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Survey ASSIL: aggiornamento al mese di giugno 2020

Survey ASSIL Covid-19 e industria dell’illuminazione: confermato l’impatto negativo dell’emergenza sanitaria su ordini e fatturato delle imprese; per il ritorno a livelli di business pre-Covid saranno necessari almeno 12 mesi.

Nuovo appuntamento per l’indagine condotta da ASSIL – Associazione Nazionale Produttori Illuminazione federata ANIE Confindustria – per analizzare l’impatto che la crisi generata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 sta avendo sulle imprese associate che, con un fatturato complessivo di oltre 2,8 miliardi di €, rappresentano oltre il 65% del mercato italiano dell’illuminazione e oltre 8.700 addetti.

In continuo aumento le aziende che hanno riaperto

La survey condotta dall’Associazione evidenzia un ulteriore incremento nella riapertura totale delle imprese che dal 75,7% di maggio aumentano al 92,9%. Solo il 7,1% dichiara apertura parziale, nessuna azienda risulta al momento chiusa. In generale si segnala la graduale ripresa di tutte le attività produttive, amministrative, commerciali e logistiche. Tutte le imprese hanno dichiarato un aumento dell’attività produttiva e un’impresa su due dichiara una capacità produttiva di oltre il 90% rispetto alla situazione pre-Covid, con ulteriori miglioramenti previsti per l’ultimo trimestre dell’anno.

Migliorano anche le indicazioni del personale attivo nel mese di giugno con oltre l’89% delle imprese che dichiarano una percentuale superiore al 70% di forza lavoro impiegata contro il 59,4% che dichiarava lo stesso dato nel mese di maggio. Le previsioni alla fine del 2020 indicano che, rispetto alla fase pre-Covid, il 74% delle imprese prevede di impiegare oltre il 90% dei lavoratori, il 18,5% per una quota comprese tra 80/89%, e il 7,4% prevede una riduzione fino al 60%.

Diminuisce ancora lo smart working

Rispetto alle indicazioni di aprile e maggio diminuisce ulteriormente la modalità di lavoro agile. Dall’oltre 43,2% di aziende che ad aprile dichiaravano oltre il 50% di dipendenti in smart working il dato è sceso al 33,3% del mese di maggio e al 31,7% del mese di giugno.

Le principali problematiche legate alla gestione dell’attività

Oltre l’81% delle aziende segnala il perdurare di alcune problematiche legate alla gestione dell’attività, in particolare il rallentamento della domanda di beni e servizi confermato da oltre il 90% delle società. Nel mese di giugno, infatti, si conferma la situazione critica legata all’andamento di ordini e fatturato.

Oltre il 78% delle imprese, infatti, dichiara una contrazione degli ordini fino al 30% e l’82% dichiara la stessa quota negativa in termini di fatturato. Una ripresa è prevista per l’ultimo trimestre dell’anno con oltre il 14% delle imprese che indica un incremento fino al 30% di ordini e il 10,7% che indica lo stesso incremento percentuale di fatturato. Nel complesso le previsioni per l’anno 2020 indicano che oltre l’89% delle imprese prevede una contrazione degli ordinativi fino al 30%. Restano drammatiche, seppur in lieve miglioramento, le previsioni sull’andamento del fatturato poiché nessuna delle imprese dichiara previsioni a ribasso oltre il 30%, come era invece avvenuto con il 32,4% delle aziende in maggio e il 51,5% di aprile. In generale il 96% delle imprese prevede che sarà necessario oltre un anno per il ritorno alla normalità e a livelli di business antecedenti l’emergenza sanitaria mondiale.

Aumenta ancora di oltre il 12% il numero delle aziende che dichiara di aver acceduto alle misure di sostegno alle imprese messe in campo dal Governo, superando il 96% delle imprese. Di queste, il 57,1% conferma ritardi nel pagamento della Cassa Integrazione, il 21,4% segnala problemi nei rapporti con le banche per accesso alla liquidità il 71,4% evidenzia difficoltà burocratiche.

Strategie per superare l’emergenza

Deboli segnali positivi arrivano dalle indicazioni delle strategie che le imprese intendono adottare per superare l’emergenza. Nella survey condotta nel mese di aprile il 5,1% prevedeva di non riuscire a superare questa crisi e di dover, pertanto, chiudere la propria attività. I dati di giugno confermano quelli già evidenziati a maggio, ovvero che nessuna delle imprese sta considerando questa eventualità. Le aziende confermano la necessità di prevedere canali di vendita alternativi per il 64,29% e indicano, come ulteriori strategie per superare la crisi, l’implementazione della trasformazione online e l’ampliamento dei target di mercato per il 60,7% e lo sviluppo di nuovi prodotti per il 57,1% del pool. In aggiunta alla crisi economica globale, l’introduzione dei requisiti dei nuovi regolamenti comunitari sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica rappresenta un aggravio di costi per il 33% delle imprese con un’incidenza fino al 2% del fatturato aziendale per il 22% delle imprese.

Infine, la survey conferma le aspettative delle aziende ASSIL, che chiedono l’attuazione di tutte le misure possibili a sostegno delle imprese e del mercato come, ad esempio, aiuti a fondo perso, defiscalizzazione degli oneri, sospensione delle scadenze fiscali, incentivi al consumo e semplificazione burocratica.

Il commento del Presidente ASSIL

Il perdurare a livello nazionale e globale dell’emergenza sanitaria da Covid-19 – spiega Massimiliano Guzzini, Presidente ASSIL – continua a impattare negativamente sulle attività delle imprese del settore illuminazione, che rappresentano un comparto strategico per il sistema Italia. Sebbene le nostre aziende prevedano una timida ripresa di ordinativi e fatturato per l’ultimo trimestre dell’anno, permangono numerosi problemi che influenzano sfavorevolmente la gestione dell’attività. In particolare, il rallentamento della domanda di beni e servizi, il mancato pagamento da parte dei clienti e le problematiche legate al reperimento delle materie prime e ai trasporti rischiano di rendere la strada per il ritorno a livelli di business pre-Covid lunga e accidentata, con previsioni di ripresa ad oltre 12 mesi. 

Inoltre – prosegue Guzzini – l’entrata in vigore a settembre del prossimo anno dei criteri di ecodesign, stabiliti dal nuovo Regolamento (UE) 2019/2020, rappresenta per molte aziende del settore un ulteriore aggravio dei costi con una notevole incidenza su un fatturato già in sofferenza. Per questo – conclude Guzzini – fin dagli inizi del lockdown abbiamo promosso a livello nazionale attraverso Confindustria, nei confronti di Istituzioni e Governo, la richiesta di maggiore sostegno alle imprese dell’intera filiera, al fine di scongiurare la possibile chiusura di numerose attività e le inevitabili ripercussioni sull’economia nazionale. In aggiunta, a livello europeo, grazie alla mia partecipazione all’Executive Board di LightingEurope, stiamo lavorando affinché la Commissione Europea posticipi di un anno l’entrata in vigore dei requisiti di progettazione ecocompatibile e di etichettatura energetica, per supportare la graduale ripresa del nostro settore anche a livello comunitario”.