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Home&Building Automation: impariamo a progettare con ETS5

Prosegue la progettazione virtuale del nostro edificio tipo, secondo lo standard KNX. Ecco ora come si fanno a inserire i dispositivi all’intero di ogni singolo ambiente. Ce ne parla Alessio Vannuzzi

Prima di passare alla progettazione e programmazione su ETS, bisogna aver progettato l’impianto, e quando dico progettato non mi sto riferendo alla burocratica definizione di “progettazione a carico di un libero professionista iscritto ad ordine o collegio professionale”, ma mi sto riferendo a un concetto che, quando si parla di tecnici e impianti, dovrebbe essere sempre seguito, ovvero prima si “pensa”, ovvero si progetta, poi si “agisce”, ovvero si passa alla parte pratica, installativa. Nello specifico, intendo dire che avrò già eseguito quella fase in cui ho analizzato le esigenze e le richieste del cliente, le avrò trasformate in informazioni tecniche che avranno dato forma ad elaborati grafici (planimetrico con posizionamento di comandi e carichi, schema dei quadri elettrici, schema funzionale dell’impianto bus, e quant’altro mi è utile a illustrare e capire il funzionamento del sistema) e non ultimo, un elenco preciso e ben dettagliato dei dispositivi KNX che prevedrò di utilizzare per la realizzazione del mio impianto.

Ecco, allora se ho fatto tutto questo, posso iniziare a progettare su ETS5, altrimenti a mio avviso correte il rischio di cominciare una cosa in cui, almeno per un po’, sarà affrontata a tentativi, rischiando di tornare sui vostri passi più volte prima di imboccare la strada giusta per la realizzazione di quanto vi è richiesto.

Ora che abbiamo “sviscerato” questa piccola parentesi, possiamo andare sul nostro ETS e premere il nostro pulsante di “Start”, ovvero dal menù principale di ETS, il tasto “+”. Come si vede dalle Figure 1 e 2 (nella gallery alla fine dell’articolo), dal menù Progetti è possibile aprire un nuovo progetto, oppure aprirne uno nuovo utilizzando la modalità “wizard”, oppure importare un progetto esistente e caricarlo sul proprio ETS. Ma siccome siamo al nostro primo progetto, abbiamo premuto il tasto “+” e si aperta la finestra che vedete Figura 2 in cui ci vengono chieste delle informazioni semplici ma importanti per dar vita al nostro progetto.

Figura 1. L’home page o vista principale del software ETS

Figura 2. Dal menù Progetti, premendo il tasto “+”, si aprirà una finestra in cui verranno chieste delle informazioni semplici, ma importanti, per dar vita al progetto

In particolare, ci viene richiesto:

  • Nome: l’identificativo che avete intenzione di dare al vostro progetto, io per esempio, numerando con una precisa codifica le varie commesse, utilizzo in questo caso un nome del genere CodiceCommessa_Nomecliente, questo per rendere il tutto più coerente possibile con elaborati, offerte, fatture, e quindi anche più facilmente archiviabile e rintracciabile.
  • Dorsale: se il vostro impianto è nell’ambito residenziale, mi sentirei pronto a scommettere che 9,9999 su 10, qui selezionerete TP, ovvero il cavo bus KNX, se invece il vostro progetto riguarda una grande struttura, potrebbe anche capitarvi di selezionare IP. In sostanza, ricordate quando abbiamo parlato di aree, linee e topologia, bene qui state definendo con cosa è “fatta” la dorsale che mette in comunicazione le varie aree del vostro progetto.
  • Topologia: come si vede dalla Figura 4, ETS ci “suggerisce”, prevedendo una spunta, di iniziare il nostro progetto partendo dalla linea 1.1.x, ovviamente noi siamo liberi di farlo o meno, ed inoltre ci chiede con che tipo di linea vogliamo inziare, e qui ci darà fondamentalmente 3 scelte, TP, RF e PL, ovvero cavo BUS twistato, linea formata da dispositivi che comunicano con sistemi a radio frequenza e linea formata da dispositivi che usano come mezzo di trasmissione la PowerLine, ovvero le onde convogliate che in KNX si chiama PL110.
  • Indirizzi di gruppo: se ricordate quando abbiamo parlato di indirizzo di gruppo, qui la scelta è semplicemente tra quale tipologia di indirizzo di gruppo vogliamo utilizzare.

