispettosa dell’ambiente ed ecosostenibile.

 

E quali sono i principali motivi di insoddisfazione che portano ad assegnare al luogo in cui passiamo la maggior parte della nostra vita un 7 e mezzo “senza infamia e senza lode”? Uno scarso isolamento termico, un’abitazione troppo piccola, costi di mantenimento e riscaldamento troppo elevati, rifiniture di scarsa qualità; questo perché in fase di acquisto oltre, ovviamente, al prezzo della casa, non si tengono in considerazione questi aspetti, quanto piuttosto le caratteristiche del quartiere, la vicinanza di mezzi pubblici, la presenza o meno di un box.

 

I dati dimostrano poi come oltre l’85% degli Italiani abbia eseguito almeno una volta, all’interno della propria abitazione, lavori di abbellimento, con una spesa media che si aggira intorno ai 3000 €.

Ma per quanto riguarda opere di ristrutturazione o manutenzione che porterebbero a un concreto miglioramento di alcuni degli aspetti critici – inquinamento dell’aria interna, inquinamento acustico, umidità, isolamento termico – la percentuale di realizzazione risulta molto bassa, probabilmente a causa della scarsa conoscenza di possibili soluzioni.

Inoltre l’84% della popolazione è al corrente dell’esistenza di significative detrazioni fiscali per la ristrutturazione e l‘efficientamento energetico della propria abitazione, ma solo il 52% di chi ha realizzato dei lavori ne ha effettivamente usufruito.

 

E le famose smart home? Un dato che dovrebbe far riflettere mostra come solo il 4% degli intervistati prenda in considerazione l’idea di un’abitazione intelligente, dotata di innovativi dispositivi connessi e gestibili da remoto.

La ritrosia degli Italiani nell’acquistare soluzioni domotiche, peraltro, non è dovuta a preoccupazioni inerenti al tema della privacy o della cyber security, legate quindi alla quantità di dati personali immessi in rete in seguito alla presenza di oggetti connessi.

Il problema risiede piuttosto nella scarsa conoscenza e nell’errata comunicazione riservata alla smart home: le offerte non vengono percepite nel modo corretto dall’italiano medio, o comunque sono ritenute ancora troppo poco mature, e viste come dei semplici e costosi gadget di cui ben presto ci si stufa.

 

Però chi ha deciso di fidarsi e affidarsi ad apparecchi intelligenti, con soluzioni legate soprattutto a riscaldamento, sicurezza e videosorveglianza, ne è sostanzialmente soddisfatto e non ne farebbe più a meno.

Per di più una recente indagine condotta da Facile.it, sito di confronto dei costi delle polizze assicurative, ha messo in luce alcuni dati preoccupanti: in Italia sono 543 al giorno, 27 ogni ora, uno ogni due minuti – quindi anche in questo momento –  i furti in appartamento, forse contrastabili tramite l’installazione di un adeguato impianto di sicurezza e videosorveglianza.

Leggi i risultati dell'indagine

Anche sul fronte delle rinnovabili i dati analizzati da Doxa non sono confortanti: solo il 15% degli intervistati ha installato pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o è in procinto di farlo, una percentuale ancora troppo bassa per considerare il fenomeno come tendenza di massa.