Attualità

Privacy e Cyber Security: difendiamo l’IoT

Un tema chiave connesso a Internet of Things e Smart Home riguarda la gestione dei dati messi a disposizione dagli oggetti Smart presenti nelle nostre case. E la relativa vulnerabilità ad attacchi hacker

Le applicazioni Smart Home consentono di raccogliere moltissimi dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione, garantendo numerosi vantaggi, quali un’ottimizzazione dei processi delle aziende che offrono servizi in ambito domestico, con ricadute positive in termini di aumento di efficienza (riduzione tempi e costi) e di efficacia, o una notevole personalizzazione di prodotti e servizi, proprio grazie alla profilazione dell’utente sulla base dei dati raccolti.

All’aumentare dell’interesse verso la valorizzazione dei dati IoT, tuttavia, cresce di pari passo l’attenzione verso tematiche di Privacy e Cyber Security; c’è infatti scarsa fiducia, da parte degli utenti sulla possibilità che i dati personali siano protetti da eventuali attacchi da parte di hacker.

il 67% dei potenziali acquirenti è infatti preoccupato per i rischi di accesso o controllo degli oggetti connessi: i dati raccolti potrebbero venire intercettati o manomessi da terze parti, e malintenzionati potrebbero riuscire a impartire comandi agli oggetti collegati da remoto (ad esempio l’apertura della porta di casa o la disattivazione dei sistemi di allarme) andando a ledere la sicurezza “fisica”.

Gli enti regolatori hanno iniziato da tempo a interessarsi dei risvolti legati alla gestione dei dati raccolti dai dispositivi Internet of Things; l’Unione Europea ha definito il nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali e la libera circolazione degli stessi, che si applicherà a decorrere dal 25 maggio 2018: le diverse imprese che trattano i dati personali avranno vari obblighi per tutelare i consumatori, ad esempio la necessità di considerare il tema della protezione dei dati già in fase di progettazione.

Giulio Salvadori, Ricercatore dell'Osservatorio Internet of Things osserva che “le strategie per la valorizzazione dei dati sono ancora da definire e devono confrontarsi con le tematiche legate alla tutela della privacy e della sicurezza, perché i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati, a meno di ricevere in cambio vantaggi concreti”.

Dunque lo studio di strategie per una valorizzazione dei dati da parte delle aziende che li raccolgono sarà uno degli aspetti cruciali per lo sviluppo del mercato Smart Home: occorre lavorare sulla corretta comunicazione dei benefici e sull’integrazione di servizi di valore per superare le reticenze alla condivisione dei dati.

 

Il giro di affari della casa connessa in Italia vale 185 milioni di euro nel 2016; i prodotti arrivano nei negozi, anche se oltre l'80% del mercato passa ancora da installatori e distributori elettrici; l’installatore è quindi al centro dell’Internet of Things?  

Lo sbarco dei colossi del web come Google e Amazon preannuncia un grande sviluppo nel 2017; ma i grandi OTT – Over The Top –  sono una minaccia o un sostegno per l’installatore?