Una volta fatte le nostre scelte, clicchiamo su “crea progetto” ed ETS aprirà automaticamente le finestre riferite al nostro progetto, eseguendo immediatamente un primo salvataggio e quindi archiviando il progetto insieme agli altri già presenti. In merito al nostro progetto però vi ricordo che, al di là delle informazioni iniziali che ETS ci chiede di inserire, in qualsiasi momento successivo, noi possiamo, andando prima a selezionare il nostro progetto nell’elenco presente nel menù principale, possiamo andare a inserire tutta una serie di ulteriori informazioni utili a ricreare la corretta conformazione dei dati del progetto, non per ultima, andare a selezionare lo “stato” del progetto, ovvero in che fase di realizzazione siamo.

Figura 3. Dalla Vista Edifici, una possibile struttura, in cui identificar l’edificio, i piani, gli ambienti, fino ai quadri di distribuzione.

Vista edifici

Come avete visto ho messo nuovamente in chiaro l’importanza di progettare bene l’impianto prima di passare a ETS, e uno dei motivi per cui lo dico è perché non a caso quando apriamo un nuovo progetto, ETS la prima schermata che ci apre è la cosiddetta “vista edifici”, ovvero una delle possibili viste con cui ETS ci permette di “osservare” il nostro progetto, ma che in particolare è quella di crearne ed osservarne la forma “strutturale”, architettonica, o se volete planimetrica, ovvero la vista dove noi andiamo a ricostruire la struttura dell’edificio su cui stiamo lavorando, indicandone le “palazzine” presenti, i piani, gli ambienti, gli spazi istallativi come quadri o scatole di derivazione, fino al dispositivo stesso, che andremo a “posizionare” nella sua posizione precisa, ovvero nell’ambiente effettivo dove verrà successivamente istallato e che, spero, abbiamo deciso in fase appunto di progettazione.

Figura 4. Dalla Vista Edifici, selezionando l’ambiente o lo spazio installativo dove abbiamo previsto il posizionamento dei vari dispositivi, e cliccando successivamente sul pulsante “aggiungi dispositivi”, si aprirà automaticamente la libreria componenti dalla quale selezionare uno dei prodotti che avremo caricato in precedenza

Lista componenti

I dispositivi appunto, ovvero, come da progetto, la lista dei componenti che ho deciso dovessero far parte del mio progetto e che a questo punto devo andare ad inserire all’interno del mio progetto ETS per essere poi configurati e programmati. Dalla vista edifici, selezionando l’ambiente o lo spazio installativo dove abbiamo previsto il posizionamento dei vari dispositivi, e cliccando successivamente sul pulsante “aggiungi dispositivi”, si aprirà automaticamente la nostra libreria componenti dove avremo avuto l’accortezza di aver caricato precedentemente il database dei prodotti e/o dei produttori che abbiamo intenzione di utilizzare. Da questa finestra, andando a cercare per marca e modello, o più semplicemente inserendo nello spazio ricerca il codice identificativo del prodotto che ci interessa, inseriremo tutti i dispositivi del nostro impianto, un po’ come si vede nella figura accanto.

Visto che ho parlato più volte di “progettazione”, vi do un consiglio, o almeno io faccio così da sempre e sinceramente mi trovo bene a farlo. Quando sono in fase di progettazione nel momento in cui posizione e definisco i dispositivi KNX presenti nell’impianto ed elaboro il planimetrico e/o gli schemi di quadro e connessione, io assegno già in quel momento ad ogni dispositivo il proprio indirizzo fisico, ovvero io già in quella fase sto creando la topologia del mio impianto KNX, di fatto definendo le aree, le linee e il codice che identifica ogni componente. Se quindi avete fatto come me, quando andrete ad inserire nella vista edifici i vari dispositivi, non dovrete solo stare attenti di metterli nella posizione giusta, ma, come vedete dalla figura, anche a far sì che ognuno di loro abbia (sono le 3 cifre che vengono prima del nome del componente es. 1.1.1 Axolute – 4 Ch nella reception) il giusto indirizzo fisico previsto in fase di progetto.

ETS quando aggiungete i dispositivi, se non date voi indicazioni precise, aggiunge i dispositivi assegnando indirizzi in sequenza, ma ricordate che dalla finestra proprietà di ogni dispositivo, potrete cambiarlo ed aggiornarlo in qualsiasi momento, e renderlo coerente con il vostro progetto.

Se ti interessa questo argomento, leggi gli altri articoli che sono stati pubblicati sul sistema KNX:

  1. KNX, uno standard per l’automazione
  2. Tutti i vantaggi del sistema KNX
  3. Come funziona lo standard KNX
  4. La struttura del sistema KNX
  5. Lo standard KNX e l’anima dell’impianto
  6. Lo standard KNX e la parametrizzazione delle variabili
  7. ETS, lo strumento di lavoro del system integrator

Figura 5. Inserendo i dispositivi bisognerà inoltre prestare attenzione a nominarli con il corretto indirizzo fisico precedentemente deciso in fase di progetto